sabato 24 dicembre 2011

It's Christmas time! Lo Stollen e una selezione di film per voi

Domani è Natale! Siete in pieno delirio culinario? Oppure in delirio da ricerca dell'ultimo regalo, a quella persona che vi eravate dimenticati (o peggio, ai vostri familiari)?
Io ho chiuso i preparativi con un meraviglioso dolce tedesco, lo Stollen, di cui ora vi lascerò la ricetta. 
Se invece, per fortuna, non vi state stressando per i preparativi della ricorrenza, potete godervi l'atmosfera dell'attesa per la festa più bella dell'anno, magari in compagnia di un film di quelli che se non passano in tv, non è Natale!

CARTONI
La Spada Nella Roccia


A Christmas Carol


Polar Express


Nightmare Before Christmas


COMMEDIE

The Family Man


Love, Actually


Il Diario di Bridget Jones


FILM FIABESCHI

Edward Mani di forbice


La vera storia di Babbo Natale


Miracolo sulla 34esima strada


E ora... la ricetta dello Stollen!
Lo stollen è il panettone tipico della Germania, in particolare della città di Dresda. La tradizione vuole che questo pane dolce venga preparato sempre in almeno due pezzi: uno infatti va preparato per sè e il secondo per regalarlo. Come descriverlo? Un lievitato corposo, aromatico, di carattere grazie a mandorle, canditi, spezie e marzapane, ma al tempo stesso delicato e morbido grazie al burro. Io l'ho conosciuto anni fa grazie a mia zia, che lo faceva sulla ricetta di una sua zia tedesca. Non ho usato la sua ricetta perciò non so se la mia sia proprio identica. In rete si trovano infatti molte varianti, con differenze nellle spezie e nelle proporzioni degli ingredienti. Io ho mixato alcune versioni trovate sul forum della Cucina Italiana. Con queste dosi io ne ho fatti 4, uno più grande e tre medio piccoli, voi potreste farne anche tre medi o due belli grandi :-)



Stollen (Panettone di Dresda)
1 kg di farina di cui 750 grammi Manitoba e 250 gr farina 00
40 grammi di lievito di birra
130 ml di latte
250 grammi di zucchero
230 grammi di burro
4 uova
400 grammi di uvetta
150 grammi di cedro candito
50 grammi di pomelo candito (non ho trovato l'arancia!)
250 grammi di mandorle (io ho usato quelle spellate)
qualche goccia di essenza di mandorla amara
1/2 cucchiaino di cannella
una spolverata di noce moscata
20 ml di rum (per l'uvetta)
200 grammi di marzapane (pasta di mandorle)

La preparazione del dolce è un po' laboriosa e lunga per via del tempo che deve trascorrere tra i vari passaggi. Per prima cosa preparate la frutta. L'uvetta va ammollata in poca acqua tiepida e rum (i 20 ml della ricetta) per qualche ora. Poi va strizzata per bene e messa in una ciotola. Sminuzzate i canditi e le mandorle e aggiungeteli all'uvetta nella ciotola. Aromatizzate con una spolverata di noce moscata e mezzo cucchiaino di cannella. Subito dopo preparate un lievitino, con il lievito sciolto nel latte intiepidito, un cucchiaio di zucchero e 200 grammi di farina. Mettete a riposare al calduccio per almeno un'oretta. Se in casa non fa molto caldo potete metterlo nel forno, spento o a 35 gradi, con la luce accesa. 
Una volta pronto il lievitino, preparate l'altro impasto: fondete il burro, sbattete le uova, unite lo zucchero e il burro fuso (non caldo) e infine la farina. Lavorate bene l'impasto, unite il panetto del lievitino e impastate, impastate, impastate... per una decina di minuti. Io, non essendo provvista di planetaria, ho fatto a mano e devo dire che alla fine ero piuttosto provata, ah ah! 



