sabato 23 maggio 2020

Il Grande Gatsby: Tortine al limone di Daisy

Tortine al limone  di Daisy - Il grande Gatsby Cooking Movies
Tortine al limone di Daisy

Oggi parliamo di un film del 2013 che è già diventato un classico: Il Grande Gatsby di Baz Luhrmann. 

Jay Gatsby è una figura quasi mitologica, un uomo misterioso che ogni sabato dà feste bellissime nella sua enorme dimora di West Egg, a Long Island, dove si riversa tutta la New York che vuole divertirsi. Siamo nel 1922, nel cuore dei roaring twenties, gli anni ruggenti del Charleston e delle flapper girls. Nessuno, o quasi, conosce personalmente questo Gatsby (Leonardo DiCaprio) o ci ha parlato, ma su di lui girano storie incredibili. L’origine della sua immensa ricchezza è sconosciuta. Pare che abbia studiato a Oxford, ma anche che abbia ucciso un uomo. Lui si limita a osservare i suoi invitati, a lasciarli parlare, bere, ballare e divertirsi.
Aspetta con pazienza che a una di queste feste, per caso o forse no, arrivi Daisy (Carey Mulligan), la ragazza di cui è innamorato da anni e che ha perso tempo fa perché troppo povero per sposarla.




Daisy vive dall’altra parte della baia, a East Egg, dove ci sono le ville storiche degli aristocratici, quelli che con il denaro hanno una relazione d’amore che dura da generazioni. Daisy è la moglie di Tom Buchanan (Joel Edgerton), un ricco ex campione di polo della Ivy League, arrogante e dai modi prepotenti. Cinque anni prima Gatsby, allora giovane ufficiale dell’esercito, aveva incontrato e corteggiato la bella Daisy. Poi era partito alla fortuna con l’obiettivo di guadagnare abbastanza soldi da chiedere la sua mano, ma Daisy, perse le sue tracce per un certo periodo, aveva finito per sposare Buchahan. Ora a distanza di anni e con molti soldi in banca in più, Gatsby è deciso a riconquistarla.

Figura centrale in questo piano è Nick Carraway (Tobey Maguire), che della storia è anche narratore. Trentenne e secondo cugino di Daisy, laureato a Yale ma con una carriera non proprio esaltante, Nick si trasferisce a New York con l’intento di affermarsi come broker e prende in affitto il cottage accanto alla villa di Gatsby. Gatsby si avvicinerà a lui con lo scopo di rientrare in contatto con Daisy.



Nick capisce di avere di fronte un uomo non comune, in cui convivono aspetti contrastanti: Jay è un inguaribile romantico, ma questa sua fiducia e ottimismo sconfinano a tratti nell’ossessione ed è chiaro che le sue ricchezze derivano dal contrabbando e da affari non leciti. Nonostante questo Nick non può che provare ammirazione e simpatia per lui e il rapporto tra i due presto diventa una sincera e genuina amicizia.

Nick aiuta quindi volentieri Gatsby ad incontrare la cugina e dopo l’iniziale sconcerto, Daisy e Jay sono nuovamente travolti dalla passione interrotta anni prima. Le cose, però, con gli anni sono cambiate. Daisy non è una persona coraggiosa e presto sarà chiaro che non è pronta a rinunciare al tran tran rassicurante della sua vita in nome di un’idea d’amore. Come Nick dice a Gatsby, scontrandosi con il suo ostinato ottimismo, “non si può ripetere il passato”. Jay, però non lo ascolta: ci crede ancora e continuerà a crederci, fino in fondo, fino alla fine.

Dall’intimismo di Fitzgerald alla grandeur targata Luhrmann.



Il Grande Gatsby è un classico della letteratura americana scritto da Francis Scott Fitzgerald già trasportato sul grande schermo più volte: una versione muta nel 1926, andata perduta, una del 1949, una del 1974  con Robert Redford e Mia Farrow e infine questa, firmata Luhrmann, del 2013.

Il regista australiano celebre per Moulin Rouge e Romeo+Juliet ne crea una versione tipicamente sua, fatta di opulenza visiva e abbondanza ostentata in abiti, oggetti e decori lussuosi, tinte forti e marcate. L’eccesso è in ogni cosa, dalle feste iperboliche e grottesche di Gatsby ai suoi completi e camicie su misura, passando per la sua roboante auto gialla e per la colonna sonora, astratta dal suo tempo e contaminata da suoni r&b, rap e pop.

