martedì 16 ottobre 2018

A star is born: la recensione


Questo weekend sono stata a Montecatini Terme per seguire un corso professionale. Ero sola e ho pensato di impegnare il sabato sera andando al cinema. La programmazione del Cinema Imperiale offriva Venom e A star is born e ovviamente la mia scelta è ricaduta su quest'ultimo.
Come mi è sembrato questo remake del remake? E' da vedere? Lady Gaga sa recitare? Bradley Cooper sa cantare? E sa dirigere, visto che il film è il suo debutto alla regia? Tante domande... ecco le mie risposte! Partiamo dai fondamentali...

La trama. 
Jackson Maine (Bradley Cooper) è un cantautore folk rock di successo, con un serio problema di alcolismo. Una sera, dopo un concerto impegnativo, si infila casualmente in un bar di drag queen con l'idea di fare rifornimento di gin tonic. Lì assiste all'esibizione di Ally (Lady Gaga), cameriera di giorno e cantante di notte, e rimane colpito dalla sua voce e dalla sua grinta. Jackson decide di dare a Ally la possibilità che merita e fa di tutto per lanciarla nell'olimpo della musica. Il talento e la voce di Ally sono così dirompenti che Jackson non deve fare molta fatica: il pubblico si innamora subito della sua nuova musa, proprio quanto lui. Jackson e Ally diventano una coppia, ma fin dall'inizio la loro storia è un'altalena emotiva: Ally è sempre più lanciata verso il successo e lavora giorno dopo giorno per costruire la sua immagine musicale,  il suo stile e il suo personaggio. Jackson, al contrario, precipita in una spirale discendente, tra alcolismo, problemi di udito e una sempre più aperta disapprovazione verso le scelte "commerciali" di Ally. Tutti fattori che finiranno per compromettere la loro possibilità di essere felici insieme.



La mia opinione.
Il film inizia come ti aspetti: Jackson- Bradley nell'emozionante bagno di folla di un bel concerto, l'incontro e -bem- la potente voce di Lady Gaga che esplode facendo venire i brividi a Jackson e anche a te. Canonico, ma promettente. Poi si intravede qualche elemento di originalità.
Ad esempio, Ally non è la classica anima bella innocente e sprovveduta, è consapevole di essere molto brava e di meritarsi una carriera di serie A ed è anche piuttosto incazzata coi discografici che l'hanno sempre snobbata a causa del suo naso non proprio da pop star (e comunque nessuno mi convincerà che Lady Gaga non abbia fatto qualcosina... magari dei filler e non la chirurgia ma insomma ditemi voi) . Capisce subito che Jackson è alcolizzato e inizialmente oppone una - c'è da dire, breve - resistenza al suo fascino. Anche la prima scena d'amore non è quella che ti aspetteresti.  Il duetto che lancia Ally, Shallowè una bella canzone, davvero toccante e scommetto che riceverà la candidatura all'Oscar. 



Bradley Cooper poi se la cava a suonare e cantare: certo davanti a Gaga sfigura un pochino, ma compensa in fascino...
Interessante infine l'evoluzione pop della carriera di Ally, che man mano che passa il tempo si lascia convincere a modificare look, capelli e movenze per andare incontro al successo promesso, scelta che se Jackson non sembra approvare, Ally rivendica con orgoglio; esattamente come Lady Gaga ha sempre sfruttato con convinzione la potenza dell'immagine.


Ma. Dopo un primo tempo che incuriosisce e tutto sommato conquista, l'evoluzione romantico-drammatica della storia viene trattata da Cooper attraverso istantanee ripulite, un po' stereotipate e senza troppa personalità, che pescano nel già visto cinematografico, saltellando da una situazione all'altra delle vite di Ally e Jackson fino a un finale drammatico svelato in modo un po' floscio, incapace di rendere giustizia alla potenza distruttiva degli eventi raccontati.

In conclusione, andare a vederlo o no?
Se vi piace Lady Gaga o se adorate Bradley Cooper, andateci. Se siete insofferenti alle storie d'amore strappalacrime, saltatelo.
Si tratta di un film godibile, romantico, che vi farà sicuramente piangere e commuovere, se non per la storia, almeno per le canzoni. Lady Gaga come attrice boh, forse non mi ha convinto fino in fondo, però a cantare è veramente una bomba. 


Curiosità.
Il film è il terzo remake di E' nata una stella, del 1937. L'originale era ambientato nello star system Hollywoodiano: la protagonista era un'aspirante attrice e il suo amore/pigmalione un attore affermato. La seconda versione, del 1954, con Judy Garland, mantenne questa storia mentre nel 1976 ci fu il primo cambio di scenario, con un passaggio al mondo della musica e Barbra Straesand e Kris Kristofferson come protagonisti.


Se dovessi fare una metafora culinaria per questo film, direi qualcosa di dolceamaro, come un cioccolato fondente all'ottanta per cento con pezzetti di fave di cacao e magari qualche spezia esotica o delle scorzette di arancia. Il retrogusto è amaro, ma la sensazione complessiva? Dolce, calda e avvolgente. 

Vi lascio con il trailer


A star is born: la recensione

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