martedì 25 ottobre 2011

Ma come fa a far tutto? E la torta al cioccolato, per la bake sale



Ok, il punto dolente di questo film forse è lei, Sarah Jessica. Parlo della Parker, ovviamente. Siamo abituate a vederla in abiti sofisticati e sexy, con accostamenti audaci, mentre sculetta per le vie della Big Apple su un paio di vertiginosi sandali Manolo Blahnik. Trovarla credibile nei panni di una mamma manager che la mattina annusa le camicette nell'armadio e si infila la prima che "non puzza" ed esce di casa, tra l'altro senza pettinarsi i capelli, è un po' dura. Se superate questo, Ma come fa a far tutto? è una commedia leggera che tratta un problema reale, quello della discriminazione e delle difficoltà che incontrano ogni giorno le donne che hanno l'ambizione di perseguire degli obiettivi professionali senza per questo voler rinunciare a creare -e curare, ed essere parte sul serio- di una famiglia. Kate Reddy (la Parker) lavora nel campo della finanza, è responsabile degli investimenti nella filiale di Boston in una società finanziaria di New York ed è pure brava. Ma, quando la sua proposta della creazione di un fondo pensione incontra il favore del capo, a New York (Pierce Brosnan), Kate dovrà iniziare a viaggiare ancora di più e a questo punto il già precario equilibrio familiare, che fino allora aveva retto seppur zoppicando (la figlia di sei anni già la puniva per le prolungate assenze con rifiuti e atteggiamento di sufficienza, mentre il piccolo Ben, di due anni, è ancora il cocco di mamma), scoppia. Ce la farà Kate a "far tutto" e rimettere insieme i pezzi, senza perdere l'amore del marito (Greg Kinnear)? A voi scoprirlo. 
Il film scorre via veloce, non è eccessivamente mieloso né gratuitamente drammatico, perciò si guarda volentieri, anche se non vale il cinema. Potete tranquillamente aspettare il dvd :-).   


La scena cult è quando Kate si ricorda che il giorno seguente la scuola della figlia ospiterà una "bake sale":  ogni mamma deve portare un dolce da vendere per beneficienza. Ma Kate è di ritorno dall'ennesimo viaggio, è sera tardi e nel minimarket aperto la notte trova solo una tortaccia di quelle già confezionate: cerca allora di camuffarla, riempiendola di zucchero a velo, infilandola in una teglia di vetro e schiacciandola tutta per adattarla alla forma del recipiente. Il risultato è disastroso, ma non quanto la gelatina Jell-o non rappresa della sua amica del cuore, madre single messa peggio di lei.




Io una tortina ve la lascio, ma non è comprata, l'ho fatta io! :-) Soffice soffice, perfetta per la merenda, accompagnata da un buon tè! Dolce ma non troppo e bella cioccolatosa. Yummi! Fotografarla è stata un'impresa, ho dovuto agguantarne una fetta prima che finisse tutta!


Torta al cioccolato e arance amare
80 grammi di cioccolato fondente
150 grammi di zucchero
100 grammi di farina 00
30 grammi di fecola di patate
1/2 bustina di lievito
70 grammi di farina di mandorle
50 grammi di burro
2 uova
latte qb
Una dozzina di mandorle pelate

Setacciare le farine (normale, mandorle e fecola), il lievito e lo zucchero in una scodella. Sciogliere il cioccolato a bagnomaria con il burro, togliere dal fuoco e aggiungere le uova, mescolando con una frusta. Unire la crema di cioccolato alle farine, se necessario aggiungere un po' di latte per amalgamare. Aggiungere quattro cucchiaiate di Fiordifrutta di arance amare e mescolare. Versare il composto in una teglia imburrata, guarnire la superficie con qualche mandorla e con qualche cucchiaino di marmellata stemperata con un po' di acqua o latte. Infornate a 180 gradi per 35 minuti circa. 

domenica 23 ottobre 2011

Tagliatelle alla crema di zafferano, una cena da Masterchef in 15min!


