La grande scommessa: la zuppa di pesce dei mutui subprime


Nel 2006, a circa un anno prima dell'esplosione della più grossa crisi economica mondiale contemporanea, un gruppo di lungimiranti investitori intuì un'amara verità: che il mercato immobiliare americano non era florido come poteva sembrare, ma al contrario sempre più instabile e fraudolento, infestato da pacchetti obbligazionari legati a mutui con rating AAA (i più sicuri) che in realtà erano, per dirlo con le parole di Ryan Gosling nel film, pura merda. I mutui infatti venivano concessi senza alcuna verifica sulla solvibilità dei sottoscrittori e nonostante questo garantiti dalle banche come sicuri. 
Questi finanzieri e investitori decisero quindi di scommettere contro il sistema, per guadagnare davanti a quello che, nel momento in cui fossero scattati gli aggiornamenti dei tassi di interesse (rendendo così inadempienti molti possessori di mutuo, incapaci di pagare le nuove rate), sarebbe stato inevitabile: l'esposizione della bolla immobiliare.
E' di questa storia, vera, che parla La grande Scommessa, The Big Short, uscito il 7 gennaio nelle sale italiane. Michael Burry, eccentrico investitore con un occhio di vetro e la passione per il metal interpretato dal sempre immenso Christian Bale, fu il primo ad agire per trasformare questa sconcertante intuizione in opportunità per fare soldi: si presentò in diverse banche per sottoscrivere delle costose polizze assicurative che, in pratica, scommettevano contro il mercato. I banchieri pensarono di aver trovato un idiota da spremere e non esitarono a fare come chiedeva. A fare la stessa scoperta arrivarono anche due giovani self made aiutati da un ex finanziere ritiratosi a vita privata (Brad Pitt) e il broker in piena crisi di coscienza Mark Baum (Stevie Carell), introdotto alla vicenda da Jared Vennett (Ryan Gosling), trader di Deutche Bank.
Il film riesce a raccontare in maniera incalzante, intelligente e coinvolgente la vicenda, intrecciando le storie dei 4 protagonisti con la picchiata del mercato. Certo il tema non è dei più semplici, ma il regista Adam McKay ricorre a divertenti siparietti che riescono a mantenere alta l'attenzione grazie a personaggi celebri come l'attrice Margot Robbie o la cantante Selena Gomez che intervengono di tanto in tanto spiegando al pubblico i concetti finanziari più complicati. Lo chef Anthony Bourdain ad esempio interviene per raccontare come le banche riuscissero a rifilare le obbligazioni "cattive" in pacchetti appetitosi per gli investitori, facendo un paragone con una zuppa di pesce. Poniamo che l'halibut non vada più di moda, la gente non lo ordina, ma io ne ho comprato un sacco per la cucina del mio ristorante. Che faccio? Lo taglio a tocchetti, lo metto in una zuppa insieme a scampi seppie ed altri pesci più appetitosi e te lo servo lo stesso. Tu lo mangi zitto e felice e senza lamentarti.
Capito il trucchetto?


La grande scommessa è un film intellingente e persino divertente (ricordiamo che il regista McKay è un veterano del Saturday Night Live nonché storico collaboratore del comico Will Ferrel) che, nonostante parta da un fatto conosciuto, non annoia e ci tiene incollati alla poltrona dall'inizio alla fine. Merito anche delle performance di tutti gli attori, Bale e Carell in testa, che sono perfette. Suggerirei a chiunque voglia capire un po' meglio cosa c'è dietro la famosa crisi dei subprime del 2008 di guardare il film: anche perché, purtroppo, molti non hanno pagato per quei fatti e nel mondo finanziario troppe cose sono rimaste le stesse (rinate sotto nuove sigle, nuovi stratagemmi, nuovi sistemi). Vi lascio con il trailer.

 

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