sabato 26 novembre 2011

(Finta) Cassoeula vegetariana - nella Milano di Pozzetto



Ve lo ricordate questo film? Si tratta di Un povero ricco, cult anni 80 con Renato Pozzetto e Ornella Muti. La curiosa vicenda di un ingegnere riccone che, in una Milano fredda e grigiastra, vive nell'ossessione di diventare povero. Così decide di affrontare la sua paura, fingersi tale e farsi assumere da una delle sue ditte come fattorino.
Dopo mille peripezie troverà l'amore con Marta (la Muti) che a differenza della moglie traditrice si dimostrerà interessata a lui per quello che è, anche da povero. 
Personaggio clou del film è il barbone Fosforo, che prima deruba l"ingenuo Eugenio" ma alla fine gli insegna come farsi furbo e lo inzia all'arte dell'arrangiarsi. Il tutto narrato con la tipica comicità di Pozzetto.
La scena che vi ho proposto inizia con Pozzetto infreddolito che cerca ristoro da alcuni muratori, un po' sadici, che non gli concedono certo la "forchettata" che sperava.



Per combattere il freddo Eugenio avrebbe fatto meglio a optare per uno dei piatti tipici della tradizione culinaria milanese, la cassoeula.
Sapete cos'è? Se siete lombardi certamente sì, in caso contrario ve lo spiego. Si tratta di un piatto unico tradizionale, di origine contadina, preparato con verze stufate lentamente, insieme alle parti meno nobili del maiale, come musetto, piedini, cotenne e qualche costina. Questo almeno in origine, perché oggi è preparata principalmente con costine, l'aggiunta di qualche cotenna, magari un salamino vaniglia, ma di piedini e musetti (fortunatamente, dico io) non se ne vede nemmeno l'ombra. 

E' un piatto che va accompagnato a polenta fumante. La verza perfetta, si dice, è quella che si trova in commercio (un tempo, nell'orto) dopo la prima gelata notturna, quindi intorno alla metà di novembre. 
Io adoro la cassoeula, ma la mangio una o due volte l'anno, quando la prepara mia mamma, magari per un pranzo domenicale con i parenti. Fino a poco tempo fa la faceva mia nonna, esperta numero uno in materia. 
La settimana scorsa avevo in frigo una verza, comprata per preparare i pizzoccheri che poi non ho fatto, e andava consumata. Così ho pensato semplicemente di stufarla, alla maniera della cassoeula, ma senza l'aggiunta della carne. Risultato, una zuppa gustosa, ovviamente non pesante e unta come la cassoeula, con un bel sughino che sposa alla perfezione la polentina calda...
La preparazione? Di una semplicità disarmante.


Verze stufate
Per 4 persone
1 cavolo verza 
2 carote 
1 gambo di sedano
1 scalogno
4-5 cucchiai di passata di pomodoro
olio evo
sale
pepe
1 dado vegetale

Lavare la verza e pulirla togliendo il gambo e le foglie più esterne. In pentola a pressione preparare un soffritto leggero con qualche cucchiaio d'olio, le carote e il sedano tritati insieme allo scalogno. Aggiungere le verze a pezzi, il dado, qualche cucchiaio di salsa di pomodoro, coprire con un po' d'acqua e chiudere la pentola. Cuocere per un quarto d'ora dopo il fischio o comunque fino alla consistenza desiderata (a me piacciono "sugose"). Aggiustare di sale e pepe, preparare la polenta e servire. 

mercoledì 23 novembre 2011

My Seven links projects... il mio blog in 7 post


Ann e Azzurra mi hanno coinvolto in un giochino che sta impazzando fra i foodblog negli ultimi giorni. La sfida è raccontare il proprio blog attraverso sette link a post pubblicati nel corso dei mesi (o anni) passati. Aiuto! A parte quello più popolare, in cui il risultato di Google è incontestabile, come faccio a scegliere sette tra le mie "creature"? ;-) Bene, dopo aver meditato, a lungo, eccovi l'ardua sentenza. 

Il post più bello 
  
Siccome sono una romanticona, mi è rimasto nel cuore questo film tremendamente poetico, Bright Star, una storia d'amore tormentata e ancora più struggente in quanto vera. Alla pellicola ho associato un dolcetto creato ad ispirazione, anch'esso romanticissimo, con cacao e marmellata di mandarini donatami da un'amica. Belle le immagini del film, bello il trailer, bellina (ho detto "ina", eh) la mia foto che, insperabilmente nonostante la poca luce bla bla bla, è uscita caruccia, una volta tanto. E per finire, una poesia di Keats, che non potrà che commuovervi. Correte a leggerlo!




