mercoledì 2 febbraio 2011

Big Fish... for dinner

Devo mangiare più pesce. Me lo ripeto spesso, ma non lo faccio. Non lo so pulire e non mi fa impazzire, se tralasciamo il sushi, per il quale invece vado matta, e i crostacei, che mangio volentieri al ristorante ma non mi preparo quasi mai. La prova di questa mia scarsa passione per il mondo alimentare marino è che in tutto il blog ho parlato di pesce una volta per dire che mi ero comprata del sushi d'asporto, e un'altra per preparare i molto sani fish&chips
Oggi voglio fare ammenda con ben due ricette a base di pesce. Sia chiaro, sono basic: lungi da me darvi lezioni su questo fronte. Ma magari qualcuna di voi soffre della mia stessa sindrome e così...
Da abbinare a questo pasto non potevo che "pescare" Big Fish, uno dei film più belli di Tim Burton, con Ewan McGregor e Albert Finney. La storia della vita di un uomo, tanto normale quanto resa straordinaria dai suoi racconti di giganti, streghe, gemelle siamesi, fanciulle bellissime, campi di fiori gialli e città dove il tempo si ferma. Un uomo che mescola realtà e fantasia per rendere tutto più bello, unico e speciale. E se invece ciò che sembra incredibile fosse la verità? Voi cosa scegliete, la fiaba o la realtà?


Strozzapreti al ragù di cernia (dosi per 3 porzioni)
Un pacchetto di pasta fresca formato strozzapreti (non all'uovo, 250 gr)
Un filetto di cernia, circa 300 gr
1 latta di pomodori pelati
1/2 bicchiere di vino bianco secco
cipolla bianca, mezza (se piccola, se no meno)
1 spicchio d'aglio
prezzemolo
sale

Tagliare a tocchetti il filetto di cernia. Tagliuzzare la cipolla e soffriggerla con l'aglio in poco olio evo. Aggiungere il pesce  e il prezzemolo e scottarlo per qualche minuti, sfumarlo con il vino bianco. Aggiungere i pelati tagliati a dadini con il loro sugo, salare e cuocere il sugo per circa 15 minuti a fuoco lento. Nel frattempo lessare gli strozzapreti, scolarli al dente e saltarli in padella nel sugo. Et voilà.



Filetto di salmone al sesamo e aceto balsamico
1 trancio di salmone fresco
aceto balsamico e olio evo
semi di sesamo
bietoline


Marinare il filetto di salmone in un piatto con aceto balsamico e olio extra vergine di oliva per circa un'oretta.
In una padella antiaderente, tostare i semini di sesamo. Una volta pronti, versarli in una ciotola. Passare il filetto nei semini e farli aderire bene su tutti i lati. Scottarlo nella padella aderente, aggiungendo due cucchiai della marinatura. Cuocerlo per 4 -5 minuti per parte. Io l'ho accompagnato a un cuore di bietoline bollite. :)

E dopocena...


lunedì 31 gennaio 2011

Tra un sorso di whisky e uno di champagne, ecco La versione di Barney



Non so se siate fan del libro di Mordecai Richler. In tal caso, sapete meglio di me che nessuna trasposizione cinematografica potrà mai rendere giustizia alle mille sfaccettature di un personaggio cinico, irriverente, impulsivo, sfrontato, politically uncorrect e al tempo stesso codardo, conformista, mediocre, nostalgico e a suo modo romantico come Barney Panofsky.

Questo tentativo del regista Richard J. Lewis, tuttavia, è sicuramente apprezzabile: un film vivace, divertente e in gran parte incentrato sulla storia d'amore con Miriam, terza moglie e unica veramente amata da Barney, che ha il volto e la grazia di Rosamund Pike. Paul Giamatti, eterno "non protagonista" del cinema hollywoodiano, qui si prende la sua rivincita di brutto ma bravo, dominando la scena con naturalezza e aderenza al personaggio.


