sabato 7 aprile 2012

Deposito 54: bijoux, abiti e food.. insieme

La scorsa settimana, accompagnata dalla Carli, sono andata a scoprire un nuovo spazio tutto al femminile che si trova a Milano in via Sottocorno (zona Piave/Premuda). Si chiama Deposito54 ed è un ex magazzino che tre donne intraprendenti hanno deciso di trasformare in uno show room "alternativo", dove, accanto alla moda, trovano spazio gioielli, accessori e brand eccellenti del food. L'obiettivo è creare un luogo informale dove le donne possano rinnovare la propria immagine tra abiti e bijoux su misura, magari sorseggiando un tè o bevendo un bicchiere di vino. 
Le tre signore dietro al progetto di chiamano Paola Bognetti Bottaro, che è la creatrice dei gioielli, Maria Gabriella Ponzone e Lucia Prada, che stanno dietro al marchio b.lou, abiti e cashmere fatti a mano e su misura. 
E poi, a fare da cornice, c'è il cibo: scaffali imbanditi di specialità regionali provenienti di produttori di nicchia, che la sera dell'inaugurazione ci hanno accolto con degli assaggi: le salse e le creme piemontesi di Cascina San Cassiano, i vini dell'azienda agricola Francesco Quaquarini, il prosecco di Valdobbiadene di Drusian, i cannolini croccantissimi e riempiti al momento di Ciuri Ciuri, pasticceria e gelateria siciliana. 
Per i prossimi mesi l'idea è quella di trasformare Deposito 54 in uno spazio anche culturale, per ospitare eventi food, degustazioni, reading di libri, mostre d'arte e laboratori didattici per i bambini in età scolare. 
Attendiamo il programma, nel frattempo potete dare una sbirciatina con qualche foto...

I bijoux  di Paola Bognetti e alcuni abiti b.lou

Compose your Cannolo! with Ciuri-Ciuri
Alcune delle bontà esposte

Io (sin) e la Carli (dx), diversamente fotografe (notare il mio potente mezzo)

mercoledì 4 aprile 2012

Ma dai, sei allergica? E a cosa?....

Niente ricettine dolci e sfiziose in questi giorni?
Eh no, sono a dieta.
Non dimagrante. Quella la devo fare ma la rimando sempre, oppure razzolo bene per due giorni e poi mando a monte tutto.
Solo un po' di detox, perché nel weekend, a furia di mangiare pizza, fragole e annessi di birrette mentre fuori imperversava un vento portatore (in)sano di pollini con grande anticipo, m'è venuto un attacco allergico.
Niente di grave, solo un'ora e mezza di pomfi sul corpo, respiro affannoso (con tanto di fischietto asmatico, a che bei ricordi d'infanzia), naso tappato improvvisamente e occhi distrutti.
Ma non temete, presto tornerò con i miei esperimenti dolciari e non solo. Non dimenticate che domenica è Pasqua e ci sono ben due dolci che mi frullano per la testa.
Vi lascio con due disegni, per farci una risata.
Buona serata!






domenica 1 aprile 2012

Take me home tonight: that 80's nostalgia.. e nulla più!



