Tutti per uno: i bambini che, tra biscotti e patatine, cambiarono il mondo


Blaise, Milana, Alì, Claudio e Youssef sono una piccola banda. Ragazzini di dieci e undici anni, inseparabili amici per la pelle che a scuola, a Parigi, ne combinano di tutti i colori. Ma la Francia del 2010 va a caccia dei clandestini, per rimpatriarli. E dopo che Youssef e la sua famiglia sono scoperti e mandati via, Blaise, piccolo leader della banda, decide che è tempo di prendere provvedimenti per impedire che la polizia rimpatri Milana, bambina cecena che vive con la madre e i cugini, immigrati irregolari.
Idea: stando con Blaise e famiglia, la polizia non dovrebbe fare caso a lei e fermarla. E così Milana diventa ospite di Blaise e della sua famiglia, composta da mamma Valeria Bruni Tedeschi, permissiva e giocherellona, papà burbero e sorellina birichina. Addirittura la mamma di Blaise la inviterà, assieme agli amichetti, a passare le vacanze nelle campagne della Borgogna. Milana si trova a vivere una dimensione tutta nuova, fatta di giochi, spensieratezza, dispetti e meravigliose avventure nella natura. Quando la vacanza finirà e tornerà l'incubo del rimpatrio dei sans-papier, i bambini organizzeranno una piccola rivoluzione sconvolgendo la comunità ma riuscendo, come racconta la stessa Milana adulta, a "cambiare il mondo".


Tutti per uno, di Romain Goulip (che recita nel ruolo del padre di Blaise), esce domani nelle sale italiane: andate a vederlo! I protagonisti indiscussi sono i bambini, tra l'altro bravissimi, molto naturali e teneri, ma il film non si limita a raccontare una storia sui ragazzi. Riesce piuttosto a farci vedere il mondo con i loro occhi, ammantando ogni inquadratura di entusiasmo, ingenuità e poesia, e al tempo stesso non dimentica di farci ridere. Il tutto sullo sfondo di una critica alla politica francese verso gli immigrati clandestini, improntata alla paura del diverso.
Davvero ben delineato il rapporto tra Blaise, indomito capetto della banda, e Milana, la ragazzina dolce e matura della quale lui è innamorato, senza esserne consapevole; c'è una scena bellissima in cui i due giocano a rincorrere con il dito i rivoli di pioggia sui vetri: immaginano di essere le gocce che percorrono la finestra e che a un tratto si uniscono. Chi non lo ha fatto, da bambino? 
Unica pecca del film, la voce della Bruni Tedeschi, che ha recitato in francese e si è ri-doppiata, con buona pace del sincrono: una sensazione un po' strana, al primo ascolto, ma poi ci si abitua. Certo anche i bambini probabilmente sono molto più efficaci nella loro lingua, se sapete il francese provate a cercarlo in versione originale..


E la cucina? Beh in vacanza i nostri amici pescano al fiume dei giganteschi granchi e altri piccoli crostacei, e li preparano per cena, bolliti... Perdonate, ma non avevo la possibilità di prepararvi dei bei granchi freschi! In compenso, durante la loro fuga, si nutrono per 4 giorni solo di biscotti, patatine e ketchup... Voi, se doveste barricarvi per giorni, che patatine scegliereste? Io normalmente rifuggo le chips per ovvie ragioni caloriche e di salute, ma devo ammettere che con una birretta, per l'aperitivo, sono davvero insostituibili; io amo le patatine rustiche, quelle spesse, rigate. Ma non disdegno Pringles ai vari gusti, tortillas messicane e nemmeno le classicone... scegliete pure!

Le classiche
Le rustiche
Le tortillas chips
Le inconfondibili... Pringles
Alla paprika

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