Venezia72: Remember, il peso morale della memoria

Christopher Plummer è Zev in Remember di Egoyan
Poco fa vi ho parlato di Anomalisa e prima di Sangue del mio sangue, ora a caldo vi racconto del film che finora mi ha toccato e commosso di più, Remember del regista canadese di origine armena Atom Egoyan.  Racconta la storia di Zev, anziano sopravvissuto ad Auschwitz che vive in un ospizio dopo aver iniziato a soffrire di demenza senile. Qui incontra l'amico Max, che gli comunica di aver trovato la guardia nazista che quasi 70 anni prima ha sterminato le loro famiglie nel campo di concentramento. Max non è in condizioni di muoversi, perciò Zev si assume l'incarico di attuare il piano, ritrovare il colpevole di quei terribili stermini e ucciderlo, facendo finalmente giustizia.
Inizia quindi la difficoltosa fuga di Zev, messa in costante pericolo dal suo fisico anziano e dalle mani tremanti, ma soprattutto dai buchi di memoria che spesso gli fanno dimenticare chi è e perché è in viaggio: una lettera-guida scritta da Max aiuterà però Zev a seguire tutti gli step della sua missione e a vagliare quattro possibili assassini alla ricerca del vero e unico colpevole, con conseguenze inaspettate e impreviste.
Il film parla in modo originale di una delle pagine più buie della storia, reggendosi sulla monumentale interpretazione di Christopher Plummer che per me è Coppa Volpi ora e subito, datela a quest'uomo senza ulteriori indugi!!
Ogni movimento, ogni indugio e ogni tremore di Plummer/Zev ci raccontano la sofferenza e la determinazione nel suo "viaggio finale" alla ricerca di vendetta, che si inserisce però su una "narrativa riguardo il trauma inaspettato e gli effetti che può avere sulla vita di una persona", come ha commentato il regista Egoyan. "Zev", prosegue il regista. "è ancora responsabile delle sue azioni? E cosa significa essere responsabile, cercare giustizia? Negli anni passati diversi ex ufficiali nazisti sono stati scoperti: sono ancora mostri, lo sono mai stati? Queste sono le domande che voglio sollevare con questo film. Ma non ci sono risposte semplici e questo è quello che definisce la nostra umanità".
E' proprio sull'ambivalenza, sulla dualità dell'animo umano e sulla difficoltà di dare giudizi morali definiti che questo film trova la sua forza commovente e tiene incollati alla poltrona: davvero da non perdere.

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