mercoledì 20 marzo 2013

Milk... addio!

Sto forse parlando del film di Gus Van Sant del 2008, con Sean Penn nei panni di Harvey Milk, primo gay dichiarato ad essere eletto a una carica politica negli USA? No.



Quando parlo di milk intendo proprio il latte, quello bianco che si beve a colazione.



Ho scoperto di essere intollerante al latte e ai derivati.
Io, che inizio la giornata con una tazza di latte e caffè.
Io, che come merenda mangio lo yogurt.
Io, che quando in un dolce ci vuole il burro, ci vuole il burro.
Io, che ho un amore per i formaggi che manco i topi.
O forse proprio per tutti questi motivi.
Sta di fatto che, dopo aver constatato che la mia allergia alla polvere è tornata a livelli acuti, ho voluto fare un test anche per controllare che non ci fossero problemi alimentari a darle man forte, facendomi sentire più stanca, gonfia e soggetta a dermatite. E ho scoperto questo e magari il latte fa la sua parte. Allora da oggi in poi inizierò un percorso di "svezzamento" per tornare a tollerare i latticini. Il che significa che potrò mangiare alimenti contenenti latte o derivati solo 2 giorni, non consecutivi a settimana.
Insomma ciao ciao tazza di latte, ciao ciao yogurt greco colato con miele e frutta. E che problema c'è, direte voi, sembra facile: ma il latte è dentro in una marea di alimenti confezionati che manco ve li immaginate. Crackers conditi, wafer e biscotti, cioccolato, salumi cotti come wurstel e mortadella ma anche nel salame.
E poi per colazione di certo non posso mangiare i cereali nel tè, quindi urge provare ricette di torte semplici e biscotti senza latte e senza burro, per fare colazione. Le uova sì, posso mangiarle, ma non è che mi posso preparare il pan di spagna per colazione (in realtà non è una cattiva idea forse?) o mangiare amaretti o savoiardi alle 7 di mattina (come indica l'elenco di alimenti OK).
Ok, c'è il latte vegetale, lo proverò.. ma l'ho già preso qualche volta e non mi piace. Cioè, ok al latte di riso nel ciambellone, mica tanto ok alla tazza di latte di riso da sorseggiare... o comunque non spesso!  Attendo quindi le vostre ricette, mi salveranno la vita!



Nel frattempo, se siete incuriositi dall'altro Milk, quello di Sean Penn e non l'avete visto, vi consiglio di recuperarlo. Il film è stato candidato a ben otto statuette nel 2009, portandosi a casa l'Oscar a Penn come miglior attore protagonista e quello per miglior sceneggiatura originale.
Il film racconta gli otto anni, tra il 1970 e il 1978, della vita politica di Harvey Milk, primo omosessuale dichiarato a diventare consigliere della città di San Francisco. Milk si batté per i diritti dei gay, prima di essere assassinato assieme al sindaco della città George Moscone da un ex consigliere omofobo. Il film si snoda tra l'impegno pubblico e civile di Milk e la sua vita privata, piuttosto movimentata e fatta di storie più o meno felici, come quella con il grande amore Scott Smith, interpretato da James Franco.




Nel film ci sono anche parecchie effusioni tra i due e devo ammettere che fanno un po' strano.. soprattutto considerato che entrambi sono considerati attori sex symbol! Perlomeno Franco, perché per me Penn con quella faccia da Pinocchietto invecchiato ha la sensualità di un merluzzo. Comunque, considerazioni sul fascino degli attori a parte, troverete un bel biopic su un personaggio positivo che si batteva per diritti che ancora oggi non sono del tutto conquistati!

E tornando al latte, vi saluto con questa canzone dei Blur che ha per protagonista.. un cartone di milk! Aspetto ricette...

