lunedì 31 gennaio 2011
Tra un sorso di whisky e uno di champagne, ecco La versione di Barney
Non so se siate fan del libro di Mordecai Richler. In tal caso, sapete meglio di me che nessuna trasposizione cinematografica potrà mai rendere giustizia alle mille sfaccettature di un personaggio cinico, irriverente, impulsivo, sfrontato, politically uncorrect e al tempo stesso codardo, conformista, mediocre, nostalgico e a suo modo romantico come Barney Panofsky.
Questo tentativo del regista Richard J. Lewis, tuttavia, è sicuramente apprezzabile: un film vivace, divertente e in gran parte incentrato sulla storia d'amore con Miriam, terza moglie e unica veramente amata da Barney, che ha il volto e la grazia di Rosamund Pike. Paul Giamatti, eterno "non protagonista" del cinema hollywoodiano, qui si prende la sua rivincita di brutto ma bravo, dominando la scena con naturalezza e aderenza al personaggio.
Eppure questo Barney ha perso per strada un po' del suo mordente, del suo umorismo caustico, dell'autoironia ebraica che invece viene incarnata dal sempre meraviglioso Dustin Hoffman, Izy Panofksy, padre di Barney ed ex poliziotto in pensione con il debole per le belle ragazze.
Banalizzati anche il rapporto di Barney con gli amici, la cricca di artisti bohemien: nel libro il protagonista si circonda di queste persone perché vorrebbe essere come loro, senza riuscirci. La sua avventura imprenditoriale, il suo successo, sono conseguenza della sua inettitudine in campo artistico. Il vero Panofsky subisce il fascino di gente come Boogie (Scott Speedman) e Clara, ne è attratto e al tempo stesso deve distanziarsene. Nel film è quasi soddisfatto delle sue trash Totally Unecessary Productions, continuamente derise nella versione letteraria.
In ogni caso, andate a vederlo: è un film carino estremamente godibile per i digiuni della storia, forse un po' meno soddisfacente per chi ha amato il libro cult. Non vi propongo un piatto, perché in questo film più che mangiare, si beve. Un po' di champagne e vino, ma soprattutto whisky. Liscio!
Ma non posso rinunciare a darvi una ricetta, quindi ho pensato che possa servirvi sapere come fare la crema al whisky, di cui parlavo proprio ieri a pranzo con delle amiche.
Whisky Irish Cream (tipo Baileys)
Ingredienti
240 ml di panna
300 gr di latte condensato
400 ml di Whisky irlandese
1 cucchiaino di caffè solubile
2 cucchiani di sciroppo di cioccolato
1 cucchiano di estratto di vaniglia
1 cucchiaino di estratto di mandorla
Frullate insieme la panna, il latte condensato, il whisky, il caffè e gli aromi a intensità alta per circa 20-30 secondi. Versate in un contenitore chiuso ermeticamente e lasciate raffreddare per qualche ora. Shakerate bene prima di servire!
sabato 29 gennaio 2011
Torta al pompelmo e Mandorle, misteriosa come Wicker Park
Potrà sembrarvi una torta paradiso, ma non lo è. Nasconde un mix di aromi e profumi deliziosi ma difficili da decifrare: provate a servirla a degli ospiti e chiedete loro cosa ci avete messo: vedremo quanti di loro indovineranno. Eh già perché non si sente tutti i giorni di una torta con il pompelmo. La premessa è che ho dei pompelmi bio nuovi di zecca: dovevano essere rosa, invece sono arrivati gialli, quindi più amarognoli e meno "facili" da mangiare da soli. Mi sono accorta che non li avevo mai usati per cucinare e siccome progettavo di fare un plum cake all'arancia per la colazione di domattina, mi sono detta: perché non usare lui, il pompelmo, al posto della cugina più celebre? Ed ecco questa tortina, una ricetta semplice e veloce, che mi ha dato molta soddisfazione! Ho infatti compensato il sapore amarognolo del pompelmo con della farina di mandorle nell'impasto, che come diceva giusto ieri la mia amica Strawberry Blonde, per i dolci è un po' un ingrediente magico. Non c'è nemmeno troppo condimento perciò... godetevela senza eccessivi rimorsi, è perfetta per la colazione ma anche per una merenda, accompagnata da un tè Earl Grey!