Eppure questo Barney ha perso per strada un po' del suo mordente, del suo umorismo caustico, dell'autoironia ebraica che invece viene incarnata dal sempre meraviglioso Dustin Hoffman, Izy Panofksy, padre di Barney ed ex poliziotto in pensione con il debole per le belle ragazze.

Banalizzati anche il rapporto di Barney con gli amici, la cricca di artisti bohemien: nel libro il protagonista si circonda di queste persone perché vorrebbe essere come loro, senza riuscirci. La sua avventura imprenditoriale, il suo successo, sono conseguenza della sua inettitudine in campo artistico. Il vero Panofsky subisce il fascino di gente come Boogie (Scott Speedman) e Clara, ne è attratto e al tempo stesso deve distanziarsene. Nel film è quasi soddisfatto delle sue trash Totally Unecessary Productions, continuamente derise nella versione letteraria.

In ogni caso, andate a vederlo: è un film carino estremamente godibile per i digiuni della storia, forse un po' meno soddisfacente per chi ha amato il libro cult. Non vi propongo un piatto, perché in questo film più che mangiare, si beve. Un po' di champagne e vino, ma soprattutto whisky. Liscio!

Ma non posso rinunciare a darvi una ricetta, quindi ho pensato che possa servirvi sapere come fare la crema al whisky, di cui parlavo proprio ieri a pranzo con delle amiche.


Whisky Irish Cream (tipo Baileys)


Ingredienti
240 ml di panna
300 gr di latte condensato
400 ml di Whisky irlandese
1 cucchiaino di caffè solubile
2 cucchiani di sciroppo di cioccolato
1 cucchiano di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di estratto di mandorla

Frullate insieme la panna, il latte condensato, il whisky, il caffè e gli aromi a intensità alta per circa 20-30 secondi. Versate in un contenitore chiuso ermeticamente e lasciate raffreddare per qualche ora. Shakerate bene prima di servire!

sabato 29 gennaio 2011

Torta al pompelmo e Mandorle, misteriosa come Wicker Park

Potrà sembrarvi una torta paradiso, ma non lo è. Nasconde un mix di aromi e profumi deliziosi ma difficili da decifrare: provate a servirla a degli ospiti e chiedete loro cosa ci avete messo: vedremo quanti di loro indovineranno. Eh già perché non si sente tutti i giorni di una torta con il pompelmo. La premessa è che ho dei pompelmi bio nuovi di zecca: dovevano essere rosa, invece sono arrivati gialli, quindi più amarognoli e meno "facili" da mangiare da soli. Mi sono accorta che non li avevo mai usati per cucinare e siccome progettavo di fare un plum cake all'arancia per la colazione di domattina, mi sono detta: perché non usare lui, il pompelmo, al posto della cugina più celebre? Ed ecco questa tortina, una ricetta semplice e veloce, che mi ha dato molta soddisfazione! Ho infatti compensato il sapore amarognolo del pompelmo con della farina di mandorle nell'impasto, che come diceva giusto ieri la mia amica Strawberry Blonde, per i dolci è un po' un ingrediente magico. Non c'è nemmeno troppo condimento perciò... godetevela senza eccessivi rimorsi, è perfetta per la colazione ma anche per una merenda, accompagnata da un tè Earl Grey!




Torta soffice di pompelmo e mandorle
150 gr di farina 00
100 gr di farina di mandorle
2 cucchiai di fecola di patate
1/2 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
2 uova
8 cucchiai di zucchero di canna biologico
70 gr di burro
1 pompelmo medio grande, non trattato

Spremere un grosso pompelmo e grattugiare la sua buccia. Sbattere le uova con un pizzico di sale in una terrina e amalgamarle con lo zucchero di canna. Unire la farina di mandorle, l'altra farina, la fecola e il lievito. Mescolare bene e aggiungere il burro sciolto, il succo del pompelmo e la buccia grattugiata. Versare in una teglia imburrata e infornare a 180 gradi per 40 minuti. Una volta cotta e raffreddata, spolverizzare di zucchero a velo.