Incorporate all'impasto il misto di uvette, canditi e mandorle. Io ho diviso l'impasto in due per riuscirci meglio. Dividete l'impasto in base a quanti dolci volete fare. Lasciate lievitare per un paio d'ore. Prendete la pasta, lavoratela su una spianatoia appiattendola  un po' e dandole una forma ovale. Schiacciatela al centro, per il lungo, con il mattarello, formando una parte piatta con ai lati due rigonfiamenti. Inserite un rotolino di marzapane nella cavità e poi ripiegare il lato corto sull'altro: se il marzapane non vi piace, potete anche tralasciare l'ingrediente. Procedere allo stesso modo con gli altri dolci. Disponeteli su una teglia rivestita di carta forno, anche due alla volta, e cuoceteli a 180 gradi per circa 45 minuti o un'ora (a seconda della dimensione). 
Una volta cotto, spennellate tutto il dolce (sopra e sotto) di burro fuso e coprite con zucchero a velo vanigliato. Vi ci vorrà circa un etto di burro e 100 grammi di zucchero.
A questo punto la ricetta raccomanda di avvolgere i panettoni nell'alluminio e lasciare maturare il dolce per qualche giorno o, ancora meglio, per un paio di settimane. se siete capaci di resistere e non assaggiarlo prima! Io l'ho fatto moolto in ritardo, dovremmo aprirlo per l'Epifania, in verità, ma credo che un assaggino lo faremo anche prima. :-)
Nel frattempo mando a tutti voi gli auguri per un felice Natale!
A prestissimo e buona serata della Vigilia.

PS: Si è chiuso il nostro contest. A breve vi comunicheremo il vincitore!

mercoledì 21 dicembre 2011

Torta della Vicinanza. Per Sweet Dreams are made of Cheese!

Buonasera a tutti!
Oggi vi propongo la ricetta che la mia amica Camilla ha preparato per il contest Sweet Dreams are made of Cheese, che, vi ricordo, scade venerdì 23 dicembre a mezzanotte!



Attendiamo le vostre ultime ricettine, mi raccomando! Per il regolamento vi rimando al post del contest.
La ricetta in questione è una torta tipo paradiso, ma con un goloso ripieno di crema di ricotta e mascarpone... e un aspetto un po' speciale!
Grazie a Cami per aver partecipato!



Torta della Vicinanza (fa diventare buoni amici chiunque la mangi)


Ingredienti

4 uova

300 g di farina

300 g di zucchero

300g di burro

300 g di ricotta

300 g di mascarpone

Ciliegie candite q.b.

Rompete le uova e separate i tuorli dagli albumi. Sciogliete il burro e aggiungetelo alla farina, lavorate con la spatola e aggiungete prima lo zucchero e poi i tuorli. Quando avete ottenuto un impasto di buona consistenza aggiungete gli albumi montati a neve. Versate nello stampo (classico o a ciambella) foderato di carta stagnola. Infornate a 180° e fate cuocere per circa 45 minuti.
Una volta raffreddata la torta tagliatela in tre dischi e farcite con il ripieno di ricotta, mascarpone e ciliegie candite a pezzettini. Per la guarnizione potete spolverare con zucchero a velo o utilizzare una decorazione
di frutti di bosco.
Buon appetito!


domenica 18 dicembre 2011

Le idi di Marzo. La perdita dell'innocenza e il mistero del pollo fritto.



Lavorare agli alti livelli della politica ed essere dei puri idealisti, entusiasti, convinti che il proprio candidato sia diverso dagli altri, anzi, che sia quello giusto, quello in grado di fare la differenza nella vita delle persone.
E' possibile? 
Il film di George Clooney, presentato fuori concorso a Venezia e uscito nei cinema italiani venerdì 16 dicembre, sembra volerci dimostrare che no, anche chi parte leale e con le migliori intenzioni 
finisce per venire deluso e quindi perdere l'innocenza, accettando compromessi e muovendo le proprie pedine nel gioco del potere, che vive di pesi contrastanti in delicato equilibrio, ricatti e segreti nascosti frettolosamente sotto il tappeto.
Il titolo Le Idi di marzo rimanda alla data dell'uccisione di Giulio Cesare, il 15 marzo del 44 a.C., a opera di alcuni cospiratori, tra cui Bruto, di cui Cesare si fidava ciecamente, al punto da nominarlo nel proprio testamento.
In questo caso il protagonista del "tradimento", se così vogliamo definirlo, è Ryan Gosling, nei panni del Stephen Meyers, giovane e promettente portavoce di Mike Morris, governatore democratico candidato alla presidenza interpretato da Clooney.



