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martedì 21 marzo 2017

EatingOut #2: 3 giorni a Bucarest

Il ristorante Aubergine a Bucarest
La settimana scorsa sono stata a Bucarest per lavoro. Sono stati 3 giorni intensi dedicati a un progetto interessante, ma soprattutto è stata l'occasione per vedere la capitale della Romania, un paese dove non ero mai stata. Di Bucarest mi ha colpito l'enormità dei palazzi (quello del Parlamento è il secondo edificio più grande al mondo dopo il Pentagono) e dei viali copiati alle città francesi, che si mescola al fascino antico delle chiese bizantine e dei palazzi in stile liberty, in contrasto a quelli molto meno affascinanti dell'epoca comunista. E' un paese di contrasti, dove il ritmo della recente crescita emerge da particolari come gli enormi grovigli di fili elettrici visibili sui pali della luce e i tanti condizionatori che fanno capolino sulle facciate dei condomini, mentre in centro convivono, a pochi passi di distanza, ristoranti carini e locali curati accanto a discoteche rumorose, peep show e centri di massaggi erotici.
Io mi concentrerò sulla parte mangereccia, raccontandovi le esperienze culinarie che ho fatto nelle tre sere che sono andata a cena coi miei colleghi. Si tratta di ristoranti che abbiamo scelto in base alle recensioni su Tripadvisor e co, con risultati altalentanti :-)

mercoledì 21 novembre 2012

ChickenCrock a.k.a. pollo supercroccante alle patatine

Ho pensato e ripensato a un film da abbinare alla ricetta che vi propongo oggi, ma l'unica cosa che mi veniva in mente era questa.....


Lo so, lo so, questo è pesce, la ricetta è a base di pollo, non c'entrano nulla! Ma la copertura di patatine mi fa irrimediabilmente pensare allo spot di "Giulio!" Chi di voi se lo ricorda?
Io putroppo sono abbastanza vecchia per avere questa reminiscienza piuttosto vivida nella mia memoria!

Al di là dello spot super anni 80 dei Fish & Crock Findus, ho solo una parola per descrivere questo pollo: buonissimo! La ricetta è una creazione della mia collega Anna, che ringrazio per la condivisione. Vi consiglio di provarla non subito, immediatamente. Scoprirete un modo insolito e alternativo per mangiare il solito petto di pollo.



ChickenCrock aka Pollo alle patatine
Per 2 persone
300 grammi di petto di pollo
patatine (quelle del sacchetto, per intenderci)
1 uovo
senape
olio
latte
sale
farina 

Tagliare il petto pollo a tocchetti e metterlo a marinare in 2 cucchiai di senape, un po' d'olio evo e un goccio di latte per stemperare, per almeno un'ora. Sgocciolare il pollo e passarlo nella farina. Sbriciolare le patatine con le mani, in un piatto. In un piatto fondo sbattere l'uovo, insaporito con un cucchiaino di senape. Passare i tocchetti di pollo prima nell'uovo e poi nelle patatine, premendo bene in modo da farle aderire alla superficie. Adagiare i tocchetti di pollo su una teglia coperta di carta forno. Infornare in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 15 minuti. Salate il pollo, mescolate e impiattate. Ora potete fare crock! 
Anna suggerisce di intingere i pezzetti di pollo in una salsina sfiziosa fatta con senape e maionese e un goccio di miele (yum). Io ho accompagnato solo con un po' di senape e un letto di radicchio al forno. Da leccarsi le dita, garantisco!

giovedì 13 settembre 2012

Pollo thai al curry rosso per La maga delle spezie

Ho ricevuto in dono della pasta di curry da un amico, collega del mio fidanzato, che non sapeva che farci. La sua provenienza mi è sconosciuta, ma, dato che mi piace sperimentare e che da tempo speravo di provare una ricetta thai, è stata assai gradita. Ho quindi preparato questo pollo, che ci è piaciuto molto, anzi moltissimo: un bel piccantino bilanciato e addolcito dal latte di cocco, l'aroma di peperoni e patate (ma potete aggiungere/sostituire con altre verdure come zucchine e melanzane). Accompagnato a del riso basmati profumato è un piatto completo, gustoso, saziante e davvero appagante. L'aspetto non promette forse faville, ma vi assicuro che il sapore vi conquisterà. Ecco la ricetta!