domenica 17 marzo 2013

Pain d'epices. E l'amore secondo Audiard




Assaggiai per la prima volta il pain d'epices da mia zia, quando ero una bambina. Lei, estimatrice della Francia e della sua cucina, ogni tanto lo comprava e lo serviva con il tè per merenda. Anzi, credo che lo compri anche ora. Ce n'è uno della Céréal che non è affatto male. A casa mia invece non andava molto: evidentemente ero l'unica a essersi innamorata di questo pane speziato e appiccicoso! Si tratta di un dolce a base di miele (tanto miele), insaporito dalle spezie (tante spezie!), senza alcun tipo di grasso aggiunto: niente uova, niente burro, niente olio. C'è solo un po' di latte, che può essere tranquillamente sostituito da latte di soja o riso.
Inoltre, la farina integrale (nella ricetta originale va anche una parte di farina di segale, che però non ho trovato al super) lo rende ancora più sano e benefico. E in questo momento di detox, per quanto mi riguarda, è l'unica opzione di dolce concessa.
In Francia è considerato un prodotto da consumare nel periodo natalizio, quindi potrebbe essere un po' fuori stagione ora.. ma insomma le temperature sono ancora freddine e poi quando è arrivato il pacco di Rigoni di Asiago con 6 vasetti di meravigliosi tipi di miele bio, ho subito pensato che era il momento giusto per provare a fare il pain d'epices! E allora eccolo qui:



Pain d'epices
Ingredienti
400 grammi di farina integrale
100 grammi di farina 00
300 grammi di Mielbio Rigoni di Asiago
200 grammi di Miele di Tiglio Rigoni di Asiago
250 ml di latte parzialmente scremato
2 cucchiai di spezie miste tra cannella, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio
1 cucchiaino di lievito
1 punta di bicarbonato

In una terrina setacciate la farina con lievito, bicarbonato e spezie. In un pentolino scaldate il latte fino a portarlo a ebollizione, nel frattempo versate il miele in una terrina di ceramica. Versate il latte caldo sul miele e mescolate finché il miele non sarà completamente sciolto.  A questo punto potete aggiungere la farina: mescolate energicamente per evitare la formazione di grumi, fino a ottenere un composto omogeneo. Prendete uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno bagnata e strizzata, versate il composto nello stampo e infornate a 170 gradi per circa 45 minuti.



Restiamo in Francia per parlare di un film che mi ha colpito molto. Avete presente quando in Pretty Woman la vecchietta chiede a Julia Roberts se l'Opera le è piaciuta e lei risponde: "Mi si sono attorcigliate le budella?" Ecco, è esattamente quello che è successo a me vedendo Un sapore di ruggine e ossa, di Jacques Audiard, con Marion Cotillard e Matthias Schoenaerts. Mi si sono attorcigliate le budella e se lo avete visto sapete anche perché. Per tutti gli altri, ecco dieci buoni motivi per vedere questo film presentato a Cannes il giugno scorso.


1. La trama riesce a sorprendere e tenere in sospeso, con un intreccio così studiato da sembrare, paradossalmente, del tutto realistico.

2. E' un film drammatico, ma non patetico.

3. E' anche un film d'amore, ma diverso da quelli a cui siete abituati.

4. I personaggi sono ultimi, emarginati, presi a calci dalla vita in modi diversi, che però a un certo punto riescono incredibilmente a trovare la forza di andare avanti. Nessuno è un eroe, nessuno è perfetto, nessuno è cattivo.

5. La disabilità della protagonista non è sfruttata come espediente strappalacrime per commuoverci. C'è il racconto di una tragedia personale che diventa il punto di partenza da cui si può e si deve andare avanti. Anche grazie a qualcuno che non compatisce, ma c'è e basta.



6. Marion Cotillard. Non so se vi ho già detto che la adoro. In primis fisicamente, con quella sua grazia ed eleganza innata, quel fisico sottile ma femminile e il viso dolce ed espressivo. E poi come attrice. Qui non si smentisce: naturale, intensa, con uno sguardo ti apre un mondo.
Interpreta Stephanie, una bella istruttrice di orche marine che subisce un incidente proprio nel parco acquatico dove lavora e perde entrambe le gambe dal ginocchio in giù. Tocca il fondo, per poi risalire grazie al complicato rapporto con Ali.



7. Matthias Schoenaerts. Attore belga che non conoscevo, davvero notevole per la sua capacità di ritrarre il protagonista Ali, un giovane ragazzo padre che lascia il Belgio con il suo bambino per raggiungere la sorella in Costa Azzurra. Ali non si è mai occupato prima del figlio, non sa fare molto nella vita, se non combattere a boxe. E' esuberante, inguaiato, istintivo, incapace di esprimere i propri sentimenti e per questo sempre alla ricerca di uno sfogo a livello fisico. Si piazza a casa della sorella e inizia a mantenersi con lavoretti come la guardia notturna o il buttafuori in discoteca. Qui conosce Stephanie, con la quale subito si un legame fuori da ogni schema, che si intensificherà dopo l'incidente di lei. Per questo ruolo Schoenaerts ha vinto il premio Cesar 2013 come miglior promessa del cinema francese.



