domenica 18 marzo 2012

Zuppa inglese, la passione del Piccolo Diavolo (e divagazione sui coloranti)


Ne Il piccolo diavolo, celeberrima commedia di Benigni del 1988, l'attore toscano impersonava un diavolo scappato dall'aldilà per scoprire il mondo: il diavolo era come un bimbo, rumoroso, ingenuo e pasticcione e scopriva presto una passione viscerale per la zuppa inglese...  In questo spezzone del film Benigni-diavolo raggiunge al ristorante Walter Matthau, il prete che lo ha fatto uscire dal corpo della donna in cui si era intrufolato, e chiede al cameriere della zuppa inglese.. peccato che il dolce sia finito e gli ospiti siano interessati più che altro alla vita amorosa del diavoletto (che, ovviamente, fraintende tutto...)


Tornando alla zuppa, conoscete l'origine di questa ricetta? E' tipica dell'Emilia, della Romagna e della Toscana. Si tratta di una rielaborazione rinascimentale ferrarese del trifle, il tipico dolce inglese composto da sponge cake imbevuta di -ai tempi- sherry e poi ricoperta di custard, frutta e panna. Creata alla corte degli Estensi, veniva preparata in onore di ospiti provenienti dall'Inghilterra.
Come bagna la ricetta prevede il celebre liquore Alchermes.
Non so a voi, ma a me l'Alchermes ha sempre fatto un po' impressione. Con quel colore rosso fragola che mi fa pensare al mercurocromo, rimanda a un ingrediente fatto di lettere e numeri, ovvero il colorante E120. E cos'è il colorante E120? E' estratto di cocciniglia. Non sto scherzando: è un colorante estratto dai corpi essicati dalle femmine di insetti della specie Dactylopius coccus. Alchermes deriva infatti da al quermis, nome arabo della cocciniglia.
E non crediate che lo usino solo nell'Alchermes. 
Leggete questo post sul blog di una dottoressa in scienza dell'alimentazione: è contenuto nel Campari, in alcuni salumi, in alcuni hamburger, in molti aperitivi. Magari meglio la cocciniglia di altre cose chimiche, direte voi... però ecco, dato che può causare asma e allergie.. magari meglio senza... no?
Quando ho comprato l'Alchermes per fare la zuppa non ero ancora al corrente di questa amara verità! :-) 
D'altra parte, una piccola dose per una volta non potrà far così male e il dolce è veramente delizioso. Io ho realizzato delle zuppe inglesi mini, versione monoporzione, in bicchierini trasparenti. Per questo ho usato dei savoiardi e non ho fatto il pan di spagna (ed evviva la velocità!).


Mini zuppe inglesi 
(x 4)
per la crema pasticcera:
500 ml di latte
8 cucchiai di zucchero
6 tuorli (io ho messo solo 3 uova, due tuorli e una intera)
30 grammi di fecola di patate o maizena
1 stecca di vaniglia e/o scorza di limone

+10 grammi di cacao amaro
8 savoiardi
Alchermes
Chocaviar Venchi per guarnire

Preparare la crema con lo stesso procedimento descritto qui per la torta della nonna. Appena fatta, separare un terzo e mescolarla in altra ciotola con il cacao setacciato. Avrete così due ciotole di crema, che dovrete coprire con la pellicola a contatto -per evitare la formazione della pellicina-. Lasciate raffreddare. 
Tagliate a metà i savoiardi, versate in un piatto fondo un po' di alchermes e poi cominciate a comporre i bicchierini.
Mettete sul fondo un po' di crema, poi fate uno strato con due metà di savoiardo imbevute nell'alchermes, un altro con crema al cacao, un secondo strato con l'altro savoiardo e ancora un po' di crema normale. Completate guarnendo con un po' di Chocaviar o semplicemente con cioccolato fondente grattugiato. 
In versione monodose è un dolcino perfetto per il dopocena!

15 commenti:

  1. Mi hai toccato sul vivo! questo film è delizioso! Quanto mi piace Benigni! collegamento azzeccatissimo:)
    buona domenica

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  2. Adoro Roberto e la zuppa inglese... sicuramente meno i coloranti in genere :(

    Un bacione e buona domenica

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  3. Oddio non me lo dovevi dire... estratto di cocciniglia??? Bleah!!
    Per questo cerco di non leggere mai le liste degli ingredienti, occhio non vede...
    Vabbè, è anche vero che la zuppa inglese non si può proprio fare senza un bel liquore rosso! La logica della mia nipotina di 6 anni quando gliel'ho fatta assaggiare la prima volta: "zia, ma hai spremuto le fragole?" (Non so dove le sentisse, le fragole, però non potrebbero effettivamente prenderlo di lì il colore, invece di spiaccicare insettini? BAH!)

