The Imitation game e l'arte dei tramezzini inglesi (che Turing non amava)

Tramezzini al cetriolo - Elisa Pavan -Cooking Movies

Se c'è una realtà con la quale ogni italiano in viaggio, lungo o breve, nel Regno Unito dovrà confrontarsi, è la dittatura culinaria del sandwich. Sandwich protagonista dei "packed lunch" casalinghi avvolti nella pellicola con quattro giri, oppure confezionati in quei triangoli di plastica attraverso cui è difficile persino intuire gli ingredienti del ripieno. Sandwich per l'ora del té, sandwich come spuntino o merenda, sandwich come alternativa volante per cena. Di solito in gusti che, ai palati di noi inconsapevoli gastronomi italici, fanno rizzare i peli sulle braccia.
I più innocui? Tuna, mais and mayonnaise. Ham and cheese. Smoked salmon and cream cheese. Chicken, lettuce and mayonaisse. Ma quando il gioco si fa duro, è lì che i duri cominciano a giocare, e a magnare: ed ecco che appaiono i gusti Egg Mayonnaise (se c'è già la maionese, perché PER DIO metterci le uova sode!?). Cheese and Tomato (i pomodori bagneranno inesorabilmente il pane sottile e morbido del sandwich... Il cheese è ovviamente l'onnipresente Cheddar). E poi in assoluto il peggiore per me, il Tomato and Eggs (uova sode, probabilmente di tonalità verdognola, abbinate di nuovo a fette di pomodoro anemico che non avrà sapore ma sarà riuscito a inzuppare ben bene il pane, come detto sopra).
Tra questi abomini culinari più o meno golosi (perché si sa, certe porcate alla fine danno gusto), spicca il tramezzino da tè.
Si tratta di un sandwich di dimensione finger, ideato alla corte della regina Vittoria e servito agli ospiti delle 5 p.m. con la bevanda più amata dal popolo britannico, accanto a scones e dolcetti. Sto parlando dei celebri Cucumber sandwich, ovvero tramezzini al cetriolo: solo pane morbidissimo, burro e fette sottili e croccanti di cetriolo salato. Nella versione "pro", c'è anche il prosciutto. Se non li avete mai provati, non sapete quanto perversamente "addictive" possano essere questi cosini che, lo ammetto, così descritti non fanno proprio venire l'acquolina (meglio una pizzetta, un trancio di focaccia genovese o una piada col crudo e lo squacquerone, direte voi..), ma creano pura dipendenza.
Io li ho preparati e vi assicuro che, nonostante si tratti ovviamente di una cosina super semplice, necessita dei suoi accorgimenti (nonché di un certo "tempo di posa").

Tramezzini al cetriolo - Elisa Pavan -Cooking Movies


Old-fashioned Cucumber Tea Sandwiches
(Tramezzini al cetriolo)
Tempo di preparazione: 40 minuti (30 minuti di riposo dei cetrioli)
Ingredienti per 4 tramezzini:
2 fette di pane da tramezzino 
burro ammorbidito
mezzo cetriolo 
sale
1 fetta di prosciutto cotto

Lavare il cetriolo, sbucciarlo, tagliarlo a fettine sottili, eventualmente con una mandolina. Mettere il cetriolo a scolare in un piccolo colapasta, cosparso di sale e coperto con un piattino. Questo servirà a far affiorare l'acqua del cetriolo. Dopo 30 minuti, scolare bene il cetriolo e asciugarlo bene con della carta assorbente. A questo punto assemblare il sandwich: cospargere leggermente di burro le due fette, aggiungere il cetriolo su una delle due, un pezzetto di prosciutto sull'altra, chiudere, premere bene e tagliare in quattro. Enjoy!

Tramezzini al cetriolo - Elisa Pavan -Cooking Movies


Non era un amante dei sandwich Alan Turing: ce lo fa capire Benedict Cumberbatch che interpreta il grande matematico e crittografo nel film Imitation Game. In una delle prime parti del film, quando i compagni di Turing escono a pranzo e gli chiedono se ha fame (con l'esilarante misunderstanding.. lui non capisce che lo stanno invitando a mangiare con loro), lui dice di non amare i sandwich e di preferire una zuppa. Il film britannico ha portato a casa la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale agli Oscar 2015 e ha ottenuto altre sette nomination per miglior film, miglior regia, miglior attore (Benedict Cumberbatch) miglior attrice non protagonista (Keira Knightley), miglior colonna sonora (Alexandre Desplat) e miglior scenografia e montaggio.


