Nero Wolfe: Roma, gli anni 60, i parrucchini & il pollo alla mediterranea di Nanni

Nero Wolfe, il celebre investigatore creato da Rex Stout, buongustaio arguto che non ama uscire di casa e preferisce la compagnia delle orchidee a quella degli esseri umani, trasloca dall'America e trova casa a Roma, a causa di divergenze con l'Fbi. 
E' questa la trovata degli sceneggiatori che regge la nuova fiction di Rai Uno, ieri sera alla sua seconda puntata. L'Auditel ha dato ragione ai produttori di Casanova Multimedia (di Luca Barbareschi, ndr), visto che la fiction ieri ha vinto la prima serata con un audience di 5 milioni di telespettatori, battendo la gastronomica concorrente Benvenuti a Tavola e, di un bel po', l'Isola dei famosi (?).
Che ne penso io di questa fiction? 
Che, nel bene e nel male, è un prodotto che fa e farà parlare di sé.  Le ragioni sono molte, anzi moltissime. Vado?

mmm... sentiamo!


1. Nero Wolfe e il suo braccio destro Archie Goodwin sono interpretati da una coppia mitica, ovvero Francesco Pannofino e Pietro Sermonti, che poi non sono altro che i grandiosi René e Stanis della serie cult Boris. La scelta dei due ha portato gli adoratori della prima fiction satirica sulle fiction a sintonizzarsi su Raiuno, se non altro per vedere il faccione di René e le espressioni piacione di Stanis. Solo che poi, chi ha visto la coppia in azione sul set de Gli occhi del cuore, non può che guardare Pannofino insaccato in una vestaglia di seta porpora e Sermonti con un chilo di terra e un meraviglioso ciuffo posticcio e aspettarsi  un "dai, Archie, butta là sta battuta alla ca**o di cane"!

Oddio... ma te non sei mica la figlia de Mazinga??? (la risposta è: Sì)


2. L'ambientazione nella Roma degli anni 60 è stiracchiatissima, ma è tutto sommato preferibile alla scelta di ricreare un setting americano made in Italy. Ve li immaginate i nostri attori tv nostrani (più che altro, romani) a chiamarsi James, Rosemary o Theodore e camminare per le vie di una finta New York? Io, sinceramente, me lo risparmio volentieri.


3. I costumi sono curati e molto belli, così come gli arredamenti degli interni. Un capitolo a parte, però, lo meritano parrucche e parrucchini che la fanno da padrone sulle teste dei protagonisti, dal buon Sermonti, notoriamente in piazzetta fin dai tempi di Un medico in famiglia, alla bellissima Giulia Bevilacqua, che in un caschetto tagliato con l'accetta si cala nei panni di una intraprendente giornalista (e prevediamo già una possibile liason con il donnaiolo Archie).


4. La sceneggiatura ammicca ai libri di Stout prendendo delle frasi ad effetto e mettendole in bocca a Wolfe, che pare una sibilla più che un investigatore, tipo "L'uomo può poco sulla morte dei suoi simili, a meno che non sia lui a provocarla". In altri momenti le scene sembrano davvero il set de Gli occhi del cuore e sfiorano il ridicolo (a volte mi convinco sia voluto). Per esempio ieri, alla scena clou della risoluzione del caso Wolfe ha parlato di "uno strano automatismo" che portava un tizio a offrire le coppe di champagne (!?!) sempre con la mano destra. Mi sono rotolata dal ridere. 

"Oooh trovato! Facciamo che il fratello cretino ha uno strano automatismo!"

5. Se René dovesse giudicare le perfomance attoriale di alcuni del cast, griderebbe spesso il suo celebre... "cagna!". La recitazione è al livello di una fiction di RaiUno, ovvero così così. Io ancora non ho capito se sono gli attori che non sono bravi, se è la regia, o la dimensione della produzione per famiglie che ama la performance un po' teatrale e sopra le righe.


6. I casi sono tratti dalle storie dei libri di Stout, successi super-mega-mondiali, eppure a momenti sembra di stare dentro a un episodio delle avventure di Jessica Fletcher, celebre giallista seminatrice di morte a ogni pranzo, festa, convegno o viaggio intrapreso. A dirla tutta, però, io la Signora in giallo la guardavo sempre... e mi piaceva pure (seppur alle medie).




7. Nanni e il cibo. Nanni (Andy Luotto) è un personaggio mitico: è il cuoco di casa Wolfe. Nel corso di due puntate ha già preparato pollo alla mediterannea, quiche lorraine, tarte tatin, pasticcini, baccalà. Una gioia per gli occhi (e per la pancia -grossa- di Wolfe) e nostra.
E io vi propongo proprio il pollo (facilissimo) alla mediterranea à la Nanni.



Pollo alla mediterranea 
Per 4 persone
un petto di pollo
mezza cipolla
3 peperoni
1 zucchina
200 ml di salsa di pomodoro
succo di 2 limoni
origano
rosmarino
salvia
olive rosatelle di Puglia piccanti

Tagliare il pollo a tocchetti, spremere due limoni e mettere il pollo a marinare insieme a un po' di odori tritati: salvia, origano, rosmarino. Pulire la verdura, tagliare i peperoni a julienne e la zucchina a tocchetti. Tritare mezza cipolla, soffriggerla in un po' d'olio in una padella wok. Aggiungere la verdura, scolare il pollo e saltarlo per qualche minuto finché non sarà rosolato. Aggiungere la salsa di pomodoro, sale e una generosa manciata di olive rosatelle denocciolate in olio piccante. Cuocere per circa 15-20 minuti a fuoco basso. Gustare accompagnato da riso basmati o da triangolini di piadina calda

PS: Se vi volete divertire seguite la prossima puntata di Nero Wolfe in diretta su Twitter. Ne leggerete di ogni. E i ragazzi di @NeroWolfeTv sono in gamba (lo dico solo perché mi hanno risposto a un paio di tweets... ahahahah! ;-P) ah, a proposito.. mi seguite già su Twitter? Cercatemi! @passiflora78
Bye!!



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