Bill Murray Day: Lost in translation. Nella terra del sushi.



Oggi con i miei amici bloggerz celebriamo una figura praticamente mitologica del cinema americano che compie 63 anni, ovvero Bill Murray!
La faccia da schiaffi e la sua naturale vena comica hanno reso Murray il celebre interprete di commedie divertenti (Ghostbusters, I Tenenbaum), ma anche di film drammatici o dolci amari (Broken Flowers, Rushmore, Moonrise Kingdom, A Royal Weekend). In quest'ultima categoria, un posto d'onore nel mio cuore lo merita sicuramente Lost in Translation




Una giovanissima Scarlett Johannson, diretta dalla genietta figlia d'arte Sofia Coppola, si aggira per Tokio in cerca di una via di fuga dalla prigione dorata di un Hotel 5 stelle e di un matrimonio precoce con un coetaneo musicista impegnato in turné.
Tormentata dall'insonnia a causa del fuso orario, si imbatte in un altrettanto insonne ex divo della tv americana, ora ridotto a girare pubblicità di un whiskey per il mercato giapponese (Murray).
Tra una nuotata, una chiacchierata e un karaoke, tra i due nasce un'atipica affinità elettiva e due persone apparentemente lontane si trovano più vicine che mai, scoprendosi in qualche modo identiche sullo sfondo di una megalopoli incomprensibile, intraducibile, come  può essere Tokyo agli occhi di un occidentale.



Murray è impagabile nella parte della star decaduta e persa, in un Paese straniero dove non capisce una parola e dove la gente sembra indecifrabile. Qui, lontano dalla routine, sente ancora più forti gli echi di una vita andata a rotoli; la Johansson ha invece l'entusiasmo della giovinezza e anche la terribile tristezza e frustrazione di chi, pieno di progetti  per la vita adulta, non può e non vuole rassegnarsi e accontentarsi a una realtà che delude le aspettative.
Uno dei miei film preferiti e l'opera che ho sicuramente ho più amato della Coppola.... E la scena finale vale da sola il film!




Cosa potrei abbinare a questo film se non il sushi? Perfetto nelle sue geometrie regolari, colorato e misterioso: lo so, va tanto di moda (soprattutto qui a Milano, è tutto un fiorire di nighiri e uramaki...) e io sono colpevole perché lo mangerei a nastro, senza mai stancarmi!


foto via Pinterest
Il sushi mi evoca subito il Giappone e le atmosfere da sakura sbocciati, liceali vestite come un fumetto manga e arazzi ricamati a samurai in guerra. Non l'ho mai preparato in casa, ci vuole una certa specializzazione nel lavorare il pesce (anche se esistono varie scuole di cucina che si stanno organizzando per offrire corsi specifici), ma andando su e giù per il web ho scovato questa ricetta che sembra facile e fattibile anche in casa senza troppa "tecnica". Si tratta, praticamente, di quello che alcuni chef chiamerebbero "sushi destrutturato". La ricetta originale (in cups) su Cookkosher.

http://www.cookkosher.com/?option=com_content&view=article&id=6771&Itemid=2
Sushi trifle Salad via http://www.cookkosher.com

Bicchierini di sushi con salmone
Dosi: 6-7 bicchieri

400 grammi di riso per sushi cotto
100 grammi circa di salmone cotto, a pezzetti
2 fogli di alga Nori, sbriciolata
1 cetriolo tagliato a dadini
1 avocado tagliato a cubetti
semi di sesamo
wasabi e salsa di soja per condire

Posizionare il riso da sushi lessato sul fondo dei bicchieri. Cospargere con i pezzetti di alga nori e con i pezzetti di cetriolo. Aggiungere l'avocato in pezzi sopra il cetriolo. Mettere il salmone sopra l'avocado. Sciogliere il wasabi nella salsa di soja, versare sul salmone e cospargere di semi di sesamo. Il vostro finto sushi easy to make è già pronto! Io ho intenzione di provarlo di sicuro!


Per scoprire tutti i migliori film di Bill Murray, andate sui post degli altri blogger cinematografici che aderiscono al Day:


Aloha Los Pescadores

Cooking Movies

Director's Cult

Ho voglia di cinema


In Central Perk

Montecristo

Pensieri Cannibali

Recensioni ribelli

Scrivenny 2.0

White Russian


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