Non so voi, ma io in settimana, quando torno a casa dal lavoro, pur amando cucinare, all'idea di mettermi a pulir verdure, sminuzzare, tagliare, spadellare e soprattutto, poi, pulire e lavare pentole e piatti, vado un po' in crisi. Certo, se ho un piatto che mi frulla per la testa e voglio sperimentare, la stanchezza passa in secondo piano. Se però sono presa da qualcos'altro, mi accontenterei volentieri di un'insalata caprese, un toast o un passato di verdura. Il mio fidanzato, però, non sarebbe molto contento! L'altra sera, quindi, per propinargli qualcosa di buono senza stare in cucina delle ore, ho optato questo primo, una "ricetta scema" che vi consiglio perché molto gustosa, grazie al delizioso profumo dello zafferano; colorata, veloce e per nulla pesante perché un po' di ricotta può degnamente sostituire la panna! Eccola.

Tagliatelle con crema di zafferano e pomodorini
Dosi per 2-3 porzioni
250 gr di tagliatelle fresche
120 gr di ricotta
mezza cipolla
15-20 pomodorini ciliegini
1 bustina di zafferano
latte q.b.

Stufate la cipolla in poco olio e un po' d'acqua, aggiungete i pomodorini tagliati a metà -come preferite- e cuocete per qualche minuto. In una ciotola lavorate la ricotta con un po' di latte per renderla una crema. Versate in padella e continuate la cottura. Nel frattempo mettete l'acqua a scaldare e quando sarà bollente prendetene un paio di cucchiai e usatela per stemperare lo zafferano in una tazzina. Unite al sugo di ricotta e pomodori e avrete il vostro condimento. Scolate le tagliatelle al dente e spadellatele un minuto con il sugo. Cremose e delicate, saranno spazzolate in un baleno!
Lo so, niente di innovativo o sconvolgente (non per niente l'ho chiamata ricetta scema), ma in 15 minuti la cena sarà in tavola e i palati soddisfatti. O forse alcuni palati super raffinati avrebbero da ridire?
Mi immagino le facce dei tre giudici di Masterchef... "Qvesta secondo te è una ricetta?" direbbe Bastianich, probabilmente lanciandomi il piatto nel lavandino. "Un po' banalotta, no?" aggiungerebbe Barbieri facendo smorfie di insofferenza. Infine Cracco, dopo aver annusato il piatto, essersi infilato in bocca una forchettata con una mossa primordiale, mi lancerebbe un'occhiata dal basso verso l'alto: "Non è male, ma lo zafferano forse prevarica un po' troppo, rendendo tutto piatto".
Si fa per dire, a me sono piaciute, altrimenti non ve le proporrei ;-)


Breve riassunto per chi non ha mai visto il programma. Masterchef è un reality che da settembre sta andando in onda su Cielotv. 18 concorrenti (ormai ridotti a 12), semplici appassionati di cucina con il sogno di diventare chef, si sfidano per accaparrarsi il titolo che gli consentirà di realizzare la propria ambizione. Per fare questo devono superare una serie di prove culinarie e sottoporsi al giudizio di tre guru della cucina mondiale, gli chef stellati Bruno Barbieri e Carlo Cracco e il ristoratore italoamericano Joe Bastianich, tre personaggi alquanto cattivelli, da quanto ho avuto modo di vedere! 
Come dicevo, generalmente Cracco assaggia un boccone e trapassa con lo sguardo il malcapitato, come a scrutargli il fondo dell'anima; Bastianich ha la tendenza a chiamare schifezze quasi tutte le creazioni dei concorrenti e a lanciare oggetti con gesti inconsulti per dimostrare la sua delusione, Barbieri invece si limita a fare delle facce eloquenti e borbottare. Non sono mai contenti, ma in fondo li pagano per questo. Ogni tanto però, devono piegarsi all'evidenza di una torta ben riuscita o di un piatto praticamente perfetto. 
Io non ho ancora deciso per chi tifare, per ora sono indecisa tra il giovane Enea e il folle Federico. 
E voi, state seguendo il programma? Che ne pensate finora? 

martedì 18 ottobre 2011

Piovono polpette... di melanzane!


