Dal Milano Film Festival: Transfatty Lives e James White

Lamb di Yared Zeleke, vincitore del concorso lungometraggi del Milano Film Festival 2015
Finita Venezia72, mi sono catapultata nel Milano Film Festival, giunto alla XX edizione quest'anno. Si tratta di un festival cinematografico che punta sui nuovi talenti, con un concorso dedicato ai lungometraggi di registi emergenti di tutto il mondo, un concorso cortometraggi e vari speciali dedicati ad animazione, film storici, classici restaurati. Il #MFF2015, a cui ho partecipato come ospite di Zomato, social network dedicato a recensioni di ristoranti e locali, è iniziato il 10 settembre e si è concluso proprio stasera, con la premiazione del film Lamb, opera prima di Yared Zeleke, film etiope che racconta l'epopea di Chuni, bambino affidato agli zii per fuggire dalla carestia e del suo lungo e tormentato viaggio di iniziazione. Io vi parlo di 2 film in concorso che ho avuto modo di vedere e apprezzare: Transfatty Lives e James White. Ecco le recensioni.


Transfatty Lives, di Patrick Sean O'Brien



Il film è un documentario autobiografico. L'irriverente e spiritoso filmmaker americano Patrick O'Brien a 30 anni scopre di essere affetto da SLA, Sclerosi laterale amiotrofica, malattia che comporta una progressiva perdita di controllo sul proprio corpo. Con la SLA il cervello continua a funzionare perfettamente, ma si "scollega" dal corpo e diventa incapace di comandarlo. I muscoli quindi si atrofizzano e i malati diventano incapaci di muoversi, ma sentono dolore; con il progredire della malattia, poi, i malati perdono la capacità di usare il diaframma e di respirare: per sopravvivere devono quindi essere tracheotomizzati e attaccati a una macchina che pompa meccanicamente ossigeno nei polmoni.
Patrick sceglie di lottare contro la SLA trasformando se stesso e la malattia nei protagonisti di un film, che diventa testimonianza diretta del suo decadimento fisico, delle difficoltà crescenti da affrontare, sia sul piano fisico sia psicologico, ma anche della forza di volontà, dell'amore e delle piccole gioie che ancora animano la vita di Patrick e della sua famiglia. Nonostante la pesantezza della diagnosi, O'Brien non rinuncia a vivere e dialogare con tutti con dissacrante ironia, che riversa anche nel film, e batte la diagnosi che gli aveva dato da due a cinque anni di vita. Sono passati infatti 10 anni dal momento in cui la malattia lo ha colpito e O'Brien è ancora vivo, ma soprattutto ha terminato il suo film e lo sta mostrando al mondo, per aumentare la consapevolezza sulla SLA. Una storia commovente di vita e di malattia, un film "vero" che più vero non di può. Il film ha vinto il premio del pubblico per il concorso lungometraggi al MFF2015Da non perdere.


James White di Josh Mond


James White (Christopher Abbott, mezzo sosia di Jon Snow) è un casino: spende le serate a ubriacarsi e fare risse, suo padre è appena morto, ma lui preferisce pensare che la cosa non lo tocchi. Non ha un lavoro, vive sul divano di sua madre (Cynthia Nixon, la Miranda di Sex and the City) e rimanda a un tempo indefinito il momento in cui sarà "ready for life", trovandosi un lavoro e mettendo la testa a posto. Preferisce mettersi in stand by, volare in vacanza in Messico dove il suo migliore amico ha un lavoro in un villaggio turistico, trovarsi una ragazza troppo giovane per lui e stordirsi di acidi e marijuana. Finché non sarà costretto a tornare a casa per stare nuovamente accanto alla madre e affrontare un nemico più grande, il cancro, tornato a colpire con nuova veemenza. Definito un film "coming of age" fuori tempo massimo, il film ci porta sul rollercoaster di emozioni di James, dove dominano la rabbia, l'irrequietezza e l'autodistruzione e sulle quali, tuttavia, arriva il tempo di esercitare controllo. Da vedere.


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