lunedì 6 giugno 2011

Miti francesi: Coco Chanel e il croissant, ma salato (e mignon)


E' quasi estate e, si sa, di questi tempi il palinsesto va in vacanza. Oggi però, con il proliferare di canali digitali, c'è la speranza di una programmazione che lasci più spazio ai film. E infatti capita che anche Rete 4 passi qualcosa di relativamente nuovo. Ieri c'era Coco Avant Chanel, l'amore prima del mito, una pellicola del 2009 che ripercorre la giovinezza e i primi passi nel mondo della moda da parte di colei che ha rivoluzionato il modo di vestire delle signore di Francia, prima, e del mondo poi. 
Chi non sa nulla della donna che ha abolito i corsetti, introdotto il nero, intuito il rivoluzionario uso del morbido jersey per gli abiti femminili, si guardi questo film: è una storia intensa come solo le vite straordinarie sanno essere, realistiche e al tempo stesso più audaci dei romanzi. Il vero protagonista del film è il carattere di questa donna: la sua voglia di rivalsa, la necessità di trovare un posto nel mondo, sfruttando le proprie arti, senza lasciar calpestare la propria dignità, eppure accettando i compromessi che la condizione di orfana, nullatenente e popolana, le imponevano. Perché sullo sfondo della vita della giovane Gabrielle-Coco, c'è la Francia di inizio 900, ancora avviluppata in ruoli rigidi e distinzioni di classe, nella fame -fisica e figurata- che divorava chi cercava il riscatto. 






Il film è elegante, come la donna che ritrae, la cui essenza venne subito colta da quel Boy Capel di cui lei si innamorerà suo malgrado. "Lei è elegante" è infatti la sua sentenza, pochi secondi dopo aver conosciuto Coco. Non mi inoltro nella trama, che potete tranquillamente leggere su qualsiasi recensione, come questa per esempio: il film ha per protagonista Audrey Tatou, è un biopic che soddisfa i curiosi e non è troppo buonista. Il triangolo amoroso, se così si può definire, al centro della storia, e l'amore di Coco per l'inglese Boy, fortunatamente non sono banalizzati e "ripuliti" come nella fiction di qualche anno fa, con Barbora Bobulova nei panni della stilista.
Dopo averlo visto avrete voglia di correre in Rue de Cambon, a visitare la prima boutique aperta da Coco, di indossare il vostro tubino nero -anche se non è griffato-, di versarvi addosso una bottiglia di profumo N° 5 e soprattutto di mangiare un croissant
E allora stando in tema di croissant, vi lascio una versione flash che potete imbastire in 5 minuti per un aperitivo imprevisto con gli amici, oppure come antipastino fatica zero. :-)  Io li avevo preparati qualche tempo fa per un pranzo in famiglia.


Mini croissant mari e monti
1 confezione di pasta sfoglia rotonda
per il ripieno
1 mozzarella
pasta di alici
prosciutto cotto e crudo

Srotolare la pasta sfoglia, tagliarla a spicchi (dovrebbe bastare per 12 spicchi). Tagliare a dadini la mozzarella e a pezzetti il prosciutto. Riempire ogni spicchio con un pezzetto di mozzarella insieme a una goccia di pasta di acciughe oppure con un pezzetto di prosciutto, cotto o crudo. Arrotolare su se stesso lo spicchio e piegare all'ingiù le due punte. Cuocere in forno a 180 gradi per 10 minuti su un foglio di carta da forno. E il mini croissant è servito!
Ovviamente potete sbizzarrirvi con ciò che più vi sconfinfera, io medito di provare una versione con peperoni arrostiti e provola o altra verdura/formaggio. :-)

domenica 5 giugno 2011

Una torta di ciliegie per un tè... delle Meraviglie!


Un buon non compleanno a tutti voi! Ricordate questa fantastica scena di Alice nel paese delle meraviglie? E' sempre stata una delle mie preferite... Il Cappellaio Matto, il Leprotto bisestile, il ghiro nella teiera, il rito del ... rivisitato a modo loro! Come momento di gioia canterina e pura follia... Altro tè? Ok ma... soltanto mezza tazza! 


Al momento del té è dedicato il contest di un blog molto bello che ho scoperto da poco, La ciliegia sulla torta di Tuki. Il contest scade oggi alle 24 e io, incredibilmente, sono riuscita a preparare una ricetta per partecipare, anche se sul filo del rasoio. 
Cos'è per me l'ora del tè? Un momento di totale relax, una piccola rivincita da prendermi nell'arco della giornata, un attimo da gustare con qualcosa di dolce per coccolarsi. Non è meraviglioso, dopo una giornata di lavoro (magari anche piovosa...) tornare a casa, accendere la kettle e versare acqua fumante nella tazza preferita, sopra un'aromatica bustina di té, magari Earl Grey (che adoro)? Ancora meglio se insieme al tè si riesce a fare una piccola merenda...  biscotti, muffin... una fetta di torta
Questa, per esempio, che è una torta di stagione perché a base di ciliegie: ma potete usare la base e aggiungere la frutta che più preferite: pesche, albicocche, mele, ananas! L'ho preparata per il compleanno della mia sorellina più piccola e ce la siamo pappata oggi (piccolo strappo alla mia dieta). Mi spiace per le foto, che sono abbastanza terribili, ma la torta, vi assicuro, era buona: soffice, umida, fruttata ;-)