Pollo thai al curry rosso e latte di cocco
1 petto di pollo
400 ml di latte di cocco
2 cucchiaini di pasta di curry rosso
2 cucchiai di salsa di soja
mezza cipolla
2 peperoni 
2 patate 

Tagliate il pollo a cubetti o a striscioline, come preferite e mettetelo a marinare in una terrina con metà del latte di cocco. Pulite la verdura, tagliate i peperoni a striscioline e le patate a tocchetti piccoli. In una wok fate soffriggere la cipolla tritata fine con un cucchiaio di olio extra vergine di oliva. Sciogliete nel soffritto due cucchiaini di pasta di curry rosso, aggiungendo se necessario un paio di cucchiai d'acqua. Una volta sciolto il curry, aggiungete le verdure e saltatele per qualche minuto. Aggiungete nel wok il latte di cocco (la metà non usata per la carne) e lasciate cuocere a fuoco dolce per circa venti minuti. A questo punto aggiungete il pollo e il latte di cocco in cui era ammollato, mescolate bene e portate avanti la cottura per dieci minuti/ un quarto d'ora (finché la carne sarà ben cotta e le patate morbide ma ancora sode). Unite due cucchiai di salsa di soja per salare il tutto. 
Servite il pollo accompagnato da riso basmati bollito, che non avrà bisogno di condimento, se non del favoloso sughino del vostro pollo :-)



Quando ho preparato questa ricetta con il curry rosso (che contiene nell'ordine: peperoncino -red chili peppers- citronella, aglio, scalogno, scorza di lime, zenzero, semi di coriandolo e cumino) ho subito pensato a un filmetto carino (senza pretese, eh, intendiamoci) che m'è capitato di vedere quest'estate su Rai movie o un altro di quei canali digitali. Si chiama La maga delle spezie e racconta la storia di una ragazzina indiana che rimane orfana e viene cresciuta da una specie di santona come sacerdotessa delle spezie. Da adulta Tilo (la bellissima Ayshwaria Rai) è inviata a San Francisco a gestire un bazar di spezie. Deve dedicarsi a loro, ascoltare i suggerimenti che aromi e odori le danno per fornire le spezie giuste a chi ne ha bisogno. Ogni persona infatti ha una spezia "speciale", che lo può guidare e aiutare a gestire al meglio le situazioni critiche della vita. Tilo riesce a comprendere quale pianta aromatica sia quella giusta proprio grazie alle spezie che le parlano e le suggeriscono il da farsi: a una condizione però: non deve lasciare il bazar e non deve toccare le persone. Ma va in tilt quando Doug, architetto belloccio (Dylan McDermott, visto soprattutto in The Practice) fa un incidente proprio davanti al suo bazar ed è costretta a medicarlo. Sarà quindi combattuta tra l'attrazione per lui e la devozione alle sue spezie, a cui comincerà a disobbedire. 
Il film ha qualche pecca, dalla semplificazione delle relazioni tra i personaggi ai set "ristretti" dove il film è girato: si tratta comunque di una favola surreale, che vorrebbe comunicare una sensazione magica e che però tende a rimanere un po' in superficie. Tutto sommato, comunque, una commedia carina... e decisamente speziata! (nota: guardare da sole o tra donne, no fidanzati, amici maschi, mariti & co...) 

martedì 10 luglio 2012

Di cheeseburger, shopping, camerini... e ciccia

Avete presente il film in cui Jack Black si innamora di Gwyneth Paltrow e la vede bellissima e magra perché accecato dalla sua bellezza interiore, mentre in realtà lei è una ragazza obesaSi chiamava Amore a prima svista.

La locandina di Amore a prima svista
Ovviamente quest'allucinazione è dovuta a una specie di sortilegio per far rinsavire il giovane Hal, superficialotto in cerca di avventure con donne di grande bellezza, che snobba le bruttine prendendole in giro senza pietà.
Beh ieri sono andata a fare un giro per saldi e mi sono sentita come Gwyneth. Non quella vera, bensì la versione imbottita e sovrappeso di questo film!
Mi dovete spiegare perché i camerini dei negozi, oltre a essere delle saune, sembrano appositamente creati e progettati per sottolineare i difetti con:
- cabine della dimensione di una casetta dei Puffi, che ti costringono a osservare la tua figura a un centimetro di distanza. 
- specchi deformanti (o quantomeno non snellenti come li vorrei io) che sembrano allargare le mie già non secchissime coscette e mi fanno sembrare la moglie di uno hobbit
- luci al neon sparatissime e fredde, in grado di evidenziare con microscopica dovizia i singoli adipociti dei cuscinetti di cellulite che mi adornano i fianchi, nonché la ciccina sotto le braccia e/o le occhiaie.