Morris incarna una specie di incrocio tra Bill Clinton e Obama, un candidato democratico progressista, che parla di diritti delle donne, di famiglia, di energie alternative e di istruzione: un tipo affascinante, allegro e anche un po' sexy, ma che a livello concreto deve ancora dimostrare di che pasta è fatto.
Stephen è una specie di enfant prodige delle pubbliche relazioni politiche che lavora insieme al veterano Paul (Philip Seymour Hoffman), ammira il suo governatore e lavora per lui con entusiasmo. Ma, come dice lui stesso, "chi fa uno sbaglio è fuori" e  a Stephen una leggerezza costerà cara.
Come al solito, però, il sesso complica le cose e rimescola le carte: ruolo fondamentale, infatti, avrà Evan Rachel Wood, stagista di Lewinskiana memoria -solo un po' più gnocca- e figlia di uno dei coordinatori della campagna elettorale.


Stephen dovrà fare i conti prima con il crollo delle sue certezze e la disillusione per il suo mito (Morris) e poi con la delusione di essere trattato senza alcuna pietà. A quel punto sceglierà di salvare se stesso, giocando sporco quanto se non più dei suoi avversari.
Perfetta l'interpretazione di Gosling, che nell'escalation di tensione di questo thriller politico trasforma gradualmente il suo viso e il suo corpo da quelli di un uomo rilassato e confidente a una maschera vuota, senza gioia, senza paura e senza scrupoli.


Nel gioco della politica, comunque, non si salva proprio nessuno (interessante la scelta di mostrare il lato cinico e immorale del partito democratico): politici stessi, portavoce, addetti stampa, giornalisti e stagisti. Wow.



Ah... da mangiare, scordatevelo.
Nel film il cibo non fa apparizioni nemmeno fugaci, al massimo fa capolino qualche drink pesante e, a prova di una soffiata importante, viene citato un pollo fritto ordinato dal portavoce dell'avversario politico di Morris, interpretato da Paul Giamatti. Questo pollo, in realtà, non arriva mai al tavolo: probabilmente, quindi, non è mai stato ordinato (come lo stesso Giamatti rivendica in seguito).
Io il pollo fritto lo preparo raramente, impanato in modo classico: farina, uovo, pangrattato e via in padella. Ma non lo immergo completamente nell'olio, lo faccio con un dito di olio evo.
Per pollo fritto, però, in America si intende qualcosa di un po' diverso. Il pollo è tagliato a pezzi e passato nella farina che però è miscelata con un sacco di spezie, dalla paprika al pepe, dal basilico all'aglio, dalla noce moscata alla salvia. Per intenderci, la ricetta è quella della famosa catena Kentucky Fried Chicken.
Devo ammettere che non l'ho mai assaggiato, ma dev'essere molto buono: io adoro le spezie, che con il pollo vanno da dio, con il fritto non si sbaglia mai... Insomma non ci resta che provare la seguente ricettina, che, pare, sia quella originale (supersegreta) di KFC... Io l'ho presa dal forum di CookAround e ve la riporto... creare il mix di spezie sembra un po' una roba da piccolo chimico.. se qualcuno ci ha già provato mi faccia sapere!




Ingredienti

5 cucchiaini di mix di spezie ed erbe- 1 tazza di farina per dolci (**)
2 ½ cucchiaini di sale
1 tazza di latte
1 uovo


pollo in pezzi


(*) Preparazione del mix di “11 erbe & spezie”:
- 16 parti di PEPE BIANCO
- 12 parti di PEPE NERO
- 16 parti di SALVIA
- 8 parti di CORIANDOLO
- 6 parti di ZENZERO
- 3 parti di ALLORO
- 2 parti di NOCE MOSCATA
- 2 parti di CARDAMOMO
- 2 parti di SANTOREGGIA
- 2 parti di PIMENTO
- 2 parti di CHIODI DI GAROFANO
- 8 parti di GLUTAMMATO MONOSODICO (MSG)
NB: tutte le spezie dovrebbero essere in polvere
Miscelare il tutto e tenerlo a riposo per almeno una notte



(**) Se non avete la farina per dolci:
- 1 tazza di farina per dolci = ¾ tazza di farina 00 + 2 cucchiai di amido di mais



Setacciare la farina e mescolarla al sale ed al mix di erbe e spezie. Mescolare l’uovo ed il latte. Affondare i pezzi di pollo nella pastella di uovo e latte. Un pezzo alla volta, impanare accuratamente il pollo nel mix di farina e spezie. Friggere.

