Twilight, banale eppure sfizioso... come i cocchini!


Premessa: non ho letto neanche uno dei vari libri di Stephenie Meyer e ho visto solo il primo film della "Twilight saga", prima che uscisse il secondo capitolo, Eclipse, perciò non sono un'esperta e non me ne voglia chi invece lo è. Lo stanno dando su Italia1 proprio questa sera e quindi mi è venuto in mente di parlarne. La storia di Twilight è di una disarmante banalità: si nutre di vecchi archetipi e pesca a man bassa dalla letteratura rosa e dai racconti sui vampiri, presentandoci una protagonista dalla situazione famigliare problematica, Bella (Kirsten Stewart), che si innamora di Edward (Robert Pattinson), un ragazzo belloccio e dannato che, purtroppo per lei, è anche un vampiro. Certo, un vampiro buono che ha deciso di non mangiare più gli umani e che però non può arrischiarsi a toccarla troppo o rischia di lasciarsi trasportare e succhiarle via tutto il sangue. Dicono che la Meyer abbia usato l'impossibilità di consumare fisicamente l'amore tra i due come metafora della pericolosità dei rapporti sessuali prematrimoniali... Non so se sia vero (lei è mormona quindi po' esse...) sta di fatto che le adolescenti di tutto il mondo sono impazzite per questa tormentata e impossibile storia d'amore. Perché? Beh, non ho trovato nulla di eclatante o particolarmente geniale nello svolgimento del primo episodio.  Il film è girato con filtri che rendono le pelli bianchissime -quasi verdastre- e i colori freddi, dal verde delle foreste al blu delle luci al neon e delle nebbie. E' un po' ridicolo come lei scopre che lui è vampiro (una googlata e via..), quasi divertente il momento del baseball a velocità supersonica tra vampiri, sulle note dei Muse, ma abbastanza piatto il modo in cui Bella finisce in pericolo e ha bisogno dell'intervento di Edward. Non brutto, non troppo noioso, ma niente di che... Il segreto, quindi, deve stare in una verità inconfutabile: l'attrazione universale per le grandi storie d'amore. Vere o presunte, con un tocco di sangue o di spionaggio, di azione, di avventura che sia... le storie d'amore con la A maiuscola, per quanto banali, muovono montagne e commuovono milioni di persone. E fanno guadagnare milioni, almeno alla Meyer e ai produttori della versione cinematografica della saga
A volte insomma, anche se una cosa è banale, può darci soddisfazione. Un esempio culinario? Queste palline di cocco e ricotta che ho preparato sabato. Banali ma non per questo meno sfiziose. Certo, vanno prese a piccole dosi, o possono nauseare: esattamente come Twilight & Co....




Cocchini
200 gr di cocco disidratato
100 gr di zucchero bianco
150 g r di ricotta di mucca
1 cucchiaio di liquore all'anice

In una terrina mescolare il cocco con lo zucchero, unire anche la ricotta e lavorare bene il tutto, unendo il liquore di anice. Formare delle palline con le mani, passarle in un po' di cocco disidratato e mettere in frigo a riposare: la compattezza giusta la raggiungono dopo almeno un paio d'ore! Un ottimo dopo-pasto o uno sfizioso intermezzo.. deliziosi anche ricoperti di cioccolato fondente, come dei mini bounty!
Nella foto i due cocchini sono inseriti in due coppette per finger food di Atmosfera Italiana.

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