Ops... mi sa che ho messo su un paio d'etti

...Ma cari negozianti, se mi vedo un cesso non ci perdete voi, considerato che non acquisto più nulla?
Appena uscita da uno di questi posti, depressa, andrò a spendere i miei soldi in Feltrinelli, dove non avrò problemi di taglie o modelli, perché i libri stanno bene a tutti.
E dopo aver comprato un tomo che spiega come i canoni di bellezza cambino nel corso dei secoli e delle culture (che mi consolerà con immagini di panciute donne botticelliane, signorine mozzarellose dipinte da Renoir e persino giunoniche Miss Italia del dopoguerra), mi verrà probabilmente l'impulso di fermarmi in gelateria e spendere i miei soldi in un cono cioccolato e pistacchio, in pieno mood la-situazione-è-irrimediabile-quindi-tanto-vale-godersi-un-gelato.

camerini così larghi e luminosi non li ho mai frequentati

Questo ovviamente non risolverà i miei problemi di guardaroba. Mi dedicherò quindi a consultare ossessivamente siti di e-shopping, nella vana speranza che, comprando un vestito visto addosso a una modella e risparmiandomi il pietoso passaggio nei camerini, non vivrò alcuna dissonanza cognitiva tra l'immagine ideale di me con indosso il vestito che mi piace e l'immagine che invece riflette lo specchio.
Probabilmente l'esperienza sarà solo rimandata al momento in cui scarterò il pacchetto e proverò l'acquisto davanti allo specchio nell'anta del mio armadio. 
C'è anche da dire che almeno non sarò in un cunicolo di 1mx1m e opterò per una luce soffusa, più indulgente sui rotolini e sulla cellulite. E poi potrò abbinare il vestito a un paio di scarpe adatto, quelle decolettes vertiginose che non metto mai, ma che mi fanno la caviglia quasi sottile, concedendomi +2 punti nell'ottovolante dell'autostima.

In I love shopping Isla Fisher era Rebecca, malata di shopping
Se conoscete negozi che propongono abiti carini e non troppo dispendiosi, adatti a una trentenne (per intenderci niente Bershka o Pimkie) e privi di camerini diabolici, sarò felice di testarli nell'afa di quest'estate milanese. :-)
Per il momento proseguo nel filone junkie con la cena più calorica cucinata ultimamente: per ricordarci le cose che non si dovrebbero mangiare quando si vuole avere un bell'aspetto nei camerini :). Qualche settimana fa il mio fidanzato aveva voglia di hamburger: che facciamo usciamo? Ma quel posto è troppo fighetto, l'altro è troppo lontano... sai che c'è? ce li cuciniamo noi...


Cheeseburger 
(per 4 persone)
400 grammi di carne trita scelta di manzo (o vitellone)
pan grattato qb
1 uovo
sale & pepe
4 panini da hamburger
4 sottilette 
1 cipolla
1 pomodoro
4 foglie di lattuga

Preparate gli hamburger: in una terrina impastate la carne con un po' di pangrattato, sale, pepe e un uovo sbattuto per amalgamare e legare meglio gli elementi. Create 4 polpette della dimensione del vostro palmo, schiacciatele leggermente e tenetele da parte. Grigliate leggermente l'interno dei panini, tagliati a metà. Una volta pronto il pane, usate la griglia calda per cuocere la carne.
Nel frattempo tagliate a rondelle il pomodoro e la cipolla. Quando la carne sarà cotta componete il panino: pane, lattuga, carne, sottiletta, fetta di pomodoro, cipolla (se vi piace), eventuali salse, pane.
Se volete potete accompagnare con onion rings e patatine (rigorosamente fritte) e ovviamente le salse di rito: ketchum, majo, senape. Che bomba!

venerdì 13 aprile 2012

Nero Wolfe: Roma, gli anni 60, i parrucchini & il pollo alla mediterranea di Nanni

Nero Wolfe, il celebre investigatore creato da Rex Stout, buongustaio arguto che non ama uscire di casa e preferisce la compagnia delle orchidee a quella degli esseri umani, trasloca dall'America e trova casa a Roma, a causa di divergenze con l'Fbi. 
E' questa la trovata degli sceneggiatori che regge la nuova fiction di Rai Uno, ieri sera alla sua seconda puntata. L'Auditel ha dato ragione ai produttori di Casanova Multimedia (di Luca Barbareschi, ndr), visto che la fiction ieri ha vinto la prima serata con un audience di 5 milioni di telespettatori, battendo la gastronomica concorrente Benvenuti a Tavola e, di un bel po', l'Isola dei famosi (?).
Che ne penso io di questa fiction? 
Che, nel bene e nel male, è un prodotto che fa e farà parlare di sé.  Le ragioni sono molte, anzi moltissime. Vado?

mmm... sentiamo!