Torta alle ciliegie
1 cucchiaino di lievito per dolci (io non l'ho messo avendo usato farina lievitante)
70 gr di farina di mandorle
150 gr di zucchero di canna
100 ml di latte
70 gr di burro
2 uova 
300 gr di ciliegie (pesate con il nocciolo)

Lavate e denocciolate le ciliegie. Sbattete le uova con lo zucchero fino a formare un composto spumoso e poi aggiungete il burro fuso (raffreddato) e il latte. A parte setacciare la farina con il lievito e la farina di mandorle e unire il tutto agli ingredienti liquidi, mescolando fino a creare un composto omogeneo. Imburrare una teglia per torte, versare l'impasto e poi unire le ciliegie sulla superficie. Infornate a 180 gradi per 30-40 minuti. Una volta raffreddata, è tempo di gustarsela con il vostro tè preferito!

venerdì 3 giugno 2011

Risotto agli asparagi, nel Giardino Segreto

Può un risotto essere buonissimo e al tempo stesso cucinato senza grassi? Decisamente sì! Provate questa ricetta e mi saprete dire se non ho ragione. Il segreto sta nel brodo vero. Intendo fatto con le verdure fresche e non con i soliti dadi confezionati che, ammetto, per praticità io utilizzo quasi sempre. Certo, ogni tanto, d'inverno, si fa il bollito e si ha il brodino perfetto per i tortellini, ma il più delle volte io scarto il quadratino di dado vegetale, lo tuffo nell'acqua e via. Stavolta, invece, ho fatto le cose per bene: per la ricetta ho consultato il libro di Allan Bay "77 ricette perfette", ma ovviamente ci ho messo del mio, visto che il risotto del libro era con piselli e asparagi e io non avevo i piselli freschi, quindi mi sono concentrata sugli asparagi! E al parmigiano ho preferito del pecorino sardo, che io personalmente adoro, e che contrasta bene il sapore delicato della verdurina primaverile...


Risotto leggero agli asparagi e pecorino
per 2 persone
160 grammi di riso superfino arborio o carnaroli
una decina di asparagi
1 cipolla intera e metà per il finto soffritto
1 grossa carota
1 gambo di sedano
4 chiodi di garofano
2-3 foglie di basilico
50 gr di pecorino sardo fresco
sale e pepe

Iniziamo con gli asparagi. Puliteli togliendo la parte bianca e dura del gambo, che butterete, e tagliate un altro pezzo di gambo che terrete da parte per il brodo. Poi tagliate le punte e la parte rimanente dei gambi, più tenera, a tocchetti. Ora preparate il brodo. Mettete a bollire in 600 ml di acqua una grossa carota tagliata a metà, i gambi di asparagi, sedano, una cipolla in cui avrete inserito 4 o 5 chiodi di garofano, e qualche foglia di basilico (aggiunta mia, ce l'avevo fresco). Io ho cotto tutto in pentola a pressione, bastano circa 20 minuti. Una volta pronto il brodo, schiumate la verdura e buttatela (non c'è modo di recuperarla, purtroppo, anche secondo Bay e io devo dire che effettivamente la carotina lessata così è davvero immangiabile). A questo punto prendete le punte di asparagi e i tocchetti di gambo che avete da parte, scottateli nel brodo per 3 minuti, toglieteli con la schiumarola e gettatele in acqua freddissima (deve essere ghiacciata e Bay consiglia di raffreddarla con cubetti di ghiaccio): in questo modo la verdura rimane verde brillante e può essere aggiunta in fase finale di cottura.
Io ho poi separato le punte dai gambi a tocchetti. Tagliuzzate un pezzo di cipolla e mettetela nella pentola del risotto con un po' d'acqua, niente olio! Una volta stufata, aggiungete il riso, tostatelo a fiamma viva per due minuti e poi allungatelo con 2 mestoli di brodo. A questo punto io ho aggiunto anche i tocchetti di gambi scottati, che essendo più duri delle punte ci mettono di più a cuocere. Procedete come per un normale risotto, aggiungendo brodo quanto basta. Quando mancano tre minuti a fine cottura, unite le punte di asparagi, regolate di sale e pepate abbondantemente. Infine aggiungete il pecorino tagliato a piccoli pezzetti, spegnete la fiamma, mescolate. Il risotto è pronto: lasciatelo decantare un paio di minuti, impiattate e... buon appetito



