Pain d'epices. E l'amore secondo Audiard




Assaggiai per la prima volta il pain d'epices da mia zia, quando ero una bambina. Lei, estimatrice della Francia e della sua cucina, ogni tanto lo comprava e lo serviva con il tè per merenda. Anzi, credo che lo compri anche ora. Ce n'è uno della Céréal che non è affatto male. A casa mia invece non andava molto: evidentemente ero l'unica a essersi innamorata di questo pane speziato e appiccicoso! Si tratta di un dolce a base di miele (tanto miele), insaporito dalle spezie (tante spezie!), senza alcun tipo di grasso aggiunto: niente uova, niente burro, niente olio. C'è solo un po' di latte, che può essere tranquillamente sostituito da latte di soja o riso.
Inoltre, la farina integrale (nella ricetta originale va anche una parte di farina di segale, che però non ho trovato al super) lo rende ancora più sano e benefico. E in questo momento di detox, per quanto mi riguarda, è l'unica opzione di dolce concessa.
In Francia è considerato un prodotto da consumare nel periodo natalizio, quindi potrebbe essere un po' fuori stagione ora.. ma insomma le temperature sono ancora freddine e poi quando è arrivato il pacco di Rigoni di Asiago con 6 vasetti di meravigliosi tipi di miele bio, ho subito pensato che era il momento giusto per provare a fare il pain d'epices! E allora eccolo qui:



Pain d'epices
Ingredienti
400 grammi di farina integrale
100 grammi di farina 00
300 grammi di Mielbio Rigoni di Asiago
200 grammi di Miele di Tiglio Rigoni di Asiago
250 ml di latte parzialmente scremato
2 cucchiai di spezie miste tra cannella, zenzero, chiodi di garofano, noce moscata
2 cucchiai di acqua di fiori d'arancio
1 cucchiaino di lievito
1 punta di bicarbonato

In una terrina setacciate la farina con lievito, bicarbonato e spezie. In un pentolino scaldate il latte fino a portarlo a ebollizione, nel frattempo versate il miele in una terrina di ceramica. Versate il latte caldo sul miele e mescolate finché il miele non sarà completamente sciolto.  A questo punto potete aggiungere la farina: mescolate energicamente per evitare la formazione di grumi, fino a ottenere un composto omogeneo. Prendete uno stampo da plumcake rivestito di carta da forno bagnata e strizzata, versate il composto nello stampo e infornate a 170 gradi per circa 45 minuti.



Restiamo in Francia per parlare di un film che mi ha colpito molto. Avete presente quando in Pretty Woman la vecchietta chiede a Julia Roberts se l'Opera le è piaciuta e lei risponde: "Mi si sono attorcigliate le budella?" Ecco, è esattamente quello che è successo a me vedendo Un sapore di ruggine e ossa, di Jacques Audiard, con Marion Cotillard e Matthias Schoenaerts. Mi si sono attorcigliate le budella e se lo avete visto sapete anche perché. Per tutti gli altri, ecco dieci buoni motivi per vedere questo film presentato a Cannes il giugno scorso.


1. La trama riesce a sorprendere e tenere in sospeso, con un intreccio così studiato da sembrare, paradossalmente, del tutto realistico.

2. E' un film drammatico, ma non patetico.

3. E' anche un film d'amore, ma diverso da quelli a cui siete abituati.

4. I personaggi sono ultimi, emarginati, presi a calci dalla vita in modi diversi, che però a un certo punto riescono incredibilmente a trovare la forza di andare avanti. Nessuno è un eroe, nessuno è perfetto, nessuno è cattivo.

5. La disabilità della protagonista non è sfruttata come espediente strappalacrime per commuoverci. C'è il racconto di una tragedia personale che diventa il punto di partenza da cui si può e si deve andare avanti. Anche grazie a qualcuno che non compatisce, ma c'è e basta.



6. Marion Cotillard. Non so se vi ho già detto che la adoro. In primis fisicamente, con quella sua grazia ed eleganza innata, quel fisico sottile ma femminile e il viso dolce ed espressivo. E poi come attrice. Qui non si smentisce: naturale, intensa, con uno sguardo ti apre un mondo.
Interpreta Stephanie, una bella istruttrice di orche marine che subisce un incidente proprio nel parco acquatico dove lavora e perde entrambe le gambe dal ginocchio in giù. Tocca il fondo, per poi risalire grazie al complicato rapporto con Ali.



7. Matthias Schoenaerts. Attore belga che non conoscevo, davvero notevole per la sua capacità di ritrarre il protagonista Ali, un giovane ragazzo padre che lascia il Belgio con il suo bambino per raggiungere la sorella in Costa Azzurra. Ali non si è mai occupato prima del figlio, non sa fare molto nella vita, se non combattere a boxe. E' esuberante, inguaiato, istintivo, incapace di esprimere i propri sentimenti e per questo sempre alla ricerca di uno sfogo a livello fisico. Si piazza a casa della sorella e inizia a mantenersi con lavoretti come la guardia notturna o il buttafuori in discoteca. Qui conosce Stephanie, con la quale subito si un legame fuori da ogni schema, che si intensificherà dopo l'incidente di lei. Per questo ruolo Schoenaerts ha vinto il premio Cesar 2013 come miglior promessa del cinema francese.



8. Jacques Audiard: perché forse questo regista mi farà far pace con il cinema francese.

9. La Costa Azzurra. Chi non la ama? La storia è ambientata ad Antibes. Vi accorgerete del sole, del clima dolce e della luce che benedicono questa pellicola, quasi in contrapposizione all'ombra stesa sull'anima dei protagonisti.

10. La colonna sonora. Semplicemente perfetta in ogni situazione: si passa da musiche strumentali alle note sofferte di Bon Iver, da brani dance come il Magician remix di I follow rivers di Lykke Li) al successo pop Firework di Katy Perry.

Jacques Audiard, Marion Cotillard e Matthias Schoenaerts a Cannes

Vi lascio con il trailer del film



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