1. Nero Wolfe e il suo braccio destro Archie Goodwin sono interpretati da una coppia mitica, ovvero Francesco Pannofino e Pietro Sermonti, che poi non sono altro che i grandiosi René e Stanis della serie cult Boris. La scelta dei due ha portato gli adoratori della prima fiction satirica sulle fiction a sintonizzarsi su Raiuno, se non altro per vedere il faccione di René e le espressioni piacione di Stanis. Solo che poi, chi ha visto la coppia in azione sul set de Gli occhi del cuore, non può che guardare Pannofino insaccato in una vestaglia di seta porpora e Sermonti con un chilo di terra e un meraviglioso ciuffo posticcio e aspettarsi  un "dai, Archie, butta là sta battuta alla ca**o di cane"!

Oddio... ma te non sei mica la figlia de Mazinga??? (la risposta è: Sì)


2. L'ambientazione nella Roma degli anni 60 è stiracchiatissima, ma è tutto sommato preferibile alla scelta di ricreare un setting americano made in Italy. Ve li immaginate i nostri attori tv nostrani (più che altro, romani) a chiamarsi James, Rosemary o Theodore e camminare per le vie di una finta New York? Io, sinceramente, me lo risparmio volentieri.


3. I costumi sono curati e molto belli, così come gli arredamenti degli interni. Un capitolo a parte, però, lo meritano parrucche e parrucchini che la fanno da padrone sulle teste dei protagonisti, dal buon Sermonti, notoriamente in piazzetta fin dai tempi di Un medico in famiglia, alla bellissima Giulia Bevilacqua, che in un caschetto tagliato con l'accetta si cala nei panni di una intraprendente giornalista (e prevediamo già una possibile liason con il donnaiolo Archie).


4. La sceneggiatura ammicca ai libri di Stout prendendo delle frasi ad effetto e mettendole in bocca a Wolfe, che pare una sibilla più che un investigatore, tipo "L'uomo può poco sulla morte dei suoi simili, a meno che non sia lui a provocarla". In altri momenti le scene sembrano davvero il set de Gli occhi del cuore e sfiorano il ridicolo (a volte mi convinco sia voluto). Per esempio ieri, alla scena clou della risoluzione del caso Wolfe ha parlato di "uno strano automatismo" che portava un tizio a offrire le coppe di champagne (!?!) sempre con la mano destra. Mi sono rotolata dal ridere. 

"Oooh trovato! Facciamo che il fratello cretino ha uno strano automatismo!"

5. Se René dovesse giudicare le perfomance attoriale di alcuni del cast, griderebbe spesso il suo celebre... "cagna!". La recitazione è al livello di una fiction di RaiUno, ovvero così così. Io ancora non ho capito se sono gli attori che non sono bravi, se è la regia, o la dimensione della produzione per famiglie che ama la performance un po' teatrale e sopra le righe.


6. I casi sono tratti dalle storie dei libri di Stout, successi super-mega-mondiali, eppure a momenti sembra di stare dentro a un episodio delle avventure di Jessica Fletcher, celebre giallista seminatrice di morte a ogni pranzo, festa, convegno o viaggio intrapreso. A dirla tutta, però, io la Signora in giallo la guardavo sempre... e mi piaceva pure (seppur alle medie).




7. Nanni e il cibo. Nanni (Andy Luotto) è un personaggio mitico: è il cuoco di casa Wolfe. Nel corso di due puntate ha già preparato pollo alla mediterannea, quiche lorraine, tarte tatin, pasticcini, baccalà. Una gioia per gli occhi (e per la pancia -grossa- di Wolfe) e nostra.
E io vi propongo proprio il pollo (facilissimo) alla mediterranea à la Nanni.