Un film senza pretese accademiche o pedagogiche come Take me home tonight dovrebbe essere almeno divertente. Una di quelle commedie che ti fanno ridere sul serio, anche per cose stupide, ma ridere! Invece mentre lo guardavo non potevo fare a meno di pensare che era di una brutta copia  dei filmetti che ancora oggi danno su Italia1 ogni tanto, tipo Il segreto del mio successo con Michael J. Fox o quelli un po' più romantici alla Pretty in Pink o Un meraviglioso batticuore, mescolata con il genere "tutto in una notte", alla Notte da Leoni o "Nick e Norah's infinite playlist" (che pur trattando di adolescenti, è una storia molto più delicata, divertente e originale).
Ma i film girati negli anni 80 ne rappresentano lo stile leggero e goliardico, forse un po' vacuo e frivolo, ma tutto sommato divertente. Questa invece è una pellicola ambientata negli anni 80 che rifà smaccatamente il verso alle produzioni di allora, senza quella ingenuità di fondo che era la loro forza. E Topher Grace, per quanto carino e gigiolone, non è Michael J. Fox. Inoltre Anna Faris nei panni della 23enne proprio non la vedo credibile, soprattutto dopo il lavoretto alle labbra che si è fatta (e che l'ha resa bella plasticosa come va di moda a Hollywood). Lo stesso vale per il rotondo Dan Fogler che ha passato i trenta da un po' e li dimostra tutti (e il resto mancia!): a lui il ruolo della spalla- amico pazzo che, chissà perché, viene spesso affibbiato a un ciccione (peccato che non faccia ridere come Jack Black o Zach Galifianakis di Una notte da leoni). Su Teresa Palmer niente da dire: interpreta il classico "teenage dream" - ex reginetta della scuola e con quel viso angelico, gli occhi blu grossi come fanali e i capelli d'oro cotonati a la 80ies le viene piuttosto facile.



La storia? Matt è un piccolo genio matematico e s'è laureato all'MIT, ma non sa cosa fare della sua vita: è quindi tornato a Los Angeles dai suoi e lavora in un negozio di home video. Incontra per caso la sua cotta delle superiori, Tori (la Palmer), proprio nel negozio: si finge di passaggio e attacca bottone, venendo a sapere che quella sera lei andrà al party folle che ogni anno organizza Kyle, fidanzato della sorella gemella di Matt, Wendy. Andrà quindi alla festa con l'amico Barry che, fuori di testa per aver perso il lavoro, lo coinvolge nel furto di un'auto sportiva (che contiene della cocaina, presto protagonista della serata di Barry).





Tutto il resto del film si svolge tra due party, uno dei giovani a casa di Kyle, l'altro di quarantenni nel mondo della finanza sulle colline di Beverly Hills. Fra improbabili dis-avventure ed evoluzioni romantiche piuttosto prevedibili, Matt dovrà darsi una svegliata e capire cosa fare della sua vita
Ma dato che in questo "viaggio" ci sono ben pochi spunti verosimili o perlomeno interessanti, tanto vale recuperarsi un vecchio film che agli anni 80 appartiene veramente e vedersi quello.
Non riesco nemmeno a trovare un abbinamento culinario, devo essere sincera: potrei forse dire che questo film assomiglia ai buffet degli aperitivi, dove c'è tanta roba ma nulla di veramente buono.. o, per stare in tema addentrarmi nella  nostalgia degli anni 80 e parlarvi di cosa mangiavamo in quegli anni. Anzi cosa non ci privavamo e cosa invece non avevamo mai sentito nominare. 
Tipo? Beh usavamo più spesso il burro e magari la maionese ogni tanto faceva capolino in tavola (nei panini, nei cocktail di gamberi con salsa rosa etc.. non so voi ma ora io non la uso mai.. sebbene mi piaccia).. invece non sapevamo cosa fossero farro e kamut, non era ancora di moda il sushi e tanto meno il kebab... E non esistevano le linee di prodotti "bio". Non so dirvi se perché dominasse l'incoscienza e la scarsa informazione o se perché le filiere alimentari da allora sono talmente peggiorate che a un certo punto qualcuno ha deciso di dire"basta". Forse entrambe le cose?

Ultima nota: se amate le canzoni di quegli anni apprezzerete perlomeno la colonna sonora. Innegabilmente azzeccata. Una cosa, però, mi ha stupito. Se il film si chiama così, perché in tutto il tempo non c'è l'omonima canzone di Eddie Money che tutti conosciamo - e che trasuda imperdibili look e arrangiamenti anni 80? costavano troppo i diritti???

sabato 24 marzo 2012

50/50: sweet & sour. Like Lemon & Coconut Muffins!