8. Jacques Audiard: perché forse questo regista mi farà far pace con il cinema francese.

9. La Costa Azzurra. Chi non la ama? La storia è ambientata ad Antibes. Vi accorgerete del sole, del clima dolce e della luce che benedicono questa pellicola, quasi in contrapposizione all'ombra stesa sull'anima dei protagonisti.

10. La colonna sonora. Semplicemente perfetta in ogni situazione: si passa da musiche strumentali alle note sofferte di Bon Iver, da brani dance come il Magician remix di I follow rivers di Lykke Li) al successo pop Firework di Katy Perry.

Jacques Audiard, Marion Cotillard e Matthias Schoenaerts a Cannes

Vi lascio con il trailer del film



lunedì 11 marzo 2013

Linzer torte a modo mio


Ve lo ricordate La principessa Sissi? E' uno dei film più ingannevoli della storia. Pare infatti che la sovrana Elisabetta di Baviera (sì, perché Sissi era una duchessa bavarese dalle guanciotte rosa, prima di infilarsi nei vestiti di raso che si confanno a una principessa) fosse una specie di depressa, fissata con la linea (era anoressica) e con la ginnastica da camera, oltre che con le lunghe passeggiate e le interminabili sessioni di equitazione. Aveva poco a che vedere con la dolce fanciulla dipinta dai lungometraggi con Romy Schneider. E' anche vero che la poveretta, vissuta libera dalle eccessive costrizioni fino ai 18 anni, dopo il matrimonio con l'imperatore Francesco Giuseppe venne catapultata presso la corte asburgica dove vigeva una rigida etichetta. La sua vitalità naturale venne repressa e la povera Sissi cadde presto vittima di crisi d'ansia e fissazioni. A questo si aggiunga la morte prematura della prima figlia, Sofia, e siamo a posto. 



Comunque sia, la trilogia dei film sulla principessa (il primo del 1955) fu un successo mondiale -la Rai non manca di trasmetterli tuttora almeno una volta l'anno (di solito ad agosto, per il ciclo i grandi classici o roba del genere)- e contribuì a rendere ancora più mitica la figura di questa principessa tanto amata (e al tempo stesso criticata). 
E io vi lascio con la ricetta di un dolce tipicamente austriaco, che profuma di frutta, burro, spezie e anche cacao. Forse piaceva anche alla principessa Sissi.. chi lo sa? E' una ricetta tradizionale e antichissima. Non me ne vogliano i puristi, perché questa mia versione differisce un po' da quella ortodossa. Ma il risultato è stato decisamente apprezzato e promosso, quindi la condivido con voi 
:-)



Linzer torte

Per la frolla
170 grammi di farina 00
150 grammi di farina di mandorle
150 grammi di burro
150 grammi di zucchero bianco
1 cucchiaino colmo di cacao
1/2 cucchiaino di cannella
2 tuorli d'uovo

Per il ripieno
1 confezione da 250 grammi di Fiordifrutta ai Lamponi (Rigoni di Asiago)
50 grammi di cioccolato fondente al 70% di cacao

Nella planetaria lavorare con frusta K il burro freddo con la farina setacciata insieme alla farina di mandorle. Aggiungere lo zucchero, il cacao, la cannella e infine i tuorli d'uovo. Appena il tutto si impasta, spegnete, appallottolate la frolla e avvolgetela nella pellicola. Lasciatela riposare per circa mezz'ora. Quando sarà pronta, stendete i due terzi dell'impasto con il mattarello e rivestite una tortiera imburrata del diametro 22 cm. Bucherellate il fondo. Versate all'interno un vasetto di Fiordifrutta ai lamponi e livellate bene. Spezzetate il cioccolato e spolverizzatelo sopra la marmellata. Stendete il rimanente impasto, con una speronella create delle strisce non troppo sottili e decorate la crostata. Infornate a 180 gradi per 40 minuti. Lasciate raffreddare, sformate e gustate!
Ps: il tocco del cioccolato all'interno è una mia aggiunta, ovviamente potete ometterla (ma come sapete cioccolato + lamponi = yum!!). Invece della farina di mandorle, potete usare mandorle tritate o, come da ricetta originale, nocciole tostate e tritate. Sarà ottima in entrambi i casi!

lunedì 25 febbraio 2013

And the winner is.. The Oscars' glamorous red carpet!