Pollo alla mediterranea 
Per 4 persone
un petto di pollo
mezza cipolla
3 peperoni
1 zucchina
200 ml di salsa di pomodoro
succo di 2 limoni
origano
rosmarino
salvia
olive rosatelle di Puglia piccanti

Tagliare il pollo a tocchetti, spremere due limoni e mettere il pollo a marinare insieme a un po' di odori tritati: salvia, origano, rosmarino. Pulire la verdura, tagliare i peperoni a julienne e la zucchina a tocchetti. Tritare mezza cipolla, soffriggerla in un po' d'olio in una padella wok. Aggiungere la verdura, scolare il pollo e saltarlo per qualche minuto finché non sarà rosolato. Aggiungere la salsa di pomodoro, sale e una generosa manciata di olive rosatelle denocciolate in olio piccante. Cuocere per circa 15-20 minuti a fuoco basso. Gustare accompagnato da riso basmati o da triangolini di piadina calda

PS: Se vi volete divertire seguite la prossima puntata di Nero Wolfe in diretta su Twitter. Ne leggerete di ogni. E i ragazzi di @NeroWolfeTv sono in gamba (lo dico solo perché mi hanno risposto a un paio di tweets... ahahahah! ;-P) ah, a proposito.. mi seguite già su Twitter? Cercatemi! @passiflora78
Bye!!



mercoledì 9 marzo 2011

Cooking Movies su R2M e polpettine dal cuore verde

Stasera niente film (in questi giorni vado di corsa e ho poco tempo anche per leggere i vostri blog, ma prometto che mi rifarò presto), invece mi fa piacere segnalarvi che Cooking Movies è il blog della settimana per il blog di R2M!
Ecco il link alla recensione, se vi va di leggerla!

leggi la recensione
R2M è un sito e un negozio online di vini, distillati ma anche di gastronomia: dateci un'occhiata, c'è anche una sezione dedicata al design e agli attrezzi da cucina. 
Ringrazio Chiara, che segue il blog e che ha scritto la recensione! 

Come vi dicevo oggi niente film, ma vi lascio almeno una ricetta facile per chi, come me, si annoia a mangiare la carne come semplice bistecchina: sono polpette abbastanza leggere, con l'aggiunta di bietoline.



Polpettine dal cuore verde
Dosi per 4 persone
500 gr di carne trita scelta di vitello
un mazzettino di prezzemolo
4 cubetti di bietole surgelate
1 uovo
2 fette di prosciutto cotto
sale
pepe
pangrattato

Lessate le bietole e scolatele molto bene. Tritate il prezzemolo e aggiungetelo alla carne macinata, che condirete con sale e pepe. Unite un uovo sbattuto e impastate. Aggiungete le bietoline (quando si saranno un po' raffreddate) e tre cucchiai di pangrattato; lavorate l'impasto finché le bietole non saranno ben distribuite. A questo punto create delle palline di carne con le mani e passatele su tutti i lati nel pangrattato. Potete friggerle in abbondante olio, oppure fare come me, che le ho cotte in una padella antiaderente appena unta, rigirandole spesso: non sarà lo stesso, ma potrete mangiarle senza sensi di colpa. :-)

lunedì 11 ottobre 2010

Inception, piacevole polpettone. Anzi, polpettine. Al sugo.


Ero assente. Non dalla frequentazione degli schermi di vario tipo (pc, laptop, tv e cinema), quanto dai fornelli. Così è trascorso quasi un mese e il blog è rimasto fermo. Cercate di capire, ero a dieta. Lo sarei ancora, ma ho deciso di essere meno rigorosa e di non perdere troppo l'abitudine ai fornelli, quindi conto di farmi viva più spesso. 
Iniziamo con il film del momento. INCEPTION. Ebbene dopo aver letto varie interviste ante release in cui i giornalisti e gli stessi attori giuravano unanimemente che la visione del film era di una difficoltà estrema in quanto solo un'applicazione mentale costante poteva garantire la comprensione della intricatissima trama, sono rimasta un po' così. Sì, la successione degli avvenimenti è complessa, perché ogni scena costituisce il pezzo di un puzzle, o meglio di una matrioska. Ma una volta capito il principio, non è questa grande fatica intellettuale. Si tratta di un film piacevole a metà tra il thriller, la fantascienza e il film d'azione, ben costruito, se tralasciamo la totale mancanza del tratteggio caratteriale dei personaggi, appena abbozzati, Leonardo DiCaprio incluso. Per non parlare di Ellen Page, che in Juno brillava per simpatia e naturalezza e qui interpreta un'architetto genietta, l'ultima arrivata che capisce tutto al volo con un escamotage piuttosto basso. No, non psicanalizza affatto Dobb-DiCaprio, come lessi sulla copertina di una rivista femminile, né costruisce con lui un rapporto di fiducia, ma per scoprire cosa gli passa per la testa gli entra letteralmente dentro, violando uno dei suoi sogni e scoprendo così l'inghippo che tutti gli altri ignorano (che poi è Marion Cotillard in versione moglie assassina).
Il resto è sogno nel sogno nel sogno, con tempi che si accorciano e si allungano, forza di gravità che viene a mancare, certezze scientifiche mai spiegate, leggi della fisica violate, tanti combattimenti. E la certezza che  si possa instillare nella mente di qualcuno un'idea, fino a che quest'idea lo possieda del tutto.
Inception mi è davvero piaciuto, l'ho trovato avvincente e originale, ma non ditemi che si tratta di un film psicologicamente provante. E' comunque un polpettone.
E per restare in tema di polpettone, vi lascio la ricetta delle polpettine che ho fatto qualche tempo fa. Sono andata un po' a occhio con le dosi, ma cercherò di essere quanto più precisa nel riportare i passaggi. 