Torta soffice di pompelmo e mandorle
150 gr di farina 00
100 gr di farina di mandorle
2 cucchiai di fecola di patate
1/2 bustina di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
2 uova
8 cucchiai di zucchero di canna biologico
70 gr di burro
1 pompelmo medio grande, non trattato
Spremere un grosso pompelmo e grattugiare la sua buccia. Sbattere le uova con un pizzico di sale in una terrina e amalgamarle con lo zucchero di canna. Unire la farina di mandorle, l'altra farina, la fecola e il lievito. Mescolare bene e aggiungere il burro sciolto, il succo del pompelmo e la buccia grattugiata. Versare in una teglia imburrata e infornare a 180 gradi per 40 minuti. Una volta cotta e raffreddata, spolverizzare di zucchero a velo.
Così come questa torta non rende facile scoprire i suoi ingredienti, così nel film Appuntamento a Wicker Park le cose non sono come sembrano.. Si tratta di un film del 2004 con Josh Hartnett, Diane Kruger e Rose Byrne. Un giovane pubblicitario in procinto di sposarsi torna nella sua città natale e lì gli sembra di intravedere la sua ex fidanzata (Kruger), bellissima ballerina e suo unico grande amore, improvvisamente sparita dalla sua vita qualche anno prima. Inizia così il percorso di indagini per scoprire se il suo amore vive ancora lì, dove, perché lo ha mollato. Man mano che la matassa si dipana, i pezzi del puzzle tornano a posto e si comprende che la separazione tra i due non è avvenuta per volontà degli stessi... ma nemmeno per caso. Un mini giallo (senza omicidi, però!) che ruota attorno a due appartamenti, pochi negozi, un ristorante e un parco, Wicker Park. Un film senza troppe pretese, ma l'intreccio è ben congegnato: carino!
giovedì 27 gennaio 2011
No Reservations e l'irresistibile spaghetto al pomodoro & basilico
Ci siamo arrivati, era prevedibile che prima o poi vi parlassi di questo film. No Reservations (Sapori e Dissapori) è infatti una pellicola che ogni foodblogger o amante della cucina conosce: una commedia del 2007, rifacimento di Ricette d'Amore, film tedesco del 2001 con Sergio Castellitto, garbata, non troppo sdolcinata ma nemmeno eccessivamente divertente, a dirla tutta. Il cibo, ossessione e passione, è al centro della storia senza tuttavia possedere completamente la scena e diventare fonte di vere emozioni. Alcune ingenue banalizzazioni, insomma, trasformano questo film in un'occasione mancata.
Catherine Zeta Jones è la bellissima, glaciale e iperorganizzata chef di un celebre ristorante newyorkese. A sconvolgere la sua quotidianità arriva la nipotina Zoe, figlia della sorella scomparsa in un incidente d'auto, che si trasferisce a casa sua. A sconvolgere la sua rigorosa cucina, invece, ci pensa Nick, affascinate sous-chef (Aaron Eckhart) assunto a insaputa di Kate.
Chiaramente i due sono il giorno e la notte, lei seria e rigida, lui piacione, chiacchierone, amante dell'opera e della cucina dell'Italia, dove (trovata un po' stereotipata) ha imparato tutto ciò che sa del cibo, lavorando in una piccola trattoria toscana. Infatti mentre il piatto forte di Kate sono le quaglie in salsa di zafferano tartufata, Nick si diletta più volentieri con pastasciutte e pizze che, naturalmente, fanno impazzire la piccola Zoe (che preferisce saltare la cena piuttosto che mangiare le orate con tanto di testa della zia). Grazie ai due Kate, che il cibo lo approccia con rigore, quasi a produrre un composto chimico più che un connubio di delicati sapori e consistenze, capirà che nella vita c'è altro oltre al lavoro, ovvero l'amore e la famiglia, e si lascerà andare.
Tra i tanti piatti d'effetto, però, la scena di questo film che mi ha fatto veramente venire fame e mi ha spinto a mettere in pausa e (dato che era ora di cena) prepararmi una cosa che anni fa era il mio pranzo quotidiano e che invece oggi mangio raramente, è quella in cui Nick fa tornare la fame alla bimba inappetente con degli spaghetti pomodoro e basilico... un classico irresistibile!