La locandina di The Imitation Game
La trama di Imitation Game. Siamo nel 1939 nel pieno della seconda guerra mondiale e gli Alleati stanno subendo gravi perdite: l'esercito nazista sembra inarrestabile. L'obiettivo primario dell'esercito britannico è quindi riuscire a decriptare quanto prima i codici con cui i nazisti si scambiano i messaggi, che rimangono validi un solo giorno in quanto la cui chiave di codifica cambia ad ogni scoccare della mezzanotte grazie una macchina chiamata Enigma, che li cripta.
Alan Turing ha 27 anni, una mente geniale e un carattere difficile ed è il migliore in questo campo: riesce a convincere il comandante Alastair Denniston ad affidargli il compito di provare a risolvere Enigma, un'impresa impossibile. Nonostante le resistenze di Turing, il matematico viene messo al lavoro insieme a una squadra di analisti e matematici guidata dal geniale campione di scacchi Hugh Alexander (Matthew Goode, sempre un bel vedere). La sua scarsa socialità e la tendenza a fare di testa sua, lo rendono poco amato: gli scarsi risultati dei primi giorni di lavoro, inoltre, lo portano a fare richiesta per "rivedere" la composizione della sua squadra. Per reclutare le menti più brillanti della Gran Bretagna, Turing fa pubblicare un cruciverba sui quotidiani: chi fosse riuscito a risolverlo avrebbe potuto presentarsi alle selezioni per un importante lavoro. 
E' così che Turing seleziona Joan Clarke (Keira Knightley), brillante giovane appassionata di logica e matematica. Con la squadra rinnovata, Turing trova nuovo slancio per lavorare a quello che a suo avviso è l'unico modo per battere Enigma: costruire un calcolatore elettronico, che Turing battezza Cristopher come il suo amico d'infanzia, una macchina, in grado di sondare tutte le combinazioni possibile tra le lettere per decifrare Enigma. 
Inizia così una lotta contro il tempo e contro l'esercito, che dato l'allungarsi dei tempi comincia a dubitare di Turing, per far funzionare l'antenato dei moderni computer e battere i nazisti.



Un biopic che fa commuovere. Il film prende il nome dal test di Turing, cioè un criterio per determinare se una macchina sia in grado di pensare: una cosa che viene spiegata dallo stesso crittografo all'interno del film a un poliziotto che lo interroga. Le storie vere, quando ben raccontate, hanno sempre una marcia in più. In questo caso il film di Morten Tydlum è molto classico nell'impianto, ma fa un uso intelligente e funzionale dei flashback e si muove bene tra dramma e thriller. La forza sta nel personaggio di Turing, una figura che solo recentemente il Regno Unito ha riabilitato dopo che in vita - non dovrei spoilerare nulla visto che la sua storia è piuttosto celebre, ma se non sapete nulla allora occhio a leggere- era stato perseguitato dalla polizia per la sua omosessualità e, costretto ad assumere farmaci per la castrazione chimica, si tolse poi la vita a soli 41 anni. La sua personalità a tratti un po' autistica e del tutto asociale, fa da contraltare a una grande determinazione e alla genialità sul lavoro. Bellissimo, a mio avviso, il rapporto tra Turing e la matematica Joan Clarke, a sua volta una diversa, una donna che rivendica per sé la possibilità di lavorare e avere altre aspirazioni oltre a sposarsi e fare figli, arrivando al punto di vedere come auspicabile un matrimonio con Turing nonostante sia conscia della sua omosessualità, data la loro relazione di vera amicizia, "qualcosa di più di molti altri matrimoni", come lei stessa dice.
Insomma, un film che mi è piaciuto molto e che vi consiglio di guardare: per salutarvi vi lascio con la frase emblematica del film, pronunciata da Turing "A volte sono le persone che nessuno immagina a fare le cose che nessuno può immaginare".

fonte foto: Quotesaga.com

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