Luhrmann insomma trasforma la narrazione intimista e introspettiva di Fitzgerald in uno show in technicolor e dolby surround che porta la sua firma in ogni fotogramma, ma questo è proprio ciò che non convince fino in fondo di questo film.

Con Luhrmann il simbolismo di Fitzgerald si fa realtà monumentale, l’astratto si incarna in piatta realtà, perdendo l’essenza riflessiva della storia raccontata dal grande scrittore. Nonostante questo, il film rimane un affresco piacevole, un tuffo in un’orgia di suoni, immagini e colori che colpisce prima di tutto occhi e orecchie, e poi forse arriva anche al cuore. Buone le prove degli attori Leonardo DiCaprio nei panni dell’affascinante, fresco e soave Gatsby e di Carey Mulligan, la triste e viziata Daisy, che donano ai loro personaggi rispettivamente l’allure misteriosa dell’uomo “che si è fatto da sè” e la molle rassegnazione al destino di una ragazza egoista e debole.


Per un té speciale. 






Una delle scene cruciali del film è il momento in cui Gatsby rivede Daisy per la prima volta dopo cinque anni. Per organizzare l’incontro Jay sfrutta la complicità di Nick, che con una scusa invita la cugina a prendere il tè a casa sua. 
Nel film Gatsby si presenta all’appuntamento con un intero vivaio per addobbare la casa di Nick e con vassoi e alzatine di dolcetti di ogni tipo, dai pasticcini ai macarons, per la frustrazione di Nick, che a sua volta aveva comprato un morigerato vassoio di dolci da tè, ma che ovviamente non reggono il confronto con quelli di Gatsby.

Nel libro è specificato che i dolcetti preferiti da Daisy sono delle tortine al limone, molto semplici ma deliziose e profumate grazie all’essenza delle scorze d’agrume. 
E allora non vogliamo anche noi ricreare un momento merenda degno de Il Grande Gatsby?



Ecco la ricetta (facilissima)!


Tortine al limone di Daisy 


Tortine al limone - Grande Gatsby - Cooking Movies
Tortine al limone di Daisy


Tempo di preparazione: 30 minuti (15 minuti per la preparazione, 15 minuti di cottura

Per 10 tortine

135 grammi di farina
½ bustina di lievito per dolci (8 grammi)
135 grammi di zucchero bianco
110 grammi di burro
2 cucchiaini di buccia grattugiata di limone non trattato
2 cucchiai di succo di limone
⅓ di cucchiaino (una punta) di estratto di vaniglia
2 uova grandi
1 pizzico di sale


Per la glassa


Zucchero a velo e succo di limone quanto basta
Fiorellini commestibili (essicati o freschi, opzionali)

Procedimento

1. Lavora nella planetaria il burro leggermente ammorbidito con lo zucchero, la buccia di limone, il succo di limone e l’estratto di vaniglia. Se non hai la planetaria puoi lavorarli in una ciotola con un cucchiaio di legno.

2. Quando il composto sarà divenuto una crema, aggiungi un uovo alla volta e il pizzico di sale e prosegui amalgamando (senza montare) per qualche minuto.

3. Spegni il robot, aggiungi la farina setacciata con il lievito. Aziona nuovamente il robot per mescolare bene tutti gli ingredienti con la frusta k. Se le stai preparando a mano, continua semplicemente a mescolare.

4. Versa l’impasto delle tortine in stampini da muffin, considerando circa un cucchiaio colmo per ciascuna tortina

5. Cuoci in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 15 minuti: saranno pronte appena i bordi diventeranno dorati.

6. Lascia raffreddare le tortine e poi prepara una glassa per guarnirle: metti dello zucchero a velo in una ciotola, aggiungi qualche goccia di succo di limone e mescola fino a ottenere una crema densa. Se hai aggiunto troppo liquido, basterà aggiungere un po’ di zucchero a velo.

7. Versa la crema sopra le tortine, completa la decorazione con un piccolo fiore essicato e lascia asciugare.

8. Servi in accompagnamento al tuo tè preferito!

Tortine al limone Cooking Movies

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