mercoledì 14 dicembre 2011

Inverno: coperta, Cold Mountain e una fetta di crostata



Rossella O'Hara bionda, con il naso all'insù e il viso diafano di Nicole Kidman. Che ve ne sembra, non vi convince? Beh, per scoprire che effetto vi fa, vi basta guardare Ritorno a Cold MountainQuesto film di Anthony Minghella è uno degli appuntamenti fissi della stagione televisiva invernale, un nuovo classico del periodo natalizio e infatti è stato trasmesso giusto l'altra sera su Rai tre. Si tratta di un colossal ambientato durante la guerra di secessione americana che fa l'occhiolino in modo esplicito al classico dei classici, Via col Vento, ma non risparmia scene di battaglia e di cruda violenza che il cinema di una volta non avrebbe osato mostrarci.

domenica 11 dicembre 2011

Falafel di lenticchie con salsa piccantina: il contest Pedina


Nel periodo delle feste è tradizione mangiare lenticchie: si dice infatti che portino soldi e così, in particolare durante il cenone di San Silvestro e a Capodanno, si riempiono i piatti con cucchiaiate di questi legumi in umido abbinate al cotechino o allo zampone. Buone, anzi buonissime, ma le lenticchie possono essere preparate in molti altri modi dando vita a ricette molto stuzzicanti! 
Per far conoscere le proprietà di questo alimento nutrizionalmente ottimo, che in una sola porzione al giorno assicura il 63% delle fibre necessarie all'organismo oltre a vitamina B, proteine, fosforo e ferro, Pedon ha organizzato un concorso, che scade proprio oggi (lo so, arrivo sempre all'ultimo), che ha come protagonista la Lenticchia Pedina.


La raccolta di ricette vuole inoltre dare rilievo a un'iniziativa etica: per ogni confezione Lenticchia Pedina venduta saranno infatti devoluti 15 centesimi al progetto del CESVI "Casa del Sorriso" in Brasile. Qui potete leggere maggiori dettagli sul progetto.

Per la raccolta, io ho deciso di cimentarmi con un finger food.
Avete presente i falafel? Sì, quelle polpettine di ceci speziate che si mangiano come sfizio "da strada" in tutto il mondo arabo? Beh, questa è una versione alternativa, con le lenticchie. 


Mini Falafel di lenticchie con salsa piccantina

Per 4 persone, come antipasto

Per i falafel
100 grammi di lenticchie secche 
mezza cipolla 
mezza carota 
mezzo spicchio d'aglio (o anche intero, se vi piace)
coriandolo fresco 
1 cucchiaino di curry 
1 cucchiaino di paprika 
sale qb
farina di grano duro qb 
olio di arachidi per friggere qb 

Per la salsa 
Passata di pomodoro 
paprika
peperoncino  
sale 
olio evo 


Ammollate le lenticchie in acqua per almeno 12 ore, l'ideale è durante la notte. Preparate un trito di cipolla, aglio e carote, unite le lenticchie scolate, il coriandolo fresco, un cucchiaino di curry, un cucchiaino di paprika e salate. 
Frullate il tutto e mettete il composto a riposare in frigo per un'ora. Trascorso il tempo necessario, formate delle palline del composto, passate le polpette su tutti i lati nella farina di grano duro. 
Nel frattempo preparate una salsina di accompagnamento cuocendo per pochi minuti in un pentolino la salsa di pomodoro con poco olio, sale, un pizzico di peperoncino secco, un pizzico di paprika 
Friggete le polpettine da entrambi i lati nell'olio di arachidi ben caldo (usate un pentolino piccolo ma abbastanza alto, in modo che le polpettine siano completamente immerse). Asciugate sulla carta assorbente, servite caldi su piattini da finger food accompagnati da un po' di salsa di pomodoro. 

Alternativa 1: potete cuocere le polpettine in forno; disponetele su una teglia rettangolare sopra un foglio di carta forno unta di olio di arachidi, spennellate d'olio anche la superficie e infornate a 200 gradi per 15 minuti. 
Alternativa 2: al posto della salsa piccante potete abbinare la tradizionale salsa araba allo yogurt, fatta semplicemente con yogurt bianco, succo di limone, un goccio d'olio, sale e origano (deliziosa!).

