Amore e altri rimedi... per esempio, una torta di pane al cioccolato!


A volte in cucina capita di mescolare tanti ingredienti sperimentando nuovi abbinamenti. In qualche caso scopriamo una nuova ricetta da aggiungere ai nostri piatti forti, altre volte l'esperimento fallisce e allora torniamo a ripercorrere per filo e per segno le ricette di chi ne sa più di noi, a coda bassa.
Amore e altri rimedi (Love and other drugs) è un film che pretende di mescolare la commedia, la satira sulla società degli anni 90 e l'industria farmaceutica, tanto sesso, una storia d'amore struggente e la malattia. Non sarà un po' troppo? Come voto le darei un sei e mezzo, principalmente grazie al feeling tra l'espressiva Anne Hathaway e il simpatico e prestante Jake Gyllenhaal, ma per il resto non l'ho trovata troppo convincente.
La partenza è frizzante e mostra la vita da playboy sconclusionato di Jamie Randall: quasi per caso Jamie inizia la carriera di rappresentante farmaceutico in Pfizer. Si intrufola negli ospedali e flirtando con infermiere svampite riesce a piazzare i campioni di un antidepressivo rivale del più celebre Prozac. Lì incontra Meggy, giovane paziente affetta dal morbo di Parkinson al primo stadio. Ma a lui non interessa la sua malattia degenerativa, dal momento che intende solo portarsela a letto.
Sorpresa, anche a lei la cosa non dispiace, ha infatti deciso che data la sua condizione non avrà più legami sentimentali. E qui si passa alla fase sesso, con scene piuttosto esplicite, lontane dallo stile più allusivo e pulito generalmente adottato nelle commedie.
Inoltre c'è il fratello ciccione di Jamie, che dorme sul suo divano dopo essere stato cacciato dalla fidanzata e che sembra uscito da American Pie: passa il tempo a guardare i filmini delle notti focose tra i due novelli amanti e decanta le dimensioni del membro del fratellone. Intanto, Jamie inizia a vendere Viagra e la sua carriera decolla.



La commedia segue il suo corso, con i due protagonisti che loro malgrado si accorgono di amarsi (scene di cibo cinese a letto e lettura sulla panchina abbracciati comprese). Ma poi il film si gioca la carta Parkinson, e qui i toni cambiano, si fanno più seri, quasi cupi, in una rappresentazione moderna di Love Story. Come in tutti i film d'amore che si rispettino, però, il lieto fine è dietro l'angolo.
Lieto fine anche per la torta di pane che ho preparato l'altro giorno. La ricetta non è quella originale, di cui ho parlato QUI, ma una rivisitazione sulla base degli ingredienti che avevo e che sono stati mixati, un po' come i generi che si mescolano in questo film. Il risultato è stato diverso e anche se continuo a preferire the original, non ho disdegnato la versione "a occhio" :)


Torta di pane, cioccolato e frutta secca


Ingredienti


Una terrina piena di pane secco a pezzetti
1 litro di latte caldo
100 gr di cioccolato fondente
70 gr di burro
1 uovo
3 cucchiai di cacao amaro
fette biscottate sbriciolate q.b.
200 gr di zucchero
150 gr di uvetta
50 gr di nocciole
100 gr tra noci e arachidi
25 gr di pinoli
25 gr di cedro candito






In una grande terrina mettere a mollo il pane nel latte caldo per almeno tre ore. Deve diventare praticamente una crema, nessun pezzettone di pane o vi resta il pezzetto non sciolto nell'impasto e non è buono! Intanto mettete a bagno l'uvetta in acqua e rum, preparate la frutta secca a pezzettini. Quando il pappone di pane e latte sarà pronto, aggiungete zucchero, l'uvetta strizzata, la frutta secca, il cedro e il cacao amaro. Poi sciogliete il cioccolato con il burro, spegnete il fuoco e unite un uovo, amalgamando con la frusta. Unite il composto alla pappa. Ora dovete asciugare, io ho usato le fette biscottate sbriciolate ma meglio i frollini o, come da original version, gli amaretti. Non so darvi dosi perché io sono andata ad occhio, mettendo circa 3 fette biscottate e 3 cucchiai di farina. Amalgamare bene, versare in una tortiera imburrata. Io come tocco finale porcosissimo ci ho colato sopra in 4-5 punti dei cucchiaini di Nocciolata Rigoni di Asiago. Infornate a 190 gradi per un'ora, deve rimanere umida (consistenza tipo castagnaccio!) 


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