Così come questa torta non rende facile scoprire i suoi ingredienti, così nel film Appuntamento a Wicker Park le cose non sono come sembrano.. Si tratta di un film del 2004 con Josh Hartnett, Diane Kruger e Rose Byrne. Un giovane pubblicitario in procinto di sposarsi torna nella sua città natale e lì gli sembra di intravedere la sua ex fidanzata (Kruger), bellissima ballerina e suo unico grande amore, improvvisamente sparita dalla sua vita qualche anno prima. Inizia così il percorso di indagini per scoprire se il suo amore vive ancora lì, dove, perché lo ha mollato. Man mano che la matassa si dipana, i pezzi del puzzle tornano a posto e si comprende che la separazione tra i due non è avvenuta per volontà degli stessi... ma nemmeno per caso. Un mini giallo (senza omicidi, però!) che ruota attorno a due appartamenti, pochi negozi, un ristorante e un parco, Wicker Park. Un film senza troppe pretese, ma l'intreccio è ben congegnato: carino!

Con questa ricetta partecipo al contest de Il ricettario di Cinzia sugli agrumi

ilricettariodicinzia

giovedì 27 gennaio 2011

No Reservations e l'irresistibile spaghetto al pomodoro & basilico


Ci siamo arrivati, era prevedibile che prima o poi vi parlassi di questo film. No Reservations (Sapori e Dissapori) è infatti una pellicola che ogni foodblogger o amante della cucina conosce: una commedia del 2007, rifacimento di Ricette d'Amore, film tedesco del 2001 con Sergio Castellitto, garbata, non troppo sdolcinata ma nemmeno eccessivamente divertente, a dirla tutta. Il cibo, ossessione e passione, è al centro della storia senza tuttavia possedere completamente la scena e diventare fonte di vere emozioni. Alcune ingenue banalizzazioni, insomma, trasformano questo film in un'occasione mancata. 
Catherine Zeta Jones è la bellissima, glaciale e iperorganizzata chef di un celebre ristorante newyorkese. A sconvolgere la sua quotidianità arriva la nipotina Zoe, figlia della sorella scomparsa in un incidente d'auto, che si trasferisce a casa sua. A sconvolgere la sua rigorosa cucina, invece, ci pensa Nick, affascinate sous-chef (Aaron Eckhart) assunto a insaputa di Kate. 
Chiaramente i due sono il giorno e la notte, lei seria e rigida, lui piacione, chiacchierone, amante dell'opera e della cucina dell'Italia, dove (trovata un po' stereotipata) ha imparato tutto ciò che sa del cibo, lavorando in una piccola trattoria toscana. Infatti mentre il piatto forte di Kate sono le quaglie in salsa di zafferano tartufata, Nick si diletta più volentieri con pastasciutte e pizze che, naturalmente, fanno impazzire la piccola Zoe (che preferisce saltare la cena piuttosto che mangiare le orate con tanto di testa della zia). Grazie ai due Kate, che il cibo lo approccia con rigore, quasi a produrre un composto chimico più che un connubio di delicati sapori e consistenze, capirà che nella vita c'è altro oltre al lavoro, ovvero l'amore e la famiglia, e si lascerà andare.
Tra i tanti piatti d'effetto, però, la scena di questo film che mi ha fatto veramente venire fame e mi ha spinto a mettere in pausa e (dato che era ora di cena) prepararmi una cosa che anni fa era il mio pranzo quotidiano e che invece oggi mangio raramente, è quella in cui Nick fa tornare la fame alla bimba inappetente con degli spaghetti pomodoro e basilico... un classico irresistibile!
Vi devo lasciare la ricetta? Mi sa proprio che nessuna di voi ne ha bisogno...ma lo faccio lo stesso! 

