martedì 15 marzo 2011

Giappone, contro il nucleare la favola di Nausicaa


Tanto tempo fa, quando ero solo una ragazzina il cui mondo girava attorno a scuola e pomeriggi fatti di merende, disegni e cartoni animati, mi capitò di vedere un cartone che mi colpì moltissimo. Era diverso da tutti i manga a puntate che mi sorbivo ogni giorno su Bim Bum Bam, perché era un film, ma non c'entrava nulla con l'allegria spensierata e canterina dei classici Disney. Si trattava di Nausicaa della Valle del Vento, capolavoro di Hayao Miyazaki, maestro del cartone animato giapponese e autore di opere come Conan, Il castello errante di Howl, la Città Incantata, Porco Rosso, Ponyo sulla scogliera).
Il film, del 1984, è una favola ecologista ambientata in un futuro postapocalittico. La Terra, in seguito alla distruzione portata dai "guerrieri invincibili", robot dotati di arsenali atomici, è distrutta. I pochi umani superstiti vivono in piccole comunità isolate mentre il resto del mondo è ricoperto dalla Giungla tossica, dove, per reazione abnorme ai bombardamenti nucleari subiti, la natura ha sviluppato piante tossiche che rilasciano spore radioattive ed enormi insetti mutanti che minacciano la sopravvivenza degli insediamenti umani.  Mentre la maggior parte degli uomini vede nella Giungla solo una minaccia ed è pronta a ingaggiare una nuova battaglia per distruggerla definitivamente, Nausicaa, principessa della Valle del Vento, capisce che la natura, ferita e quindi crudelmente mutata,  va al contrario protetta, perché proprio in essa risiede la chiave della sopravvivenza dell'umanità
In questi giorni in cui la distruzione del Giappone è sotto gli occhi di tutti noi, in cui il Paese  del Sol Levante è sull'orlo di un disastro nucleare che forse è già in atto mentre scrivo, non posso che ripensare a questo piccolo capolavoro ecologista creato proprio da un giapponese e che già 27 anni fa era un monito per l'umanità. La natura non va sfruttata, assoggettata, piegata, sfidata con l'energia nucleare: va rispettata, assecondata, capita. Solo in questo modo potremo vivere insieme a lei, dentro di lei, e non contro di lei, a ogni costo. 
Guardare la piantina del Giappone, che ha disseminato di centrali nucleari le sue frastagliate coste di isola vulcanica, mi rende basita e leggere dell'orgoglio del governo giapponese che ha rifiutato per ore di chiedere aiuto per poi piegarsi di fronte al terrore di una nuova Cernobyl, mi fa molto arrabbiare. Non capisco come un popolo possa anteporre questioni di forma e di orgoglio al suo stesso bene, non lo capisco perché probabilmente non conosco la loro cultura. 
Ma forse non è questione di Giappone: ovunque l'uomo si comporta ancora come padrone del mondo, quando non lo è. E la natura è lì, a ricordarcelo. 
Anche questo film può ricordarcelo e io ve lo consiglio. Non lascio nessuna ricetta da assaporare oggi, ma come non ricordare le meraviglie della tavola giapponese, che mangio volentieri anche se non ne conosco tutti i nomi... i sushi, i maki, i sashimi, le zuppe, le leggere tempura, i dolci con la marmellata di fagioli azuki... 
speriamo che la situazione si stabilizzi.



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