Venezia72, quello che ho imparato sul festival



La 72esima volta della Mostra Internazionale del Cinema di Venezia è stata per me la prima volta al Lido e, anche se ho seguito 6 sui 10 giorni di festival, posso dire di aver capito meglio, nel bene e nel male, come funziona la manifestazione. Diciamo che questo elenco puntato vuol essere una guida semiseria per chi vorrà andare a seguire il festival in futuro e un concentrato di riflessioni su cui confrontarci per chi invece è stato alla Mostra... a prescindere dai Leoni di cui parlo qui. :-)

Lost in organization
  • Ops, ho perso la bussola. Appena arrivati, non ci si capisce niente. Piano piano tutti i pezzi vanno al loro posto e si imparano persino i nomi delle sale. Darsena, Perla e Volpi non hanno più segreti. Ma soprattutto entro 24 ore si conoscono tutti i bagni sparsi per i 3 piani del palazzo del casinò. Un po' di più ci vuole per cogliere tutti i segreti delle linee di bus del Lido: ho allungato enormemente la strada due volte prima di capire il percorso corretto. Certo alloggiando all'Excelsior non avrete questo problema :-D
  • Giuletta monta in gondola, che mi te porto al Lido. Mia nonna cantava sempre questo motivetto. Gli accreditati possono usare gratuitamente la linea MC e 20 dei vaporetti che partono da dietro il palazzo del Casinò (fermata Lido Casinò) e in 20 minuti si va a San Marco. Wonderful!
  • Lost in impagination. Inutile cercare di capire i dettagli della programmazione dal pdf del programma caricato sul sito della Biennale: io ho perso due diottrie e non ci ho capito una mazza. Per fortuna una volta arrivati lì si trovano ovunque i libricini con il programma, in dimensione leggibile: allora sì che si capisce come organizzare la giornata tra Sala Darsena, Sala Grande e Sala Perla (e correlate).
  • La valigia è comunque sbagliata. Al Lido c'è un'escursione termica inspiegabile: vedi il sole e sei tentata di sfoggiare la scarpa aperta e il vestitino, ma un momento fa caldissimo e un attimo dopo la bora ti colpisce a tradimento. Per non parlare dell'aria condizionata nelle sale. Vale la vecchia regola della cipolla, del giacchino e della sciarpina sempre in borsa. Io comunque mi sono ammalata (non si capisce come le dive seminude sul red carpet invece gnente stanno da Dio.. Boh), ma diciamo che Venezia val bene un maldigola e un raffreddore. 
La stampa al Lido
  • Dimmi che accredito hai e ti dirò chi sei. Gli accrediti ti definiscono come manco le caste in India: se hai un accredito rosso (tv, radio, quotidiani importanti) puoi andare ovunque, hai la priorità d'ingresso in sala e puoi guardare schifato i cugini blu (periodici, siti, etc.. il mio), per non parlare dei verdi (varie ed eventuali... praticamente i servi della gleba del sistema mediatico). I rossi delle tv sono anche gli unici ad accedere al post photocall per beccare gli attori per due battute di video intervista. Per tutti gli altri (eccezion fatta per i colossi e i media partner): sonori sticazzi
  • Altro che scoop, vogliamo l'autografo. I giornalisti o presunti tali davanti alle star di Hollywood e del cinema nostrano se rincojoniscono che manco io a 16 anni davanti ai Take That: al suono delle parole: "La conferenza stampa si conclude qui", un'orda assassina si catapulta dalle poltroncine al banco degli ospiti per cercare di scattare selfie o di farsi firmare autografi dal malcapitato di turno. Le scene più estreme le ho viste con Brian De Palma (non oso immaginare cosa sia successo con Johnny Depp o Eddie Redmayne nei giorni precedenti).
  • Fatte li cazzi tua. A parte una simpatica signora con cui ho chiacchierato in sala stampa facendomi redarguire da un infastidito Shhhh in tempo zero, nessuno attacca bottone. Sarò colpevole tanto quanto gli altri, fatto sta che tutti erano persi nei loro pc e smartphone e poco interessati a socializzare. Per fortuna c'era la mitica Lisa di In Central Perk, con la quale abbiamo condiviso un sacco di visioni di film (in gran parte disagianti), di pasti terribili e anche qualche passeggiata, un po' di vip watching e del sano spritz fronte mare! :-D

