Terminator Genisys: Schwarzy is back, portate i pop corn!


Schwarzy is back. Ci ha tenuto a dirlo lui stesso qualche tempo fa agli ignari visitatori del museo delle cere. Con Terminator: Genisys torna a fare quello che gli riesce meglio, ovvero la macchina da guerra, anche se gli anni passano anche per lui e per far fronte a un reboot che poggia fortemente sul suo viso e il suo possente fisico, non gli resta che giocare la carta dell'autoironia. Com'è questo quinto capitolo della saga cyborg, realizzato a 31 anni di distanza dal primo indimenticabile capitolo ideato dal regista James Cameron e in uscita proprio oggi 9 luglio nelle sale italiane? Le vostre #Cinefoodies, ovvero io e Elena di Calde Delizie, sono andate in avanscoperta per raccontarvelo.

La nostra avventura con Schwarzy comincia in una calda e afosa serata di luglio. All'anteprima si fa sul serio: occhialini 3d, cellulare spento e bodyguard in smoking per darci assistenza - ma anche sorvegliarci.
Il film è un puro prodotto di intrattenimento: combattimenti, inseguimenti, sparatorie e salti nel tempo, il tutto condito con la classica narrativa epica ed eroica americana e tanti fichissimi effetti speciali 3d per rendere l'azione più elettrizzante. La trama, però, fa un po' di confusione con le linee temporali e nei viaggi avanti e indietro nel tempo, generando alcune incoerenze che, a ripensarci dopo, ti fanno andare in corto circuito il cervello (cosa tipica dei film sui viaggi nel tempo, di cui Predestination è l'ultimo esempio). Ma d'altra parte non è da questo genere di pellicole che ci possiamo aspettarci l'interpretazione più originale di questa tematica controversa.
La trama in breve: si parte da quello che sappiamo tutti perché lo abbiamo già appreso negli altri film della saga. Nel futuro il mondo è devastato da una catastrofe nucleare lanciata da un'intelligenza artificiale chiamata Skynet: le macchine hanno preso il controllo e gli uomini, i pochi rimasti, sono costretti a vivere nascosti come topi perché braccati dai cyborg che li vogliono sterminare. Ma John Connor, qui interpretato dall'attore australiano Jason Clarke, guida un gruppo di resistenza a Skynet che finalmente sembra avere la meglio sui robot. John però, per far sì che la vittoria della resistenza abbia valore, deve assicurarsi che il passato si svolga correttamente, come è già stato. L'intelligenza artificiale, infatti, ha mandato indietro nel tempo, nel 1984, un cyborg per uccidere sua madre, Sarah Connor. In questo modo lui non sarà mai nato e non potrà quindi guidare la resistenza. John sceglie Kyle Reese, il suo braccio destro, per la delicata missione di fare un salto nel tempo e andare a salvarla.



Ma stavolta le cose non vanno come sappiamo già: mentre Kyle (il palestratissimo Jai Courtney, visto in Divergent) è nella macchina del tempo, John viene attaccato da un residuo di Skynet e questo cambia tutto il passato. Quando Kyle arriva nell'84, ad attenderlo trova una Sarah Connor (la Kalheesi di Game of Thrones, Emilia Clarke, per noi Cinefoodies un po' cagna.. praticamente Daenerys con l'accento ammerigano) già skillata al combattimento, perché orfana fin da piccola e cresciuta da quello che lei chiama Pops, ovvero un modello di Terminator mandato da qualcuno nel passato per proteggerla. Pops è ovviamente Schwarzy, e il suo invecchiamento è giustificato dal fatto che la macchina è rivestita da carne umana, soggetta a decadimento. Kyle, com'è normale, non ci capisce più niente. E tra un combattimento e l'altro con altri Terminator assassini, in scene che citano volutamente e tributano i primi due episodi della saga, fa presente che lui ora ha dei nuovi ricordi e che quindi il futuro è cambiato, e Skynet prende il potere non nel 1997 (come vedevamo in Terminator 3) ma nel 2017, in un mondo dove tutti sono connessi al cellulare e a tutti i loro dati in una specie di Cloud (aiuto, ci mettono anche in guardia sui rischi della tecnologia!). Così Kyle e Sarah, che già si spiaciucchiano e quindi si punzecchiano e fanno le banali battute di rito per creare un po' di sexual tension, si giocano l'unico viaggio nel tempo a loro disposizione per arrivare nel 2017 e lì, beh, basta, non vorrete mica che vi dica tutto? Ovviamente li aspettano un bel po' di inseguimenti, esplosioni, combattimenti corpo a corpo, anche con un nemico per loro del tutto inaspettato!




Come già detto in questo ruolo Schwarzenegger funziona ancora e gioca la carta del "old, but not obsolete", con una battuta ricorrente nel film, e ironizza pure sulla sua mancanza di espressività. Certo dopo un po' il ricordo va all'innovativo film di 30 anni fa che ha dato il via all'immaginario dei Terminator e ci lascia con un po' di nostalgia per i vecchi tempi, quando forse gli effetti speciali erano meno fighi, ma le idee e le storie sapevano ancora stupirci e divertirci.
Il film comunque non è affatto male, sempre se lo prendiamo per ciò che è, un buon popcorn movie! Ho detto pop corn?! Sì, non possono decisamente mancare per questo Terminator Genisys. E però se volete farli supertecnologici, in linea con il film, dovreste provare a farli scoppiare con i cellulari... loro in questo video ci sono riusciti! Altrimenti potete ispirarvi a una di queste 30 ricette raccolte per fare pop corn buoni per tutti i gusti.
Buoni pop corn e buon cinema! 



Guardate il trailer di Terminator Genisys 

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