Vi lascio un film natalizio (come promesso ieri) e in linea con le tradizioni culinarie dell'Arabia e del Medio Oriente (dove le lenticchie sono conosciute e utilizzate da millenni... ricordate tutti il piatto di lenticchie per cui Esaù cedette la sua primogenitura a Giacobbe!): Il Principe d'Egitto un cartone animato che racconta la storia di Mosè, il profeta che condusse il popolo ebraico dall'Egitto, dove era ridotto in schiavitù, verso la Terra promessa



Un cartone un po' datato ormai (è del 98), molto serio e "drammatico" e per questo forse più apprezzato da un pubblico adulto che dai bambini. Menzione a parte merita la canzone "When you believe", interpretata da Mariah Carey e Whitney Houston, che vi lascio da ascoltare. 


Con dispiacere mi sono accorta che invece è terminato ieri il contest organizzato da Silvia di Rumore di fusa, sempre legato alle lenticchie, pensato per aiutare la Lipu.
Vi rimando comunque alla lettura del suo post e all'acquisto delle lenticchie della Lipu, per tutelare gli uccellini abitanti dei nostri boschi!

sabato 10 dicembre 2011

Cake al cocco e frutti rossi e i film di Natale

Buon pomeriggio a tutti voi! Allora, avete già addobbato la vostra casina con albero e presepe? O siete in giro per la città a fare lo slalom fra i negozi, in cerca di ispirazione per i regali? Devo ammettere che io mi sono limitata a rispolverare qualche decorazione e piazzarla sul caminetto, lo spirito del Natale latita ancora un po' da queste parti... E allora, per aiutarmi a entrare nel mood, ho deciso che nei prossimi giorni vi proporrò una serie di film che ruotano attorno al Natale, perfetti da guardare sul divano sotto la copertina, mentre le lucine si accendono e si spengono. Si accettano, chiaramente, richieste specifiche: cercherò di esaudirle il prima possibile. 
Il primo film che mi fa tanto tanto Natale è Piccole Donne



Lo citai anche l'anno scorso qui, ma allora vi proposi la versione del 1949. Oggi invece vi parlo del film del 1994, della regista australiana Gillian Armstrong La critica non fu particolarmente entusiasta di questa versione, io, però, che la vidi a sedici anni, la trovai fresca e piacevole, in grado di ravvivare il linguaggio e i personaggi del libro, ma anche di sottolineare il senso di modernità e anticonvenzionalità della famiglia March e delle quattro sorelle, in particolare della meravigliosa Jo, che qui ha il volto angelico di Winona Ryder (nominata all'Oscar per questa interpretazione).







Il cast tecnico, oltre a quello artistico, è a grande maggioranza femminile e forse questo gusto "rosa" si respira, rendendo il film poco appetibile per i maschietti. Credo, però, che il semplice titolo sia in grado di farli correre a gambe levate, perciò non mi preoccuperei troppo di questa faccenda. 
Piuttosto, preparate un fazzoletto e gustatevelo in uno di questi freddi e pigri pomeriggi invernali, con un tè natalizio speziato e una fetta di questo dolce che mescola profumi tropicali con la dolcezza asprigna dei frutti rossi (un mix che ho trovato all'Esselunga) al posto della solita uvetta sultanina. Scusate la foto, sono riuscita a farla solo quando ormai erano rimaste solo un paio di fette superstiti!



Cake ai frutti rossi

150 gr di farina 00 
50 gr di farina di cocco 
1/2 bustina di lievito per dolci 
100 gr di frutti rossi disitratati e zuccherati
8 cucchiai di zucchero 
2 uova 
1/2 bicchiere di olio 
1 bicchiere di latte 

Setacciare le farine con il lievito e lo zucchero, sbattere le uova in una terrina ed emulsionare con il latte e l'olio Unire gli ingredienti solidi ai liquidi, mescolare. Aggiungere i frutti rossi, versare in uno stampo da plum cake foderato di carta forno e cuocere per 35 minuti circa a 180 gradi. Più facile di così!

mercoledì 7 dicembre 2011

Vestito nuovo... per Cooking Movies!

Ta-dà! Sorpresa!  