Daniel Day Lewis e Jennifer Lawrence, miglior attore e miglior attrice protagonista per l'Academy nel 2013

Basita dagli esiti delle politiche che si stanno delineando, preferisco non parlarne e mi butto sugli Oscar, che è meglio, come diceva Puffo Quattrocchi.
Avrete già letto tutti come sono andati. Io sono un po' stupita per il premio alla regia di Ang Lee, che personalmente non amo molto, mentre tutto sommato sono soddisfatta della scelta di Argo come best picture, per la gioia di Ben Affleck. Jennifer Lawrence e Anne Hathaway hanno portato a casa i loro telefonatissimi Oscar, la prima come protagonista de Il lato positivo, la seconda come non protagonista per la sua interpretazione di Fantine nei Miserabili, una che il lato positivo, pure a volerlo cercare, non poteva proprio trovarlo, porella.
Scontato anche il (terzo) Oscar per il miglior attore a Daniel Day Lewis, che ormai parla che pare un prete. Gli sarà rimasto addosso lo spirito epico di Lincoln, chi lo sa. Miglior non protagonista al mitico Christoph Waltz per il cacciatore di taglie di Django Unchained, film di Tarantino che si aggiudica la statuetta per la miglior sceneggiatura
Tra i cartoni, trionfa Brave, che, pare, non lo meritasse (non al top, per me, ma non ho visto gli altri cartoni in gara).
Come al solito, vi do il mio contributo con un po' di foto dal red carpet! 

Jennifer Lawrence
La trionfatrice di questa edizione sfoggia un Dior Couture bello come una nuvola, che però le è costato la caduta sulle scale andando a ritirare la statuetta. Tranquilla Jennifer, così sei risultata quasi simpatica


Jessica Chastain
Candidata per l'Oscar come protagonista di Zero Dark Thirty, la Chastain sfoggia una bellezza senza tempo e un'eleganza innata. Abito Armani Privé.


Ben Affleck e Jennifer Garner
La coppia più bella della serata? Ma ovviamente Ben Affleck e la moglie Jennifer Garner, prima di ricevere l'Oscar per miglior film con Argo. L'abito di Jennifer è di Gucci.


Naomi Watts
Naomi scintilla in un Armani Privé. L'australiana era candidata come miglior attrice per The Impossible


Helen Hunt
Anche lei è rimasta a bocca asciutta: era candidata per l'Oscar come non protagonista per The Sessions. Ok, rispetto alle altre non spicca certo per bellezza e poi è anche stagionatella: ma dovevo mostrarvi il suo abito. Helen ha fatto una scelta low budget e ha optato per un  vestito nientepopodimeno di.. H&M! Incredibile, no? Fa la sua porca figura (un po' stroppicciato ma va beh)! Certo, facile con quel grappolo di diamanti sul collo, direte voi...



Jennifer Aniston
Altra Jennifer, sempre bella ed elegante. Stavolta sfoggia un rosso Valentino. Wow!


Amy Adams
Candidata per l'Oscar come attrice non protagonista per The Master, Amy arriva in uno scenografico Oscar de la Renta. Vorrei essere una superstar solo per provare a indossare una cosa del genere!


Anne Hathaway
La miglior attrice non protagonista in Prada, con scintillanti gioielli di Tiffany. Notato le scarpe?



Charlize Theron
Charlize sembra voler insegnare alla Hathaway come si porta una chioma alla maschio. Che le vuoi dì, è perfetta. Forse un po' troppo compiaciuta della propria gnoccaggine. Algida, in Dior


Kerry Washington
La Broomilda di Django sfoggia un abito a sirena color pesca e ricco di ricami by Miu Miu: nice!



... e per finire rullo di tamburo, menzioni MA ANCHE NO per i look di:


1) Salma Hayek
Ok che sei bassa, ma farti il cipollone non ti farà sembrare alta come la Hathaway. E basta con quell'oro barocchissimo!
2) Halle Berry
No alle rigone e a quelle spalline Star Trek abbinate poi ai capelli sbarazzini. Halle, cambia stylist.
3) Kelly Osbourne
Il vestito non è neanche malissimo, ma quei capelli davvero non li capisco, vuole fare l'originale? Fa solo ca...are!
4) Kirsten Stewart
Dopo essere arrivata sul red carpet con le stampelle, s'è messa in posa. Peccato che sembra appena scesa dalla macchina di Kerouac. Capelli scarmigliati, occhi da sonno, vestito elegante che su di lei pare fatto di stracci: una scappata di casa!!! O no?

Attendo, come sempre,  i vostri commenti, le vostre preferite e s-preferite! :-)

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