Il cibo a Venezia72
  • Melius abundare. Tra un film e una conferenza stampa, può capitare di non avere un buco per pranzare fino alle 4. D'obbligo quindi iniziare la giornata dando fondo senza ritegno al buffet della colazione dell'hotel. Amen.
  • Magna e tase. Il giardino dietro il palazzo del Casinò è molto carino: si va lì per farsi una pausa tra una proiezione e l'altra, per pranzo o cena o semplicemente per un caffè o uno spritz. C'è anche un ristorante self service. Purtroppo i prezzi del cibo sono esagerati e soprattutto il livello è piuttosto tremendo.  C'è anche uno stand dove ragazzi volonterosi ma improvvisati cuociono in forni elettrici pizze fatte con l'impasto surgelato, ma tutto sommato nemmeno terribile. In ogni caso schisce e panini preparati a casa (o comprati altrove) almeno per il pranzo sono fortemente consigliati.
  • Gelato, che schifo. Non ho mai mangiato del gelato urendo come nelle gelaterie del Lido. Roba che ci vuole del serio impegno per farlo così schifoso: gonfio d'aria, dolcissimo, pesante. Evitatelo ve ne prego, se vi viene voglia potete sempre preferire un Cornetto Algida.
Vip watching

  • Ciao mamma guarda come mi diverto. La gente che s'affolla ad attendere i red carpet non ne ha un'idea. L'importante è venire inquadrati dalla telecamera a braccio della Rai, salutare a casa e farsi fare gli autografi e i selfie coi vip. Non è raro sentire il seguente dialogo:
    A: Ma quella chi è?
    B : Boh, è.. sembra quella che ha fatto quel film, quello là....
    A si gira e becca E, passante accreditata, tipo me, e chiede: "Scusa, chi è quella che sta passando ora?" E: "E' Elizabeth Banks, fa parte della giuria"
    A si rigira verso B e ripete: "E' Elizabeth Banks, sta in giuria!" Si guardano e poi cominciano a urlare: "Elizabeeeeeeeeeth! Elizabeth come here! Photo!"Altre volte si vedono intere famiglie assiepate ad attendere non sanno nemmeno cosa. Ti guardano, scorgono il bagde e ti chiedono "Scusa, chi c'è stasera?"C'è la prima di Desde Allà, un film venezuelano...""Ahhh... ma allora non c'è nessuno da vedere!" e la delusione si dipinge sui loro volti. Con buona pace dell'amore per il cinema :-)
  • Fighi che più fighi non si può. Sul red carpet e in conferenza stampa è possibile godere della vista di alcuni begli uomini (oltre che belle donne, ovviamente) che hanno conquistato un posto al sole nel mondo del cinema. Io, purtroppo, a questo giro mi sono persa i veri boni, presenti nei primi giorni del festival in particolare Jake Gyllenhaal e Matthias Schoenaerts. Ho visto Adriano Giannini, niente male, e Scamarcio che però a me dice poco. Le ragazzine erano in delirio anche per Alexander Ludwig, un po' tamarro e comuque pischellino per i miei gusti. No, Johnny Depp non lo cito nemmeno, cancelliamo quello spettacolo dalla nostra memoria e ricordiamolo com'era in Chocolat. Quando sono triste, ora preferisco guardare lui 
  • Excelsior caput Lidi. Dentro l'Hotel Excelsior, per capirci dove approdano direttamente con il motoscafo i divi di Hollywood, succede di tutto. E' lì che hanno il loro headquarter alcuni sponsor, è lì che i rappresentanti dell'Industry (produttori, registi, distributori e co) si ritrovano a parlare di business, è al bar o sulla terrazza sul mare dell'hotel che potete rischiare di avvistare attori, registi e vips in trasferta. Basta avere tempo e voglia di aspettare. E' lì che la sera si tengono anche i party esclusivi della gente cool, che io comune mortale ho visto solo col binocolo. L'anno prossimo, per esempio caro Moet &Chandon invece di mandarmi i comunicati dal titolo "Fiumi di champagne al party esclusivo per celebrare la tot giornata al Lido", invitami al party esclusivo, no?
In tutto questo, non ho parlato di film: sono stati tanti, alcuni belli altri meno, ed è stato fantastico farsi delle maratone di quattro o sei ore di fila insieme ad altri appassionati come me, senza sentirsi nerd o fuori posto, anzi semplicemente nel proprio elemento. L'esperienza della Mostra per quanto mi riguarda è stata intensa, divertente e assolutamente da ripetere. Ci rivediamo per Venezia73... o almeno lo spero!

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