Ogni tanto si ha voglia di cambiare, giusto? Beh, dopo quasi due anni in cui avete trovato ad accogliervi il faccione di Amy Adams in Julie & Julia, era tempo di trovare una dimensione nuova, con un header solo mio! Perciò ecco vi presento il nuovo look di Cooking Movies
Che ve ne pare?
L'autrice del nuovo header è mia sorella Francesca, che, come regalo di compleanno, mi ha fatto questo disegno e ha imparato a usare Illustrator per renderlo adatto alla pubblicazione.
Grazie Fre!  

Quella che spignatta ovviamente sarei io, il ciccione per chi non l'avesse capito è Alfred Hitchcock, geniale cineasta e rinomato golosone, che con il cibo aveva un rapporto abbastanza intenso
Aspetto i vostri commenti (e se qualcuno volesse ingaggiarla per un disegno, potete chiedere a me)
Buona serata!  

domenica 4 dicembre 2011

Apple Pie. Di Martha Stewart e di Mildred Pierce


Kate Winslet è una delle mie attrici preferite. La trovo intensa, sempre credibile e con gli anni si è affinata ed è diventata più bella. L'ho conosciuta, come credo tutti noi, in Titanic, ma non mi ha entusiasmato subito. E' stato con altre pellicole, come la precedente Ragione e Sentimento o Amleto, che mi sono accorta che la ragazza sapeva davvero recitare. La conferma è venuta poi con Eternal Sunshine of the Spotless Mind, il visionario film di Michel Gondry, e ancora con The Reader e Revolutionary Road.
Stavolta la nostra Kate s'è data alla tv, o meglio a una delle meravigliose miniserie della HBO che nulla hanno da invidiare al cinema (ed è infatti firmata da Todd Haynes, regista di Lontano Dal Paradiso, Velvet Goldmine Io non sono qui).


Sto parlando di Mildred Pierce, trasmessa in Italia da Sky lo scorso ottobre, tratta dal omonimo romanzo di James Cain del 1941. E' la storia di una giovane"vedova bianca", ovvero una donna abbandonata dal marito e rimasta sola con due figlie a carico, che, per far fronte alle nuove necessità economiche, deve inghiottire l'orgoglio e mettersi a lavorare. Diventa cameriera e poi, una volta appresi i rudimenti della ristorazione, trasforma la sua passione di preparare magnifici "pie" in attività di business.


Mildred prepara le sue Apple Pie

Apre così il suo ristorante e diventa un'imprenditrice di successo: ma la vita non è tenera con lei. Una perdita improvvisa e incolmabile, l'amore per un dandy ex benestante e ora mantenuto e il rapporto morboso e conflittuale con la figlia Veda la segneranno per sempre. 



Kate Winslet e Guy Pearce, nel ruolo del dandy Monty Beragon


Veda, in particolare, sarà la vera causa dei guai di Mildred: la ragazza, maliziosa e ambiziosa, ha ben chiaro dall'infanzia di voler diventare una musicista di successo. Per questo grava con continue pretese sulla madre, ma al tempo stesso la disprezza per le sue scelte e per essersi "abassata" a lavorare. Mildred, che da un lato disapprova ed è affranta dall'atteggiamento della figlia, nutre per lei un'insana venerazione che la porta a giustificarla, convinta in fondo che Veda sia speciale e meriti di avere tutto ciò che vuole.


Evan Rachel Wood è Veda, la figlia senza scrupoli di Mildred


Curiosità: il romanzo era già stato portato al cinema nel 1946, con un film che valse a Joan Crawford l'Oscar come miglior attrice protagonista. In quella versione si scelse di dare un tocco più "noir" alla fine della vicenda, al contrario di questa miniserie, più fedele al libro.

Joan Crawford e Ann Blyth

Non entro nei dettagli, vi consiglio di guardare la serie: splendida la ricostruzione dell'epoca, le case dei quartieri residenziali, gli abiti, la tavola calda, le pie di Mildred. Resterete incantati e, soprattutto dal secondo episodio, non potrete che andare avanti nella visione per scoprire il destino di questa donna caparbia.