foto dal web

Spaghetti al sugo di pomodoro e basilico (per 4 persone)
320 gr di spaghetti di grano duro
Pomodori San Marzano o 1 latta di ottimi pelati
1 spicchio d'aglio
4-5 foglie di basilico
olio extra vergine di oliva
sale
zucchero
parmigiano grattugiato

Tagliare a cubetti i pomodori pelati o i pomodori freschi puliti e sbucciati. Soffriggere l'aglio a pezzetti in abbondante olio extra vergine, senza però farlo annerire né renderlo troppo croccante. Aggiungere il pomodoro (nel caso dei pelati anche il loro sugo) e salare. Nel caso in cui usiate i pelati potete correggere la loro maggiore acidità con un cucchiaino di zucchero. Lasciate cuocere a fiamma lenta per circa 20 minuti. Spegnete il fuoco, spezzettate grossolanamente con le mani le foglie di basilico e unitele al sugo. Lessate gli spaghetti in acqua salata, scolateli al dente e saltateli in una padella con il sugo. Servite caldissimi con parmigiano grattugiato. E ora, come diceva Sordi... "maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo... mo' me te magno!"


martedì 25 gennaio 2011

Contest Hart-to-Hart: Crostata del cuore, per un film d'amore


Non riesco a seguire fino in fondo una ricetta. Se non cambio almeno un passaggio o un ingrediente non sono io. Inoltre spesso mi metto in testa di preparare qualcosa per finire quello che ho sotto mano e se non ho una ricetta me la invento. E' il caso di ieri sera. La premessa è che avevo dei kiwi, comprati 2 settimane fa, prima sempre duri e poi improvvisamente raggrinziti senza maturare bene. Se penso a quanto me li ha fatti pagare la tizia del mercato vorrei tornare alla bancarella e tirarglieli in testa uno a uno: ma visto che tra poco parleremo d'amore mi trattengo! I più raggrinziti, comunque, sono stati scelti per fare una gelatina o coulis o similiaria di accompagnamento a una panna cotta. Ma siccome non trovavo ricette soddisfacenti in questo senso e inoltre volevo qualcosa di light, mi sono inventata un esperimento con la ricotta. Chiaramente l'esperimento non è uscito come volevo, e allora mi sono arrabbiata e ho infilato tutto in una crostata.
Accanimento terapeutico? Maniaca del riciclo? Pasticciona, direi, ma alla fine è venuto fuori qualcosa di buono, anzi di molto meglio della sciapa pannacottina light che mi ero prefigurata. E allora ho pensato che con questa torta parteciperò al contest di EliFla, Hart-to-Hart. Perché dopo tutto anche l'amore è così: ci mettiamo dentro gli ingredienti, senza sapere bene la ricetta, ma con la fiducia che tutto sarà come vogliamo noi... A volte però i piatti non escono come previsto e allora che si fa? Ci si lavora insieme e si trova un modo per crearne un altro... ancora più buono
Non c'è bisogno che vi lasci un film da abbinare a questa torta: primo perché il contest cita già uno dei mitici telefilm degli anni 80, CuoreBatticuore, secondo perché ognuno ha il suo film d'amore preferito... Il mio consiglio è, guardate quello! Anzi, ditemi... qual è il vostro film d'amore
Nel frattempo vi lascio la ricetta del mio pasticcio recuperato.


Crostata del cuore con formaggio e kiwi
Per la frolla
250 gr di farina 00
2 tuorli d'uovo
1 pizzico di sale
120 gr di burro
100 gr di zucchero

Per il ripieno
4 kiwi abbastanza maturi
zucchero di canna 4 cucchiai
250 gr di ricotta
80 gr (1 panetto) di Philadelphia
latte q.b.