Il post più popolare 

E' un po' frustrante ammettere che il post più cliccato in assoluto sia un post in cui non c'è manco l'ombra di una mia ricetta né recensione, ma in cui propongo ricette e foto della dieta detox di Gwyneth Paltrow; ma le statistiche di Google parlano chiaro, seppure certamente "drogate" dalle foto della bella attrice. D'altra parte vi consiglio la lettura di questo post: può essere che, dopo tanto cucinare e assaggiare prima o poi sentiate il bisogno di un menu depurativo... e qui ci sono spunti interessanti per ricettine light (anzi super light): sì, il menu intero è da depressione, ma qualche preparazione, adeguatamente integrata, è sfiziosa, ad esempio questa insalata di avocado con salsina di carote e zenzero. 

Insalata con salsa di carote e zenzero da Goop



Post il cui successo mi ha sorpreso

Una ricetta superveloce e veramente basic, con pesce fresco, philadelphia, sale e pepe a condire dei fusilli fumanti e un film molto intenso e delicato come Pane e Tulipani... per parlare di quanto è bello (e necessario, e rigenerante) ogni tanto mandare all'aria i piani e cambiare idea.. In cucina e nella vita! 



Post più utile

Ho eletto questo a post più utile perché contiene due ricette in una volta, entrambe squisite -garantito!- e semplici, e un consiglio cinematografico spassoso ma profondo. Il tema è quello del "circo" familiare: il mio e quello di Little Miss Sunshine. Per tenere buoni i parenti niente di meglio di una lasagna, ma di zucchine, e di un filetto di maiale al latte da leccarsi i baffi! 



Il post che non ha avuto il successo che si meritava
Minicakes con farina di castagne e pere & salsa di cachi & zenzero

E' il post di lunedì! Si tratta di una ricetta di cui vado fiera perché contiene un ingrediente ostico come la farina di castagne, ma è uscita proprio buona! Quindi vi invito a scorrere la pagina e andare a leggere qui sotto la mia creatura per il contest della Cucina Italiana e il Desco: tortine con farina di castagne e pere, abbinate a una salsina di cachi profumata allo zenzero. Per un post che sa di autunno, una coccola stagionale sana e colorata! :-)



Il post più controverso

Ricordiamo tutti il disastro che ha scatenato il reattore di Fukushima lo scorso 10 marzo in Giappone. Sul blog ho espresso la mia opinione sulla faccenda e ne è venuto fuori uno scambio interessante, ma dai commenti è stato chiaro che tutti eravamo spaventati, indignati e fortemente contrari all'energia nucleare, oggi sostituibile con scelte molto più verdi e sicure. A suggello di tutto questo, la recensione di uno dei tanti capolavori di Hayao Miyazaki, Nausicaa della Valle del vento.



Post del quale vado più fiera

Questo film, Blue Valentine, mi aveva colpito molto e così ho scritto la recensione sull'onda delle emozioni che mi erano rimaste addosso dopo la visione: non ci sono piatti abbinati, perché questa pellicola è semplicemente un blocco di cioccolato fondente, nero. E non volevo distrarre l'attenzione dalla sua essenza con una ricetta delle mie, magari banale. Ho potuto giocare a fare la critica cinematografica e voi mi avete dato corda, apprezzando i miei sproloqui. Grazie per il post di allora (se non conoscete il film, leggete come ne parlo e non potrete che correre a guardarlo) e per essere ancora qui a leggere oggi!



Infine, giro il gioco ad altri sette blog, se avranno tempo e voglia di partecipare (se no, girls, non mi offendo).

- Strawberry Blonde di Cook the Look (non dimenticate il nostro contest, in alto a destra.. scade il 23.12)
- LaCarli di Mil-Shake 
- Nena di Nena and the chocolate factory
- Monica di Un biscotto al giorno
- Mirka di Sdaura Moderna
- Martina di Trattoria da Martina
- Letiziando di Diario di Cucina




lunedì 21 novembre 2011

Minicakes con farina di castagne e pere & salsa di cachi con zenzero

La Cucina Italiana, in collaborazione con Il Desco, mostra mercato dedicata ai prodotti tipici del territorio lucchese, ha lanciato per tutte le foodblogger un contest, "Castagne al Desco", dedicato proprio all'interpretazione in cucina di un ingrediente tipico toscano, la farina di castagne.
Non sono fra le 25 blogger selezionate per l'invio della farina e per l'invito al weekend lucchese, ma rileggendo il regolamento ho visto che il concorso rimaneva aperto a tutti... fino a stanotte! Così mi sono detta: perchè no? All'uscita dal lavoro sono corsa all'Esselunga a comprare la farina di castagne e mi sono inventata una ricetta.  

