5 motivi per innamorarsi di La La Land

Il poster di La La Land
"Dedicato ai folli e ai sognatori". Così recita il cartellone di La La Land, il film di Damien Chazelle che ha portato a casa 7 Golden Globes e ora si presenta alla notte degli Oscar come superfavorito con ben 14 nominations. Ed è proprio perché tocca le corde dei sentimenti di chiunque abbia mai avuto un sogno, racchiusi in una scatola meravigliosa a livello visivo e musicale, che La La Land è un film che si fa amare. Io sono andata a vederlo e vi spiego perché mi è piaciuto.




1) Il tocco vintage
La La Land è ambientato nel presente, in una Los Angeles dove splende sempre il sole, ancora terra dei sogni per gli aspiranti attori e musicisti, ma recupera l'iconografia dei musical degli anni 40 e 50, i balletti in tip tap alla Ginger Rogers e Fred Astaire, gli abiti semplici e colorati dal tocco fifties. Il tutto è semplicemente una gioia per gli occhi.



2) La musica (jazz e non solo)
Mentre scrivo sto ascoltando la colonna sonora e no, una volta che l'avrete sentita non riuscirete più a toglierglievela dalla testa. Dalla dolcissima City of Stars, candidata all'Oscar come miglior canzone, alla martellante Someone in the Crowd, passando per la scanzonata Lovely Night, non potrete che amarla. Certo, c'è chi fa polemica sulla concezione naive del jazz da parte del personaggio di Sebastian, e quindi dello stesso regista Damien Chazelle, ma, forse perché io non sono una musicista o un'esperta di jazz, trovo la questione molto inutile. L'unica cosa che mi interessa è che la musica sia bella e comunichi emozioni e questa colonna sonora lo fa alla grande.



3) La regia di Damien Chazelle
Questo 32enne con la faccia da ragazzino dev'essere una specie di genio, o quantomeno è un gran visionario. Lo dimostrano piani sequenza meravigliosi come quello d'apertura, dove un ingorgo autostradale di Los Angeles si trasforma in teatro di una coreografia complessa e perfetta, oppure quello in cui Mia e Sebastian ballano insieme per la prima volta, guardando le luci della città da un lontano belvedere sulle colline. Se non è importante solo la storia, ma come la narri, Chazelle riesce proprio a raccontare tutto con poesia, delicatezza e immagini potenti, oltre che con raffinatezze e piccoli tributi vintage, come la chiusure a iride sul bacio tra Mia e Seb. Chapeu!



4) Ryan Gosling e Emma Stone
Anche sui due protagonisti, che interpretano rispettivamente Sebastian, pianista jazz, e Mia, aspirante attrice, c'è stata un po' di polemica. Non era forse meglio arruolare due artisti davvero completi, anche se meno famosi, per i ruoli principali? Beh certo, poteva essere una soluzione. Ma sappiamo bene che il film non avrebbe avuto lo stesso richiamo e la stessa potenza commerciale e, per una pellicola già rischiosa come questa, due protagonisti "forti" erano probabilmente indispensabili. Stone e Gosling non saranno i migliori ballerini/cantanti/musicisti che c'erano sulla piazza, ma sono una coppia affiatata di bravi attori, e se cavano bene anche nel canticchiare, suonare e portare avanti in modo credibile le coreografie. Personalmente ho trovato Emma Stone più espressiva e brava nel recitare e lui più convincente per la parte relativa a musica e ballo, ma nel complesso sono assolutamente adorabili. Thumbs up!




5) Il romanticismo
E non intendo solo quello dell'amore che nasce tra Mia e Sebastian, che ti coinvolge e ti fa sperare per la loro felicità, mentre si susseguono le stagioni da un inverno all'altro in una California sempre assolata. Intendo la magia con cui Chazelle ci racconta dell'importanza dell'inseguire i propri sogni: anche quando gli altri ti convincono che sei matto, anche quanto cominci a dubitare di te stesso e ti viene voglia di mollare tutto. Ci sarebbe da disquisire se la convinzione di Chazelle non sia portata all'eccesso, a un punto in cui i sognatori diventano più che altro ossessionati, e intransigenti, e sono pronti a sacrificare tutto il resto pur di riuscire nelle loro ambizioni. Perché nella vita, credo, a volte non realizzare un sogno può aprire le porte a qualcos'altro, di inaspettato, che ti rende ugualmente felice.
Al di là di questa considerazione personale, comunque, La La Land ti fa vivere due ore di puro cinema in stato di grazia, lasciandoti commosso e grato per l'esperienza (e probabilmente canticchiante). Vedremo quante statuette sarà in grado di portarsi a casa questa splendida impresa d'altri tempi. Intanto voi non perdete l'occasione di andare a vederlo! Eccovi il trailer.


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