Questa sarà più o meno la faccia che farete quando assaggerete queste polpettine. Lui è Flint Lockwood, protagonista di Piovono Polpette, film di animazione del 2009 di cui vi parlerò tra poco.
Le polpette in questione invece sono davvero buone e anche facili. Sono a base di melanzane e non hanno nulla da invidiare alle classiche di carne: le ho composte a sentimento, per cui perdonate se le dosi non sono molto precise. Ah, vi vedo, voi che come me siete sempre lì a contare le calorie. Per una volta potete pure concedervelo un frittino... magari le fate nel weekend, senza esagerare nelle quantità. Anche se vi assicuro che farete fatica a non divorarle una dietro l'altra. (perdonate le foto, era buio e non ho potuto far di meglio).




Polpettine di melanzane 
Dosi per circa 20 polpettine
1 melanzana
120 gr di ricotta
1 fetta di mortadella
prezzemolo qb
pangrattato qb
sale
olio evo
olio di arachidi per friggere

Tagliare a dadini la melanzana e cuocerla in una padella antiaderente con poco olio e sale. Quando la melanzana sarà cotta, lasciatela scolare e intiepidire in uno scolapasta, per circa 15 minuti. Versate i dadini in una terrina, aggiungete la ricotta e mescolate, unite il prezzemolo finemente tritato, la mortadella tritata e pangrattato fino ad ottenere una consistenza che riusciate a manipolare con le mani. Formate delle polpettine, passatele nel pangrattato. Scaldate l'olio e, quando sarà ben caldo, friggete le polpettine su entrambi i lati finché saranno dorate. Scolatele sulla carta assorbente, salate e portate in tavola, accompagnando con quel che vi va! Io ho preparato dei semplici broccoli a vapore e degli involtini di petto di pollo ripieni con un pezzetto di mortadella e un dadino di pecorino, saltati in padella con pochissimo olio e un po' di rosmarino (semplici e sempre boni gli involtini!). 



Torniamo al film! Il protagonista, Flint, vive in un paesino la cui economia si fonda sulla pesca di sardine e lascia poco spazio ai sogni e alla creatività. Invece lui fa l'inventore e per questo è considerato un freak, uno svitato buono a nulla. Tutti lo snobbano fino a che, a causa di un incidente, manda in orbita la sua ultima creatura, una macchina che trasforma l'acqua in cibo e che comincerà a far piovere dal cielo polpette, appunto, ma anche gelati, biscotti, spaghetti, polli arrosto e gelatine e tutti scopriranno le gioie dell'abbuffata gratis. Flint diventerà una star... Eppure non tutto andrà per il verso giusto e Flint, insieme alla reporter Sam, dovrà impedire che quello che all'inizio sembrava una giocosa meraviglia si trasformi un pericolo terribile per la comunità supernutrita. Un film carino e giocoso, soprattutto nella parte con il cibo gigante, anche se siamo lontani da i capolavori di ritmo e humor della Disney Pixar. I vostri bambini apprezzeranno! 


domenica 16 ottobre 2011

Un dolce dal NuovoMondo: Zucchini Bread


Dolci americani: è questo il tema del carinissimo contest di Caia, Usa Sweet Usa. Cheesecake, apple pie, muffins, brownies, cookies, pancakes & co.... potevo forse tirarmi indietro? E così è iniziata la ricerca di un dolce che fosse un americano al 100%, ma abbastanza originale e, perché no, pure sano. Sano un dolce made in Usa, direte voi, quando mai s'è visto? Beh non avete fatto i conti con il Zucchini bread! Cugino del banana bread, è una specie di plumcake speziato che contiene zucchine grattugiate e frutta secca (generalmente si usano noci pecan, ma io le ho sostituite con le mandorle). 
Storcete il naso? Non sapete cosa vi perdete! Profumato, delicato, umido e reso piacevole da sgranocchiare grazie alla frutta secca... e poi c'è dentro la verdura, quindi ribadisco la mia teoria dell'altra volta, è sano di principio :-) (ma se leggete gli ingredienti vi accorgerete che lo è per davvero!). Eccovi la ricetta. 