A cosa paragonare questo risotto primaverile? A una bella giornata tiepida, da trascorrere in giardino, con il sole che ci solletica il viso, il vento che ci accarezza dolcemente e i profumi dei fiori che ci corteggiano: la natura, quando vuole, sa essere lenitiva. Basta infatti una giornata del genere per infondere benessere, tornare a sorridere. Ricordate che effetto ebbe sulla piccola Mary la scoperta di un giardino segreto di cui occuparsi e dove rifugiarsi per giocare insieme al cuginetto Colin e al suo amico Dikon? No? Beh se non avete letto il libro Il Giardino Segreto di Frances Hodgson Burnett, un superclassico per ragazzi, potete almeno vedere il film omonimo che la regista Agnieszka Holland ne trasse nel 1993: un racconto avventuroso sull'amicizia, la libertà, il riscatto condito dalle bellezze di un giardino rigoglioso! Da vedere con i vostri bambini, se ne avete, in attesa che il tempo ci dia una tregua e il sole torni a brillare. 
Vi lascio con il trailer.



martedì 31 maggio 2011

Tutti per uno: i bambini che, tra biscotti e patatine, cambiarono il mondo


Blaise, Milana, Alì, Claudio e Youssef sono una piccola banda. Ragazzini di dieci e undici anni, inseparabili amici per la pelle che a scuola, a Parigi, ne combinano di tutti i colori. Ma la Francia del 2010 va a caccia dei clandestini, per rimpatriarli. E dopo che Youssef e la sua famiglia sono scoperti e mandati via, Blaise, piccolo leader della banda, decide che è tempo di prendere provvedimenti per impedire che la polizia rimpatri Milana, bambina cecena che vive con la madre e i cugini, immigrati irregolari.
Idea: stando con Blaise e famiglia, la polizia non dovrebbe fare caso a lei e fermarla. E così Milana diventa ospite di Blaise e della sua famiglia, composta da mamma Valeria Bruni Tedeschi, permissiva e giocherellona, papà burbero e sorellina birichina. Addirittura la mamma di Blaise la inviterà, assieme agli amichetti, a passare le vacanze nelle campagne della Borgogna. Milana si trova a vivere una dimensione tutta nuova, fatta di giochi, spensieratezza, dispetti e meravigliose avventure nella natura. Quando la vacanza finirà e tornerà l'incubo del rimpatrio dei sans-papier, i bambini organizzeranno una piccola rivoluzione sconvolgendo la comunità ma riuscendo, come racconta la stessa Milana adulta, a "cambiare il mondo".


Tutti per uno, di Romain Goulip (che recita nel ruolo del padre di Blaise), esce domani nelle sale italiane: andate a vederlo! I protagonisti indiscussi sono i bambini, tra l'altro bravissimi, molto naturali e teneri, ma il film non si limita a raccontare una storia sui ragazzi. Riesce piuttosto a farci vedere il mondo con i loro occhi, ammantando ogni inquadratura di entusiasmo, ingenuità e poesia, e al tempo stesso non dimentica di farci ridere. Il tutto sullo sfondo di una critica alla politica francese verso gli immigrati clandestini, improntata alla paura del diverso.
Davvero ben delineato il rapporto tra Blaise, indomito capetto della banda, e Milana, la ragazzina dolce e matura della quale lui è innamorato, senza esserne consapevole; c'è una scena bellissima in cui i due giocano a rincorrere con il dito i rivoli di pioggia sui vetri: immaginano di essere le gocce che percorrono la finestra e che a un tratto si uniscono. Chi non lo ha fatto, da bambino? 
Unica pecca del film, la voce della Bruni Tedeschi, che ha recitato in francese e si è ri-doppiata, con buona pace del sincrono: una sensazione un po' strana, al primo ascolto, ma poi ci si abitua. Certo anche i bambini probabilmente sono molto più efficaci nella loro lingua, se sapete il francese provate a cercarlo in versione originale..


E la cucina? Beh in vacanza i nostri amici pescano al fiume dei giganteschi granchi e altri piccoli crostacei, e li preparano per cena, bolliti... Perdonate, ma non avevo la possibilità di prepararvi dei bei granchi freschi! In compenso, durante la loro fuga, si nutrono per 4 giorni solo di biscotti, patatine e ketchup... Voi, se doveste barricarvi per giorni, che patatine scegliereste? Io normalmente rifuggo le chips per ovvie ragioni caloriche e di salute, ma devo ammettere che con una birretta, per l'aperitivo, sono davvero insostituibili; io amo le patatine rustiche, quelle spesse, rigate. Ma non disdegno Pringles ai vari gusti, tortillas messicane e nemmeno le classicone... scegliete pure!

Le classiche
Le rustiche
Le tortillas chips
Le inconfondibili... Pringles
Alla paprika

Chi ben comincia... il mio parere sui film visti tra fine e inzio anno

Il tempo per scrivere dei film che guardo scarseggia sempre, così ho deciso di fare un post riepilogativo dei tioli visti nell'ultimo p...