Contest Castagne al Desco
Devo dire che sono abbastanza orgogliosa di questo dolcino: ho sempre trovato che la farina di castagne fosse un ingrediente a dir poco difficile, eppure mi sembra che il risultato sia (a mio modesto parere :-)) molto equilibrato, con sapori che si completano e si compensano e che sanno proprio di autunno
Bando alle ciance, vi lascio la ricetta! 

Minicakes con farina di castagne e pere & salsa di cachi con zenzero





Per le minicakes 
(con queste dosi potrete farne 5, oppure potete fare una dozzina di muffin)

2 pere abate piuttosto mature
100 grammi di farina di castagne
30 grammi di fecola di patate
50 grammi di farina di mandorle
1 cucchiaino colmo di lievito
65 gr di burro 
70 ml di latte
100 gr di zucchero di canna

Per la salsa ai cachi
1 caco maturo
zucchero a velo (1 cucchiaio)
zenzero fresco grattugiato


Sbucciate le pere, detorsolatele e tagliatele a quarti: lasciatele a bagno in acqua e limone. Setacciate la farina di castagne con la fecola, la farina di mandorle e il lievito. Sciogliete il burro a bagnomaria, nel frattempo montate le uova con lo zucchero di canna. Unite il burro e il latte a uova e zucchero, aggiungete pian piano le farine senza smettere di mescolare per non creare grumi, finché non avrete un composto omogeneo. Tagliate le pere a fettine o pezzetti (o, come ho fatto io, un po' a tocchetti un po' a fettine per avere un effetto visivo diverso su ogni tortina). Imburrate gli stampini e versate tre cucchiaiate di composto in ciascuno. Infilate le pere nel verso che preferite, a raggiera, in orizzontale... sbizzarritevi! Cuocete in forno preriscaldato per mezz'ora a 180 gradi.
Quando le tortine saranno cotte e raffreddate, servitele accompagnate da una salsa fresca di cachi, fatta semplicemente con un caco, sbucciato e frullato con un cucchiaio di zucchero a velo e una grattuggiata di zenzero fresco. 
L'abbinata, vi assicuro, vi conquisterà! La torta ha una consistenza morbida, umida per le pere, profumata di castagne addolcite dalle mandorle. La salsina di cachi è dolce e corposa, ma fresca per il tocco rigenerante dello zenzero... 
Devo aggiungere altro?

Gli stampi delle tortine sono di Guardini,
il piattino bianco di Atmosfera Italiana

Stasera niente film abbinato... mi chiedereste troppo! 
Mi sto guardando Fiorello su RaiUno. Non so se mi piace.. giungerò alla piena consapevolezza solo domani :-)
Notte a tutti!

domenica 20 novembre 2011

Crostata frangipane alle mele. Il Profumo.


Frangipane è il nome di una crema alle mandorle favolosa, che vi stordirà con il suo intenso profumo e la sua sorprendente e aromatica dolcezza. 
Il nome deriva dall'ideatore, che di cognome faceva Frangipani. Le ipotesi su chi fosse questo Frangipani, però, sono molteplici: potrebbe trattarsi di un pasticcere del XVI secolo, o di un conte che regalò la ricetta della crema a Caterina de Medici in occasione del suo matrimonio con il principe francese; o ancora un botanico, o un suo pronipote che ideò un aroma a base di mandorle per coprire l'odore dei pellami di guanti e scarpe; o il Signore di Marino, la cui vedova soleva regalare dolci alle mandorle a San Francesco d'Assisi, in segno di amicizia.
Di certo c'è che la frangipane è una crema niente male, molto usata in Francia (è nel ripieno della Galette de Rois, il loro dolce tradizionale dell'Epifania) e che ne esistono versioni leggermente differenti: con o senza farina o fecola, con differenti proporzioni, con solo burro, con burro e latte... Avevo in mente di preparare una crostata e per confrontare la ricetta di Montersino che avevo (un po' pesantuccia) ho scovato un certo numero di varianti su siti di cucina e altri blog. 
Alla fine ho fatto la frolla con la ricetta di Montersino e la frangipane con le dosi di Giallozafferano (non propriamente leggera, ma meno abbondante). All'interno: le mele, che, devo dire, ci stanno divinamente. Che dite, vi lascio la ricetta?

