Argo: Yakh dar behesht! Che avete capito? è un budino (persiano)



Arrivo tardi a parlare di questo film, ormai potete leggerne la recensione un po' ovunque. Ma, come avrete probabilmente già sentito, Argo è un film che merita: storia, politica, spionaggio, tensione: il tutto ben miscelato, dosato e ritmato. Una bella sceneggiatura. Un'alternanza di atmosfere e di registri che rispecchiano le sensazioni, il mood e il clima del luogo e della situazione politica. E poi Ben Affleck.
Sì, Ben Affleck.
Se siete come me, quando divenne famoso (quindici anni fa?), lo avrete trovato carino ma un po' inespressivo e basta. Però vi sarete intrippate di brutto con Will Hunting, genio ribelle e in seguito con il lacrimevole Bounce, con la Gwyneth.
Ma poi a rovinare tutto è arrivata la love story super paparazzata con Jennifer Lopez (..no dico, Ben, da Gwyneth a Jennifer Lopez... parliamone) e di quel film osceno, Gigli, che faceva più schifo dei cinepanettoni dei fratelli Vanzina.

B: "Sono più bello e più alto di te eppure Hollywood
ti ama alla follia.. com'è possibile?"
M: "Non mi sono mai messo con Jennyfromtheblock"

E allora, come me, avrete deciso che Ben era un cerebroleso, che quell'espressione un po' fissa era dovuta a mancanza di grandi riflessioni interiori e ai cicchetti che si scolava notoriamente senza ritegno. Poco importava che la sceneggiatura da Oscar di Will Hunting l'avesse scritta lui insieme a Matt Damon. Uno che si faceva fotografare lingua in bocca con JLo e immortalare sul panfilo nel video di lei che canta "I'm still - I'm still - Jenny from the block", non poteva essere degno di nota.
Poi Ben e JLo si sono mollati. Deo gratia.

J: "Ben..."
B: "Sì..?"
J: "Abbiamo fatto un film di m"
B: "Lo so, ma siamo fichi"

A culona, ora con Ben ce sto io!

Dopo un po' Ben è tornato in sè. Ha iniziato a frequentare un'altra Jennifer, Garner, molto più fine e simpatica di quella strappona della Lopez, e ha deciso di fare film seri (oltre che tre bambini), come Hollywoodland, per cui ha vinto la Coppa Volpi nel 2006 (Sì, avete capito giusto, Ben Affleck ha vinto la Coppa Volpi al Festival del cinema di Venezia, fatevene una ragione),
Dopo di che si è lanciato dietro la macchina da presa e ha fatto tre film da regista, uno meglio dell'altro. E qui non recita neppure male. Allora non resta che dire ok, Ben Affleck, la tua faccia quando reciti si muove un po' pochino, ma ti avevo sottovalutato, sei bravo.

Io? beh, modestamente...
Veniamo ad Argo. Siamo nel 1979 e l'ambasciata americana di Teheran (Iran) viene attaccata dai rivoluzionari che vogliono l'estradizione dello Scià, fuggito negli Stati Uniti dopo il rovesciamento del suo regno. Gli iraniani sequestrano i dipendenti, tranne sei, che riescono a fuggire e si rifugiano a casa dell'ambasciatore canadese.
La CIA a questo punto è chiamata organizzare un'operazione di esfiltrazione per fare uscire i sei clandestini dal paese e chiama Tony Mendez (Affleck), esperto in materia. Questi elabora un piano a dir poco improbabile, ovvero fingere che i sei siano una troupe cinematografica in Iran per i sopralluoghi negli altipiani e nei deserti del paese in vista dello shooting di un film di fantascienza, Argo. Ma non ci sono alternative meno folli e Mendez vola a Hollywood, compra una vera sceneggiatura, con l'aiuto di un regista (Alan Arkin) annuncia la produzione alla stampa in modo da dare credibilità al progetto e ottenere il permesso di entrare e uscire dal Paese dal Ministero della cultura iraniana. Inizia così l'avventura di Mendez, che vola in Iran per recuperare i sei fuggiaschi, consumati dalla tensione e dalla paura di essere scoperti.
Vi lascio scoprire da soli il resto di questo bel film, pieno di attori perfetti per i ruoli, accurata ricostruzione storica, ottimi costumi, tanta tensione e battute sagaci.



E per accompagnare la visione, una ricetta persiana. Sì, stavolta mi sono impegnata e ho fatto un po' di ricerche per trovare una preparazione di origine iraniana che fosse semplice da preparare anche a casa. Questa lo è al 100%! Andrebbe guarnita di pistacchi, io ho usato le mandorle perché ero sprovvista. La amerete se vi piacciono i budini, ma la odierete se non vi piace il cardamomo. In tal caso potete ometterlo e abbondare con la vaniglia, invece. Ecco a voi lo Yakh dar behesht, ovvero il Ghiaccio in paradiso!



Budino di farina di riso alla vaniglia e cardamomo
Yakh dar behesht - Ghiaccio in paradiso

per 4 budini
500 ml di latte
40 grammi di farina di riso
80 grammi di zucchero
6 semini di cardamomo
1 stecca di vaniglia
mandorle e pistacchi per decorare


Sciogliere la farina di riso nel latte, aggiungere lo zucchero, i semini di vaniglia e di cardamomo. Mettere su fuoco dolce e cuocere mescolando in modo continuativo per evitare la formazione di grumi. Non appena si comincerà ad addensare, abbassate la fiamma e procedete nella cottura per due- tre minuti. Versate in ciotoline, guarnite con mandorle e pistacchi e lasciate raffreddare. Una volta tiepido mettete in frigo fino a pochi minuti prima del consumo.

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