Polpettine al sugo (x 6)
500 gr di carne trita scelta di vitellone
1 etto di prosciutto cotto
1 uovo
3-4 cucchiai di parmigiano reggiano grattuggiato
5-6 cucchiai di pangrattato
passata di pomodoro rustica
basilico
sale q.b.

Tritate finemente il prosciutto cotto e unitelo al macinato. Mescolate e aggiungete sale, parmigiano e l'uovo sbattuto. Infine legate il tutto con pangrattato. Impastate il composto in palline della grandezza di una noce. Mettete a scaldare una padella larga antiaderente e saltate delicatamente le polpettine, senza aggiungere olio (fanno già il loro grasso).. Una volta rosolate un pochino aggiungete la passata di pomodoro fino a coprirle, un pizzico di sale, qualche foglia di basilico e lasciate cuocere a fuoco lento per 20-30 minuti. Potreste accompagnarle a un purè di patate (o patate lessate, che assorbono il sughino).
Buon appetito!


mercoledì 24 marzo 2010

La perfezione in un concerto (con costolette)

C'è chi insegue un sogno tutta la vita. C'è chi ha perso la speranza di realizzarlo, ma poi, all'improvviso, grazie a una coincidenza inaspettata sente riaccendersi la fiamma della passione sopita. Per i protagonisti de Il Concerto, questo sogno è la musica, e più precisamente Tchaikovsky. Per realizzarlo sfideranno in modo tragicomico il governo russo, gli impresari del Bolshoi e quelli parigini del Theatre du Chatelet, e affronteranno i fantasmi del loro passato.
La perfezione della musica e lo sfarzo di Parigi,  uniti alla naturale eleganza di Melanie Laurent, fanno pensare a panini serviti con riccioli di burro, patate duchessa e verdurine gratinate al forno con salsa bechàmel: al tempo stesso la simpatica cialtroneria dei russi protagonisti del film, capitanati dall'ex direttore di orchestra del Bolshoi Andrei Filipoi e dall'amico violoncellista ora guidatore di ambulanze, suggerisce qualcosa di più corposo e saporito, per niente complicato, adatto i gelidi inverni dell'ex Unione sovietica. Come le costolette di maiale alla normanna.


Ingredienti:
6 costolette di maiale
80 g di burro
succo di 1 limone
250 ml di panna
1,2 kg di mele golden

Dovrete saltare le costolette nel burro, con un po' di pepe e sale. Appena cotte, dopo circa 10 minuti, mettetele da parte al caldo. L'unica difficoltà della ricetta sta nel seguente passaggio, ovvero eliminare il grasso rappreso dalla padella e poi aggiungere al sugo di cottura il succo del limone e la panna. Nel frattempo dovrete cuocere le mele in poca acqua e, una volta cotte, passarle al setaccio per ottenere una purea. Disponete le costolette su un piatto da portata, coprite con la salsa di panna e limone e servite accompagnato dal purée di mele.
Per dilettarvi, potete cucinarle ascoltando il concerto per orchestra e violino del nostro amico Petr'Ilic (Tchaikovsky).

Chi ben comincia... il mio parere sui film visti tra fine e inzio anno

Il tempo per scrivere dei film che guardo scarseggia sempre, così ho deciso di fare un post riepilogativo dei tioli visti nell'ultimo p...