Me and Earl and the Dying Girl e i muffin cocco e limone

La locandina di Me, Earl and the Dying Girl
Mentre prosegue Venezia72, vi voglio parlare di una delle perle uscite quest'anno dal Sundance festival, che è solito scoprire delle pellicole indie che sanno entrare nel cuore. Me and Earl and the Dying Girl (in italiano Quel fantastico peggior anno della mia vita) non fa eccezione. Vincitore dell'Audience award e del Grand Jury Prize di quest'anno, il film riesce ad essere divertente, delicato e originale pur raccontando una storia di amicizia tra adolescenti e infilandoci una grave malattia nel mezzo. Ma siamo fortunatamente lontani da i film tratti dai romanzi di Nicholas Sparks, non c'è voglia di lasciarsi andare al melodramma, via i cliché e spazio all'originalità e a un protagonista, Gregg, sfaccettato e verosimile come raramente un ragazzo di diciotto anni è ritratto in un film.

Da un lato infantile, indolente, perso nel suo mondo, assorbito solo da se stesso e dai suoi progetti di gloria pronti a frantumarsi davanti alla prima difficoltà. Dall'altro divertente, anche se un po' nerd, e più generoso di quanto egli stesso sia pronto ad ammettere. Bisognoso di una guida per prendere una direzione per il suo futuro, ma anche di qualcuno che gli stia semplicemente accanto e gli sia amico, senza fare troppe domande o giudicare, come Earl ma soprattutto come Rachel.


Chi cerca una storia romantica tra adolescenti che faccia ripensare al Tempo delle mele rimarrà deluso, così come chi vuole il lieto fine sdolcinato. Il lieto fine, a volte, è trovare il coraggio di fare quello che ci fa più paura, di buttare noi stessi oltre i limiti che ci siamo autoimposti per nostra tranquillità (la cosiddetta comfort zone).
Poco c'è da dire sulla trama, per non svelarvi il piacere di questa piccola perla di cinema, da gustare senza pregiudizi per ridere e insieme commuoversi. In particolare, geniale la trovata di metacinema che racconta il legame tra Gregg e Earl: questi infatti sono amici (o meglio, coworkers, come amano definirsi) perché da tanti anni lavorano insieme al remake di parodie surreali di celebri titoli del cinema. Modificano in modo spiritoso il titolo e girano dei brevi video che sviluppano l'idea modificata del nuovo concept, ad esempio Arancia Meccanica diventa Sockwork Orange, con mani infilate in calzini bianchi e travestite da Drughi che bevono succo d'arancia.
Il progetto di un film da realizzare come regalo a Rachel metterà alla prova l'autostima e la determinazione di Gregg e lo porrà di fronte alla necessità di affrontare le verità che fino a quel momento ha ricacciato in un angolo.
Menzione speciale per i giovani protagonisti del film, davvero impeccabili ed emozionanti: scommetto che sentiremo parlare ancora di Thomas Mann e di Olivia Cooke, rispettivamente Gregg e Rachel sullo schermo.
Me and Earl and the dying girl è un film dolce, come un muffin preso insieme al té delle cinque, ma con qualche punta aspra, ad esempio quella del limone. Vi invito quindi a scoprire la ricetta dei Coconut & Lemon muffins già preparati per 50&50, altro film assolutamente da non perdere, che parla di cancro e amicizia in modo altrettanto delizioso. La ricetta è nell'altro post.


Vi lascio con il trailer di Me, Earl and the Dying Girl


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