Preparate la pasta frolla impastando con le mani la farina, lo zucchero, i tuorli d'uovo sbattuti con il sale e il burro freddo fino a ottenere una palla. Avvolgete la pasta nella pellicola e infilate in frigo per un'ora. Nel frattempo preparate il ripieno. Vi tralascio i passaggi pasticcioni che ho fatto con formaggio e frutta. Quello che dovrete fare voi, se mai vorrete fare questa torta, è : mantecare ricotta e Philadelphia con lo zucchero di canna e un goccio di latte per ammorbidire il tutto e unire i kiwi frullati. Stendete 2/3 della pasta con un mattarello e mettetela in una tortiera imburrata o rivestita di carta forno, versate il composto di kiwi e formaggio. Dalla pasta rimanente ritagliate dei cuori con uno stampino. Infornate a 180 gradi per 1 ora. 
Se servite questa torta come dessert per una cena romantica, decoratela mettendo un paio di fettine di kiwi fresco su ogni fetta e/o con un cucchiaio di coulis di fragole o lamponi, preparata semplicemente frullando la frutta insieme a un po' di zucchero: darà quel tocco di colore rosso-amore.

lunedì 24 gennaio 2011

Creamy cheese & donuts come lo Xanax: è Drop Dead Diva


Deb & Jane... e le loro diete contrastanti!
E tu cosa scegli, pollo scondito o donuts al cioccolato?

Lo stress è alle stelle, la temperatura dell'ufficio troppo calda, il capo ti sta con il fiato sul collo e tra mezz'ora ti aspettano in tribunale per un caso difficilissimo per cui non sei preparata... che fai? Un po' di formaggio spray dritto in gola, e passa tutto. "Meglio dello Xanax!" Parola di Deb, ora intrappolata nel corpo di Jane.
Domani sera su Cielo inizierà Drop Dead Diva: la protagonista è una ex modella bionda dalle misure perfette "reincarnata" per un errore nel corpo di Jane, avvocatessa decisamente sovrappeso e insicura ma intelligente e preparata. L'espediente ricorda Nei panni di una bionda, anche se nel film di Blake Edwards del 1991 era un uomo, peraltro misogino, a finire per sbaglio nel corpo di una donna. Certo in quel caso lei era una bionda dal fisico mozzafiato, qui invece il corpo "ospitante" è quello di Jane, cicciottella senza alcun senso per la moda, impegnata nel volontariato e lavoratrice indefessa. L'esatto contrario di Deb! La serie scorre tra situazioni comiche, equivoci e intermezzi dedicati ai casi seguiti da Jane allo studio, mentre Deb cerca di accettare il suo nuovo fisico e pian piano impara ad essere Jane e a capire che... oltre alle gambe c'è di più (come direbbe Sabrina Salerno).
Il cibo, ovviamente, ha un ruolo speciale in questa serie: Deb, abituata a petti di pollo grigliati e corsette pomeridiane, ha improvvisamente voglia di ciambelle ricoperte di cioccolata e torte con la panna, con la complicità della sua assistente... ce la farà a dimagrire e conquistare il fidanzato della sua vita precedente, abituato a una supermodel? 

Brooke Elliot è Deb/Jane

venerdì 21 gennaio 2011

La fulgida stella di Keats & il cake al cacao e mandarino


L'altra sera sono stata presa da un piccolo raptus e ho preparato una torta, ma, dato che vado ripetendomi di dovermi mettere a dieta, ho cercato di farla leggera e senza troppo condimento. E dato che avevo della deliziosa marmellata di mandarini che mi ha regalato la mia amica Camilla, ho pensato di usarla. Ne è uscito un cake dalla crosticina umida, molto romantico, adatto per una colazione sull'erba nella campagna inglese... Questo mi ha fatto ripensare a un film visto qualche mese fa: Bright Star, della regista neozelandese Jane Campion, che racconta la storia dell'amore tra John Keats (Ben Wishaw), celebre poeta inglese di talento, e la "fulgida stella" che ispirò le sue poesie più belle, Fanny Brawne.
Potrete pensare che un film che ruota attorno alla poesia sia retorico e pesante. Brighr Star è esattamente il contrario di questo:  poetico, sì, delicato, ma anche intenso, emozionale, struggente. Dipinge l'intensità dell'amore che si scopre tale e che si esprime con la poesia, e mostra il romanticismo come vocazione di vita. La storia è narrata dal punto di vista di Fanny, una giovane determinata, intelligente e creativa, interpretata da Abbie Cornish. Fanny lotta per amore, si appassiona a ciò che appassiona lui, disegna e cuce i propri vestiti, studia. Se fosse una ragazza di oggi, sicuramente sarebbe una blogger (very shabby)! Vi consiglio questo film, che vi commuoverà, e vi lascio la ricetta del mio cake