Crostata frangipane alle mele

Per la pasta frolla
200 gr di farina
120 gr di burro
2 tuorli d'uovo
80 gr di zucchero a velo
1 pizzico di sale
1 grattugiata di scorza di limone

Per la crema frangipane
120 grammi di burro
120 gr di zucchero a velo
150 gr di farina di mandorle
2 uova

Mele
400 gr di mele Golden (al netto di buccia e torsoli, sono circa 3 grandi, ma potete abbondare e arrivare a 500 gr)
1 pezzetto di burro 
2 cucchiai di zucchero
3 cucchiai di calvados (io rum)


Preparare la frolla, disponendo a fontana la farina e lo zucchero e al centro il burro freddo a pezzetti e i tuorli, il pizzico di sale e la scorza di limone. Lavorate gli ingredienti fino ad amalgamarli perfettamente, formate una palla, avvolgetela nella pellicola e mettetela a riposare nel frigo. Intanto, preparate il composto frangipane. Montare il burro e lo zucchero e aggiungere le uova una alla volta. Unire la farina di mandorle e amalgamare. A questo punto la crema andrebbe cotta sul fuoco, ma in questo caso è sufficiente la successiva cottura nel forno. Tenete da parte la crema e preparate le mele. Tagliate a dadini due terzi delle mele e saltatele in padella con un pezzetto di burro e lo zucchero, sfumate con un po' di calvados (io ho usato il rum) e spegnete la fiamma. Tagliate a fettine sottili la mela rimasta, copritela con succo di limone e conservatela.
Stendete la frolla, rivestite una tortiera imburrata e bucherellate il fondo con una forchetta. Nella ricetta di Montersino le mele andavano sul fondo e poi ricoperte dal frangipane (perché lui prevedeva uno strato di crema pasticciera SOPRA la frangipane e poi frutta fresca e gelatina.. davvero troppo per me!!), io invece le ho mescolate nella crema e poi ho versato il composto sulla frolla, ho livellato e ho ricoperto con le fettine di mela rimaste, disponendole a raggiera. Cuocete in forno a livello due a 180 gradi per circa 45 minuti. 
A questo punto potete lasciarvi inebriare dal profumo mandorlato della crema frangipane, mescolato al quello rassicurante delle mele e del burro.
Credo che il profumo sfacciato, intenso, aristocratico, dolce con retrogusto amarognolo che si sprigiona dalle mandorle sia davvero un capolavoro della natura... nelle mie preferenze se la gioca con bergamotto, gelsomino, cannella.. ma è impossibile sceglierne solo uno.
Chissà cosa direbbe al riguardo Jean Baptiste Grenouille, "naso" dal talento senza precedenti, ossessionato dalla ricerca del profumo perfetto al punto da trasformarsi in assassino. Grenouille è il protagonista del film "Il Profumo", tratto dal romanzo omonimo di Patrick Suskind.


Nel film Ben Whishaw intrerpreta Jean Baptiste, un orfano sfortunato ma dotato di incredibile determinazione e resistenza  alla fatica, che riuscirà quindi a diventare adulto nelle condizioni avverse della Parigi di fine 700, tripudio di colori e soprattutto di odori inconcepibili e intollerabili per una città occidentale moderna. Jean Baptiste, che inspiegabilmente è privo di odore, proprio per questo è morbosamente attratto dai profumi, ma anche dalle puzze. A Parigi, nella bottega del profumiere Baldini, e poi a Grasse (patria francese del profumo), Jean Baptiste potrà sviluppare il suo olfatto straordinario apprendendo i segreti fondamentali delle essenze e dell'arte di mescolarle. Ma la sua ossessione per la scoperta dell'odore sublime, incarnato dalla pelle candida di giovani innocenti, lo porterà a oltrepassare il limite.


Il regista, Tom Tywer, ci suggerisce odori e profumi con sequenze frammentate e veloci e inquadrature ravvicinate: la sfida più grande, suggerire percezioni di un senso utilizzandone un altro, è riuscita. Per il resto, il film soffre di alcuni momenti lenti, ma nel complesso seguiamo l'avventura di Jean Baptiste con curiosità e sentimenti contrastanti per questo personaggio che da un lato detestiamo, dall'altro vorremmo salvare. Finale "universale" a sorpresa. Da vedere ( non senza una fetta di profumata crostata frangipane)!


Vi lascio con il trailer

Chi ben comincia... il mio parere sui film visti tra fine e inzio anno

Il tempo per scrivere dei film che guardo scarseggia sempre, così ho deciso di fare un post riepilogativo dei tioli visti nell'ultimo p...