Nel frattempo potete godervi la ricetta della pie americana per antonomasia, quella di mele, come quelle che preparava Mildred, ma fatta da me, sulla ricetta infallibile della mitica Martha Stewart (compresa qualche aggiustatina nelle dosi)

Apple Pie
(adattata da Old Fashioned Apple Pie di Martha Stewart)


Per la pasta brisè
300 gr di farina
150 gr di burro (io 130)
mezzo bicchiere di acqua ghiacciata
3 cucchiai di zucchero (nella ricetta di Martha: 1 cucchiaino)
1 pizzico di sale

Per il ripieno
1 kg di mele (io Golden, la ricetta americana prevede le Granny Smith, ma potete usare anche le Golden o le Gala)
2 limoni (succo, Martha anche buccia)
1 cucchiaio di cannella
1 grattugiata di noce moscata
2 cucchiai di farina
3 cucchiai di zucchero (Martha: 170 gr)
1 fetta biscottata (mia aggiunta)

Per la copertura
1 uovo per spennellare la superficie
zucchero semolato per decorare



Preparate la pasta brisé- nella mia versione, quasi sucree, perché preferisco un impasto leggermente dolce e meno zucchero nel ripieno- impastando farina e zucchero con il burro freddo e l'acqua ghiacciata, fino a creare una palla. Mettetela a riposare in frigorifero per almeno mezz'ora avvolta nella pellicola trasparente. Non vi preoccupate dell'attesa, la impiegherete certamente con la parte più noiosa della ricetta, ovvero la pulizia e taglio delle mele: ne servirà circa un chilo, che sono almeno 6 mele, ma dipende dalla dimensione. Detorsolatele, sbucciatele e tagliatele a fettine sottili (io ho usato la parte che affetta della grattugia, per fare prima: mettetele in una terrina e irroratele del succo di due limoni. Aggiungete la cannella e la noce moscata e la farina, mescolate e lasciate marinare.

A questo punto potrete stendere la pasta. Prendetene poco più della metà e stendetela sottile, con l'aiuto del mattarello. Prima di trasferirla in una teglia imburrata, per non rischiare di romperla, ripassatela 10 minuti in frigo o 5 in freezer: sarà molto più facile maneggiarla! Foderate la tortiera, tagliate la pasta in eccesso dai bordi. Bucherellate il fondo con una forchetta e copritelo con una fetta biscottata sbriciolata (aiuta ad assorbire i succhi della mela). Versate all'interno le mele, disponetele lasciando una specie di montagnetta al centro. Stendete anche l'altra metà della pasta (fate sempre un passaggio in frigo o freezer). Richiudete i bordi della torta e pinzateli con una forchetta. Con le forbici effettuate dei piccoli tagli sulla sfoglia in modo da lasciare uno sfiato per il liquido e i vapori delle mele. Con gli avanzi di pasta ritagliati dai bordi create delle decorazioni a piacere, come fiorellini o foglie. Spennellate la superficie con un uovo e ricoprite di zucchero semolato.
Cuocete per circa 40 minuti a 180 gradi, poi abbassate a 170 e proseguite la cottura per altri 20-25 minuti, finché non si sarà formata una crosticina dorata. Se la superficie si colora troppo, dopo i primi 40 minuti potete coprirla con un foglio di alluminio.
Servite tiepida o a temperatura ambiente, se la offrite come dessert o per merenda, potete abbinarla a una crema inglese o una pallina di gelato alla vaniglia :-)
E' davvero una delizia, un tripudio di profumi delicati grazie a mele, burro e spezie. E ribadisco che le mele, nei dolci, non deludono davvero mai!

Con questa apple pie partecipo al giveaway di Araba Felice, Marthellati, ovviamente per il libro Pies&Tarts di Martha Stewart.


Marthellati

Approfitto per ricordare a tutti voi di partecipare anche alla nostra raccolta, mia e di CooktheLook, Sweet Dreams are made of cheese, che scade il 23 dicembre. Si vincono due bellissimi libri, correte a vedere!

Sweet Dreams are made of Cheese

La ricetta è stata scelta come "dolce del weekend" dal mio istantaneo mini sondaggio su facebook.. Per la cronaca, ha stracciato il cake ai frutti rossi e la lemon meringue pie (altra torta che vedrete preparare da Mildred proprio nei titoli di testa!)
Dove accadeva tutto ciò? Sulla pagina di Cooking Movies! Se non vi è già "piaciuta", potete unirvi ora! Basta cliccare QUI! :)
Buona domenica!

#EatingOut 3: il gusto dell'Hamerica's a Milano

Torna la rubrica pensata per darvi qualche ispirazione nei giorni in cui decidete di mangiare fuori. Oggi restiamo a Milano e parliamo di...