Cake al cacao e marmellata di mandarini
Marmellata di mandarini (6 cucchiai circa)
150 gr di farina 00
2 cucchiai di fecola di patate
1/2 bustina di lievito
4 cucchiai di cacao amaro
8 cucchiai colmi di zucchero di canna
2 uova
latte q.b.
4-5 cucchiai di olio evo
3 cucchiai di gocce di cioccolato fondente

In una ciotola sbattere le uova con lo zucchero di canna, unire la farina setacciata con la fecola, il lievito e il cacao. Aggiungere l'olio e un po' di latte fino a creare un composto cremoso e omogeneo e infine unire le gocce di cioccolato. Intanto stemperare in una ciotola la marmellata di mandarini con un po' di acqua o latte. Foderare una teglia di carta forno e versarvi metà del composto. Versarvi sopra metà della marmellata e distribuirla bene. Aggiungere il resto del composto e finire con la restante marmellata, cercando di livellarla uniformemente. Infornate a 180 gradi per circa 45 minuti.


Bright Star
di John Keats 

Fulgida stella, fossi fermo come tu lo sei
ma non in solitario splendore sospeso alto nella notte,

a vegliare, con le palpebre rimosse in eterno,
come paziente di natura, insonne eremita,
le mobili acque al loro dovere sacerdotale

di puro lavacro intorno a rive umane,
oppure guardare la nuova maschera dolcemente caduta
della neve sopra i monti e le pianure.
No - pure sempre fermo, sempre senza mutamento,
vorrei riposare sul guanciale del puro seno del mio amore,
sentirne per sempre la discesa dolce dell’onda e il sollevarsi,
sempre desto in una dolce inquietudine
a udire sempre, sempre il suo respiro attenuato,
e così vivere in eterno - o se no venir meno nella morte.


giovedì 20 gennaio 2011

Un risotto alternativo, sulle note della Pantera Rosa


Da piccola non avevo capito che La Pantera Rosa fosse il nome di un diamante: ero catturata dai meravigliosi titoli di apertura del film di Blake Edwards in cui la celeberrima pantera animata dava del filo da torcere al goffo ispettore Clouseau (Peter Sellers) e collezionavo gli stickers dedicati al cartone. Poi ho scoperto la verità, ma nemmeno troppo tempo fa! Non avevo infatti mai visto il film (mea culpa) e sarò sincera: non ce l'ho fatta a guardarlo nemmeno due settimane fa, come stasera non riesco a seguire La Pantera Rosa colpisce ancora. Su La7 stanno trasmettendo l'intera serie dedicata a Clouseau, ma questo umorismo demenziale proprio non fa per me, quindi mi distraggo e lascio il film come sottofondo mentre vi scrivo, per lasciarvi una ricetta facilissima e salvatempo che ho preparato ieri sera. L'ideale se dovete improvvisare un primo, ma non volete proporre la solita pasta e non avete voglia di stare a mescolare il risotto per 20 minuti!