My Zucchini Bread
2 uova
50 gr di burro
170 gr di farina
30 gr di farina di mandorle
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di bicarbonato
100 gr di zucchero bianco
50 gr di zucchero di canna
1 grattugiata di noce moscata
1/2 cucchiaino di zenzero
1 cucchiaino di cannella
circa 220 gr di zucchine (1 grossa o due piccole)
100 gr di mandorle spezzettate



Come vi ho anticipato, ho sostituito le noci della ricetta originale con le mandorle e una parte della farina (15%) con la farina di mandorle. Grattuggiate la/le zucchina/e e tenetele da parte. Lavorate il burro morbido con lo zucchero bianco e quello di canna fino a formare una crema, unite le uova una alla volta e montate. A parte mescolate la farina, la farina di mandorle, la cannella, la noce moscata, lo zenzero, il lievito e il bicarbonato. Unite tutto alla crema di uova burro e zucchero, mescolate bene. Strizzate le zucchine, unitele al composto. Prendete le mandorle e tritatele grossolanamente, aggiungete e mescolate ancora. Versate in uno stampo da plum cake e infornate a 180 gradi per circa 45 minuti. Il vostro zucchini bread è pronto!

Il contest Usa Sweet Usa

Non tutti sanno che le zucchine sono originarie del Nord America, come le loro cugine zucche. Come per mais e pomodori, insomma, dobbiamo ringraziare le terre americane, ma furono gli italiani, solo molti anni dopo, che si dedicarono alla coltivazione e all'utilizzo in cucina di questo meraviglioso ortaggio. Tanto che ancora oggi gli americani per chiamarlo usano una storpiatura dell'italiano zucchina : "zucchini", appunto.
Italia e America sono insomma unite nel destino della zucchina, giunta al successo grazie a noi, ma nata nel "Nuovo mondo". Quel Nuovo Mondo che è stato ed è ancora oggi meta prediletta per chi cerca una vita migliore, un posto dove realizzare i propri sogni, una terra promessa dove fare fortuna.


Proprio di quest'avventura, di un viaggio della speranza da un piccolo paese della Sicilia fino a New York, all'inizio del 900, racconta Nuovo Mondo, di Emanuele Crialese, regista che in questi giorni propone al cinema la sua nuova fatica, Terraferma, film ancora una volta dedicato ai temi dell'immigrazione. Protagonista è Salvatore, che, rimasto vedovo in una terra misera e senza prospettive, chiede al cielo un segno per scogliere ogni dubbio e partire verso il nuovo mondo, portando con sè figli e anziana madre. Alcune cartoline di propaganda con i contadini ritratti accanto a polli giganti e verdura enorme lo fanno decidere. Si parte. Il film si svolge in gran parte nel "non luogo", che è la nave che trasporta il carico di disperati verso le speranze della giovane America. Sulla strada di Salvatore ci sarà l'incontro con Charlotte Gainsburgh, dama inglese caduta in disgrazia e decisa ad arrivare in America da donna accasata, che propone a Salvatore di sposarla. Una figura di donna moderna, che mantiene la sua classe e il suo essere eterea anche tra le brandine condivise della terza classe. 


Il viaggio si conclude a Ellis Island, dove tutti gli aspiranti "amerigani" sono sottoposti a controlli igienici e valutazioni psicologiche. Saranno abbastanza intelligenti e sani per essere accolti in terra statunitense? Ve lo lascio scoprire...

Chi ben comincia... il mio parere sui film visti tra fine e inzio anno

Il tempo per scrivere dei film che guardo scarseggia sempre, così ho deciso di fare un post riepilogativo dei tioli visti nell'ultimo p...