Vi devo lasciare la ricetta? Mi sa proprio che nessuna di voi ne ha bisogno...ma lo faccio lo stesso!
| foto dal web |
Spaghetti al sugo di pomodoro e basilico (per 4 persone)
320 gr di spaghetti di grano duro
Pomodori San Marzano o 1 latta di ottimi pelati
1 spicchio d'aglio
4-5 foglie di basilico
olio extra vergine di oliva
sale
zucchero
parmigiano grattugiato
Tagliare a cubetti i pomodori pelati o i pomodori freschi puliti e sbucciati. Soffriggere l'aglio a pezzetti in abbondante olio extra vergine, senza però farlo annerire né renderlo troppo croccante. Aggiungere il pomodoro (nel caso dei pelati anche il loro sugo) e salare. Nel caso in cui usiate i pelati potete correggere la loro maggiore acidità con un cucchiaino di zucchero. Lasciate cuocere a fiamma lenta per circa 20 minuti. Spegnete il fuoco, spezzettate grossolanamente con le mani le foglie di basilico e unitele al sugo. Lessate gli spaghetti in acqua salata, scolateli al dente e saltateli in una padella con il sugo. Servite caldissimi con parmigiano grattugiato. E ora, come diceva Sordi... "maccarone, m'hai provocato e io ti distruggo... mo' me te magno!"
martedì 25 gennaio 2011
Contest Hart-to-Hart: Crostata del cuore, per un film d'amore
Non riesco a seguire fino in fondo una ricetta. Se non cambio almeno un passaggio o un ingrediente non sono io. Inoltre spesso mi metto in testa di preparare qualcosa per finire quello che ho sotto mano e se non ho una ricetta me la invento. E' il caso di ieri sera. La premessa è che avevo dei kiwi, comprati 2 settimane fa, prima sempre duri e poi improvvisamente raggrinziti senza maturare bene. Se penso a quanto me li ha fatti pagare la tizia del mercato vorrei tornare alla bancarella e tirarglieli in testa uno a uno: ma visto che tra poco parleremo d'amore mi trattengo! I più raggrinziti, comunque, sono stati scelti per fare una gelatina o coulis o similiaria di accompagnamento a una panna cotta. Ma siccome non trovavo ricette soddisfacenti in questo senso e inoltre volevo qualcosa di light, mi sono inventata un esperimento con la ricotta. Chiaramente l'esperimento non è uscito come volevo, e allora mi sono arrabbiata e ho infilato tutto in una crostata.
Accanimento terapeutico? Maniaca del riciclo? Pasticciona, direi, ma alla fine è venuto fuori qualcosa di buono, anzi di molto meglio della sciapa pannacottina light che mi ero prefigurata. E allora ho pensato che con questa torta parteciperò al contest di EliFla, Hart-to-Hart. Perché dopo tutto anche l'amore è così: ci mettiamo dentro gli ingredienti, senza sapere bene la ricetta, ma con la fiducia che tutto sarà come vogliamo noi... A volte però i piatti non escono come previsto e allora che si fa? Ci si lavora insieme e si trova un modo per crearne un altro... ancora più buono!
Non c'è bisogno che vi lasci un film da abbinare a questa torta: primo perché il contest cita già uno dei mitici telefilm degli anni 80, CuoreBatticuore, secondo perché ognuno ha il suo film d'amore preferito... Il mio consiglio è, guardate quello! Anzi, ditemi... qual è il vostro film d'amore?
Crostata del cuore con formaggio e kiwi
Per la frolla
250 gr di farina 00
2 tuorli d'uovo
1 pizzico di sale
120 gr di burro
100 gr di zucchero
Per il ripieno
4 kiwi abbastanza maturi
zucchero di canna 4 cucchiai
250 gr di ricotta
80 gr (1 panetto) di Philadelphia
latte q.b.
Preparate la pasta frolla impastando con le mani la farina, lo zucchero, i tuorli d'uovo sbattuti con il sale e il burro freddo fino a ottenere una palla. Avvolgete la pasta nella pellicola e infilate in frigo per un'ora. Nel frattempo preparate il ripieno. Vi tralascio i passaggi pasticcioni che ho fatto con formaggio e frutta. Quello che dovrete fare voi, se mai vorrete fare questa torta, è : mantecare ricotta e Philadelphia con lo zucchero di canna e un goccio di latte per ammorbidire il tutto e unire i kiwi frullati. Stendete 2/3 della pasta con un mattarello e mettetela in una tortiera imburrata o rivestita di carta forno, versate il composto di kiwi e formaggio. Dalla pasta rimanente ritagliate dei cuori con uno stampino. Infornate a 180 gradi per 1 ora.
Se servite questa torta come dessert per una cena romantica, decoratela mettendo un paio di fettine di kiwi fresco su ogni fetta e/o con un cucchiaio di coulis di fragole o lamponi, preparata semplicemente frullando la frutta insieme a un po' di zucchero: darà quel tocco di colore rosso-amore.
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