Fantasia di cereali alla scamorza (per 2)
1 bicchiere di mix di 3 Cereali (riso integrale, avena e kamut, io ho usato quello di Riso Gallo)
mezza cipolla dorata
2 zucchine
50 gr di scamorza affumicata
sale
pepe
olio evo

Lessate il mix di cereali in acqua bollente salata, nel frattempo sminuzzate mezza cipolla e soffriggetela in una wok o padella antiaderente con poco olio. Grattugiate le zucchine a julienne e, quando la cipolla sarà appassita, aggiungetele al soffritto. Cuocete le zucchine per poco più di cinque minuti, girando di tanto in tanto e aggiungendo qualche cucchiaio d'acqua se necessario. Salate e pepate. Intanto grattugiate grossolanamente la scamorza affumicata. Dopo 16 minuti di cottura il mix di cereali sarà pronto: scolatelo e saltatelo nella wok insieme alle zucchine, aggiungendo all'ultimo la scamorza. Spegnete la fiamma, mescolate finché il formaggio sarà filante e servite.

martedì 18 gennaio 2011

A song for Bobby Long, a New Orleans tra burro d'arachidi e jazz



W i canali digitali. Sono gli unici a trasmettere qualche film! Come quello che davano stasera su RaiMovie, Una canzone per Bobby Long, pellicola del 2004 con John Travolta e Scarlett Johannson. La storia è ambientata a New Orleans, città umida, dolce, nostalgica, toccata dalle acque del fiume e dalle note jazz e blues dei musicisti, ai tempi in cui l'uragano Katrina non aveva ancora scatenato la sua furia. Dopo la morte della madre, cantante di blues e da lei tanto odiata, Purslane torna dalla Florida nella città natia per reclamare la sua casa di infanzia, pensando di trovarla vuota. Invece la casa è occupata da due amici della madre, Bobby Long, un professore di letteratura caduto in disgrazia e il suo ex assistente Lawson (Gabriel Macht, niente male), che da 9 anni tenta inutilmente di scrivere un libro sul suo mentore. 
La ragazza accetta di condividere la casa con i due uomini, le cui vite sono alla deriva. La convivenza forzata, all'inizio difficile, si rivelerà un'occasione di cambiamento e di riscatto per tutti. Presto sarà chiaro che segreti a lungo sepolti legano le tre vite in modo profondo e indissolubile.



John Travolta, che non ho mai amato particolarmente, è qui interprete convincente e toccante di un personaggio sfaccettato: alcolizzato, in preda ai rimpianti, ma ancora divertente, vitale e amante delle citazioni letterarie. 
Ma veniamo al cibo! Una giovanissima Scarlett Johannson, già carina e credibile, nel corso del film non fa che mangiare schifezze
Dal burro di arachidi direttamente dal barattolo al gelato con gli smarties fino alle frittelle, la ragazza non sembra proprio preoccuparsi della linea! E certo a volte una porcata può essere quello di cui abbiamo bisogno... Perciò ecco a voi una carrellata di ispirazioni un po' junk per tirarvi su quando ne avete bisogno!


Il burro di arachidi che mangia Scarlett nel film
Il mitico McFlurry, gelato e Smarties a go go
Frittelle, gnocco fritto, tigelle... in Italia
ce n'è per tutti i gusti
Tra i junk food per eccellenza... gli onion rings!
A Londra si trovano dappertutto: sandwich
già impacchettati, per lunch e spuntini


lunedì 17 gennaio 2011

Golden Globes 2011: red carpet look.. & food

Come ogni anno sono arrivati, gli anticipatori degli Oscar di febbraio, loro, le mitiche palle d'oro.. i Golden Globe! Per la lista completa vi rimando al sito ufficiale Golden Globe... Intanto ecco i riconoscimenti principali e... le mise da red carpet di alcuni vip, abbinate ai cibi che i loro vestiti mi ricordano! :-)

MIGLIOR FILMThe Social Network
MIGLIOR ATTOREColin Firth, The King’s Speech
MIGLIOR ATTRICE
Natalie Portman, Black Swan
MIGLIOR ATTORE NON PROTAGONISTA 
Christian Bale, The Fighter
MIGLIOR ATTRICE NON PROTAGONISTA
Melissa Leo, The Fighter



Natalie Portman in dolce attesa vince il GG come best actress..
E il suo abito non vi ricorda una bavarese alla fragola?

