Che pasticcio, Ragazzo Invisibile!



Cosa succede quando “Gli incredibili” incontrano l’adolescenza di “Kick ass” e la serietà del “Batman” di Nolan (ma senza effetti speciali)? Nasce Il ragazzo invisibile di Gabriele Salvatores, presentato in anteprima al Cinema Apollo di Milano. 

“C’è una strada italiana al fantasy? Si possono avere storie che interessino generazioni diverse, genitori e figli? Queste storie ci appartengono? Si possono raccontare senza budget multimiliardari? E c’è un pubblico italiano per un fantasy italiano? Queste sono le sfide che vogliamo raccogliere.” Scrive Gabriele Salvatores nelle sue note di regia. Beh, evidentemente no.



Il nuovo film del regista è temerario ma cade in tutti gli stereotipi e banalità dei film sui super eroi. Tuttavia, mentre i film della Marvel sono volutamente scarni, zuppi di azione e di costosissimi effetti speciali, questa pellicola è addirittura più ambiziosa. Vorrebbe, in qualche modo, essere profonda, divertente, d’azione e spettacolare. Ma non si può essere tutto insieme, altrimenti si rischia di fare un pasticcio.
Anzitutto, per quanto possa risultare coraggioso pensare di ambientare la storia di un supereroe in Italia, precisamente in una piccola e ridente cittadina sul mare, fa fatica ad essere credibile. Ma facciamo uno sforzo, diamo un po’ di credito all’Italia, usciamo dallo schema che questo tipo di storie possano essere ambientate solo in America. Aspettiamo di conoscere il protagonista: Michele (Ludovico Girardello), dodicenne. Deriso e picchiato dai bulli, non particolarmente bravo a scuola, con una cotta per la compagna di classe appena arrivata in città, Stella (Noa Zatta). Nessuno si cura o si accorge di lui, eccezion fatta per sua madre capo polizia (Valeria Golino), che indaga sulle strane scomparse di alcuni ragazzini. La vita monotona e triste di Michele viene però interrotta da una scoperta straordinaria: il bambino possiede il potere dell’invisibilità.
Come può sfruttare questo potere? E da dove proviene? Spiderman viene morso da un ragno, Superman è un alieno, Batman un multimilionario, Thor è pur sempre un dio nordico. Ad aiutare Michele nella scoperta di se stesso e dei suoi poteri una figura “misteriosa”, un uomo mezzo cieco di nome Andrej (Christo Jivkov). Che più che un affascinante non vedente pare il gatto di Pinocchio

Ed ecco che si perde immediatamente l’impronta del film: è una storia per ragazzini? Vuole strabiliarci con il racconto di un realtà fantastica? Vuole creare tensione e suspence? Bisogna commuoversi o ridere? Ma soprattutto, Michele, il supereroe che entra nella pubertà innamorato di una Luna Lovegood italiana, può davvero conquistare i cuori degli appassionati di fumetti? Anche Peter Parker è uno sfigato, ma poi diventa Spiderman, il che significa che vola fra i grattacieli e spara ragnatele. Michele, invece, può solo scomparire, fare scherzetti e tirare qualche pugno senza apparente origine.
Oltretutto nella sua storia di disadattato che si prende la rivincita non c’è niente di nuovo. Come non c’è niente di nuovo negli spiegoni che vengono propinati e nella totale assenza di critica da parte dei protagonisti.
Gli effetti speciali non sono hollywoodiani, ma sono dignitosissimi e credibili. Viene quindi da chiedersi: se la maggior difficoltà apparente era quella del budget e della post produzione che però viene superata discretamente, il problema non risiede forse nella storia e nel taglio che si è voluto dare al film? “[Il film] Nasce quindi dal desiderio di un padre [Nicola Giuliano, uno dei produttori] di condividere una storia con i propri figli, una storia che possa piacere ovviamente a un pubblico più giovane, ma che abbia anche elementi di interesse per un pubblico adulto.” dice Salvatores in un’intervista.
E proprio qui sta, a mio avviso, l’errore: il film è indefinito. Vuole essere per ragazzi ma anche per adulti, serio ma anche divertente, originale ma adagiato sui più classici schemi dei film di supereroi.
Mi chiedo, ma Super Michele il pubere invisibile, non era già sufficiente come elemento di innovazione? Perché poi c’è sempre il rischio che le cose diventino comiche loro malgrado. 


E quindi cosa abbinare a questo esperimento cinematografico tutto italiano che insegue l'America e al tempo stesso se ne distanzia? Un bel piatto di Macaroni and Cheese! Una sorta di pasticcio di pasta al formaggio, dove la pasta è difficilmente definibile pasta e il formaggio altrettanto. Ma negli USA ci vanno matti, e pensano anche che sia qualcosa di molto italiano. Questo film ha la pasta e il formaggio, ha fatto un pasticcio, ma non è riuscito ad eguagliare un vero grasso piatto di Mac &Cheese americano.




E se vogliamo proprio esagerare, ecco la versione per temerari firmata Epic Meal Time. Enjoy!



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