    P.S questa mini versione va bene anche per uno spuntino di mezzanotte;-)

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  4. Coloranti bleeeeeeeeeeeeeeeeeee!!!!!! Questo fil me lo ricordo penso sia uno dei primi che ho visto con Benigni e da allora è stato amore a prima vista!!!!
    P.s. mai usato nelle mie ricette l'Alchermes :-) Baci

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  5. Io cerco di non usarli i coloranti...qui sono dappertutto, anche in alimenti in cui ti aspetti un colore naturale e invece ti ritrovi un colore fluo!!! O__o

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  6. Tutte le volte che rivedo quel film (una volta tanto cado in piedi!!!) rido sempre come se fosse la prima volta :)) L'origine del colorante cocciniglia la conoscevo da un po' e ne sono rimasta sconcertata quante te, L'alchermes lo uso pochissimo ma in alcune preparazioni lo trovo insostituibile. Come nelle pesche dolci e zuppa inglese, deliziosa in formato mono porzione :) Un bacione, buona serata

    P.S. ti aspetto qui con piacerese se ti andasse di partecipare

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  7. I coloranti sono ovunque, in qualsiasi cibo ormai. Anzi che ora le industrie stanno diventando brave a mimetizzarli e farli sembrare colori naturali!! E se non ci sono coloranti, ci sono prodotti chimici peggiori..ma questo è un altro discorso.
    Meglio pensare a questa zuppa inglese che mi piace molto! Ottimo!
    Buona serata!

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  8. buona e anche molto carina la mini zuppa inglese!
    il film è troppo divertente, lo si guarda sempre volentieri.
    invece i coloranti non li conosco molto bene, sono rimasta di stucco a leggere dell'archermes... davvero pazzesco!
    buona serata

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  9. cara la mia nemica dei coloranti, ricordo ancora le osservazioni tue e di giorgia sui miei red velvet! ;-)
    con questa notizia della cocciniglia mi hai un pochino sconvolta, ti dico la verità. non che io sia una fan di aromi, coloranti e compagnia bella, anzi, però se pensi che, vegetariani a parte, passiamo tutta la vita a mangiare animali e che per le care lumache c'è gente che addirittura ci stravede... beh, preferisco tenermi la mia minuscola quantità di colorante una volta ogni tanto e non pensarci. pensiero fatalista? :-)

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  10. Ma no ma anche nei Lindt Passion no! Io cmq ho già difficoltà a fare una semplice ciambella, figuriamoci se mi metto con i coloranti...Facciamo che continuerò a ignorare come sempre le etichette e mi godo il film, un cult! Bacio (verbi a cazz..il colore mi ha dato alla testa ;))

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  11. questo non lo volevo proprio sapere...volevo preparare le pesche alla crema...quei dolcini a forma di pesca che si fanno qui da noi, hai presente? Che impressione questa storia dell'insetto...

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  12. cocciniglia...e pensare che mia mamma ogni estate me l'ha fatta annientare con misture chimiche, in alcuni casi rielaborate da lei, che io dovevo vaporizzare con lo spruzzino a stantuffo...potevamo diventare ricchi e non lo sapevamo!!!

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  13. Cara Passiflora, come succede in varie domeniche, anche oggi vengo qui in cerca di ispirazione "cinematografica"!! Oggi però mi prendo anche il tempo per commentare questo tuo interessante post. Io non uso quasi mai i coloranti in cucina, ma quando l'alchermes ci vuole, ci vuole... sapevo già da dove arrivava il colore rosso e ti dirò che non mi lascia sconvolta più di tanto, onestamente sono più propensa ad accettare che venga dall'odiosa cocciniglia (nemica delle mie piante grasse) più che da un laboratorio chimico. In realtà se sono così "tranquilla" da questo punto di vista è perchè la cocciniglia viene usata praticamente da sempre come colorante (nell'antichità veniva estratto da lì il tipico color porpora per mantelli e tessuti)... e sai un'altra cosa? In base alle mie conoscenze (ma potrei sbagliare) la cocciniglia è alla base anche di diversi pigmenti per i rossetti!!

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  14. un meraviglioso blog!!!sono fuori città ma appena rientro vorrei lasciarti la mia versione di zuppa inglese,ricetta della mia amata nonna.Zurlina

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  15. Questo era l'unico dolce che preparava mia madre, rigorosamente con l'alchermes, che anche a me già da bambina faceva un po' senso...che dire, come già hai scritto tu meglio un colorante fatto così che qualche altro intruglio chimico...e poi ci chiediamo come mai ci vengono improvvisamente le allergie...per una volta sicuramente non succede nulla ed il dolce e' carinissimo presentato così !

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