Angelina, nominata, e Brad accompagnatore. Questo verde-nero
dei loro abiti mi sa tanto di cioccolatini after eight

Color salmone per Claire Danes, best actress in a tv movie..
Ed è subito sushi!

Colin Firth è il miglior attore, in The King's Speech.
Assomiglia tanto a una Esterhazy torte bianca e nera!

Scarlett, in un abito rosa champagne... dolce come una meringata
NB: le foto dei cibi abbinati agli attori sono prese da internet, no copyright infringement intended :)

domenica 16 gennaio 2011

La torta che visse due volte. Con ricotta e pere

Avete visto tutti Vertigo, meglio conosciuto come La donna che visse due volte? Si tratta di uno dei film più famosi di Alfred Hitchcock, un giallo cult dove la paura dell'altezza diventa la chiave narrativa di una truffa ben architettata. Protagonista James Stewart accanto a una splendida Kim Novak, che sfoggia due look diversi (per le sue diverse ..vite). Beh ieri io ho fatto vivere due volte una torta. Stavo preparando una crostata di ricotta e pere in vista di una cena a casa con degli amici e mi è avanzato il ripieno. E che fai, lo butti? Lo cucini da solo? Mmm. Ti inventi una mini cheesecake per riciclarlo? Meglio!
Ecco i risultati delle due "opere" e sotto trovate le ricette... sulla seconda sono andata un po' ad occhio, essendo come vi dicevo una ricetta di riciclo!
Adesso resta solo una domanda... chi se la mangia la seconda tortina, dato che io dovrei stare a dieta?

Crostata di pere alla ricotta

Mini Cheesecake di recupero


Crostata di pere e ricotta
Per la frolla
200 gr di farina
100 gr di burro
100 gr di zucchero
1 pizzico di sale
2 tuorli d'uovo

Per il ripieno
250 gr di ricotta
200 ml di panna da montare
100 gr di zucchero
3 pere (le mie erano grandi infatti sono avanzate, usatene 2 se grandi 3 se piccoline)
polvere di pistacchio

Preparare la pasta frolla amalgamando il burro con farina, zucchero, sale e i tuorli d'uovo, lavorare con le mani fino a ottenere un'impasto che crea una palla. Mettere la palla in frigo e lasciar riposare per un'oretta.
Nel frattempo lavorate la ricotta con la panna e lo zucchero. Io ho aggiunto 2-3 cucchiai di polvere di pistacchio che mi ha regalato una mia amica siciliana, in alternativa potete aggiungere della cannella. Tagliuzzate le pere a dadini e incorporatele nel composto.
Stendete 2 terzi della frolla in uno stampo tondo e poi versate il composto. Ultimate con le striscioline della restante pasta frolla a formare una griglia. Se volete spennellate la griglia con un tuorlo d'uovo, infornate a 180 gradi per circa un'ora. 

Mini cheesecake alle pere 
1 pacchetto di Oro Saiwa ai 5 cereali
1 cucchiaino di cannella
2 cucchiani di cacao
1 cucchiaio di zucchero di canna
100 gr di burro

Il ripieno era composto di un avanzo di pere e ricotta a cui ho aggiunto 1 panetto di Philadelphia.
Tritate i biscotti, aggiungete lo zucchero, il cacao, la cannella e lavorate con il burro fino a che avrete formatoe un impasto farinoso. Versatelo in una piccola pirofila imburrata come base (distribuitelo con l'aiuto di un cucchiaio) creando dei bordi rialzati. Versate il ripieno, livellatelo e spolverato con polvere di pistacchio.
Cuocete in forno sempre a 180 gradi per 45 minuti.
Buona torta!



Chi ben comincia... il mio parere sui film visti tra fine e inzio anno

Il tempo per scrivere dei film che guardo scarseggia sempre, così ho deciso di fare un post riepilogativo dei tioli visti nell'ultimo p...