Quando ho visto Joseph Gordon Lewitt in 500 giorni insieme (film carinissimo), mi sembrava una faccia familiare ma non riuscivo a collocarlo. Mia sorella mi ricordò che aveva interpretato il figlio segreto -e sordomuto- del proprietario del Saloon del paese ne La signora del West, e poi il bambino in qualche sit com, tipo Una famiglia del terzo tipo. Non so se avete presente com'era, ecco: un pacioccone con gli occhi cinesini. Adesso il caro Joseph è magrolino, con le spalle spioventi e gli occhi vagamente orientali, ma trovo abbia un suo fascino. E poi è un bravo attore.
L'ho scoperto guardando 50/50, un film che affronta in modo delicato e leggero, quasi scanzonato, un tema che solo a nominarlo fa accaponare la pelle: il cancro.



La storia è semplice: Adam ha 27 anni, un lavoro e una fidanzata che si è appena trasferita a vivere da lui. A causa di un dolore alla schiena non riesce a correre, così va a farsi controllare. Inizia il suo calvario, che arriva inaspettato, sconvolgente, ingiusto. 50 e 50 sono le probabilità che ha di guarire e di non farcela. 
Ma nel frattempo la vita va avanti e così Adam si barcamena, frequentando le sedute di sostegno psicologico dalla dottoranda pischella Anna Kendrik, fraternizzando con i compagni di chemio e affrontando con una certa dose di fatalismo il naufragio della sua relazione (con Bryce Dallas Howard, che dopo The Help si cimenta in un altro ruolo da carogna). Ad accompagnarlo in questo viaggio c'è l'amico "ignorante" e divertente, Seth Rogen, talmente superficiale da pensare solo a usare la malattia dell'amico come una carta per rimorchiare ragazze. O forse no? Forse una risata è la medicina migliore in questi casi.




L'interpretazione di Gordon-Levitt è, a mio avviso, perfetta. Le emozioni, dall'incredulità al dolore, dalla leggerezza alla rabbia, appaiono in modo così naturale sulla sua faccia da rendere il personaggio di Adam davvero convincente, nel suo dramma, nel modo ricco di spirito con cui cerca di appigliarsi a uno dei due 50%, quello buono. E riderete anche in questo film, perché 50/50 non è una pellicola deprimente (e con un tema del genere, rischiava grosso), ma mixa in modo sapiente l'amaro con il dolceSweet & sour. 
Come i muffin di oggi, in cui il cocco e il limone sono protagonisti al 50/50. In equilibrio tra la prepotente e tonda dolcezza del cocco e la freschezza asprigna dell'agrume. 
Per farlo più tropicale potreste anche usare dei lime, ma non li ho trovati bio così ho optato per i classici limoni. Ah, ci ho messo il latte di soja al posto di quello normale. Una casualità, ma ho scoperto che ci sta.
Provateli!


Sweet & Sour Muffin al Cocco e Limone
160 grammi di farina
30 grammi di fecola di patate
70 grammi di farina di cocco
100 grammi di zucchero
40 grammi di olio di arachidi
10 grammi di lievito per dolci
scorza di limone grattugiata
succo di 1 limone
latte di soya (o latte di mucca) 1 bicchiere circa


Come di consueto per i muffin, miscelare tutti gli ingredienti solidi: farina, cocco, lievito e zucchero. In un'altra ciotola mescolare un uovo sbattuto, l'olio e il latte, il succo di limone e la scorza grattugiata. Miscelare velocemente versando i solidi nei liquidi, disporre dei pirottini in una teglia per 9 muffin, riempire i pirottini con un cucchiaino. Infornare a 180 gradi per circa 20-25 minuti. Guarnire con un po' di farina di cocco. 

Chi ben comincia... il mio parere sui film visti tra fine e inzio anno

Il tempo per scrivere dei film che guardo scarseggia sempre, così ho deciso di fare un post riepilogativo dei tioli visti nell'ultimo p...